Bob Woodward

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Bob Woodward (2007)

Robert "Bob" Upshur Woodward (Geneva, 26 marzo 1943) è un giornalista e saggista statunitense, iniziò la sua carriera lavorando al Washington Post, importante quotidiano americano a diffusione nazionale, del quale divenne una firma di punta, e dove oggi occupa la carica di redattore associato. È assurto alla ribalta nazionale ancora molto giovane per i suoi reportage sullo scandalo Watergate, scritti assieme al collega Carl Bernstein.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovane reporter per la Washington Post, nel 1972 Woodward collaborò assieme al collega Carl Bernstein: i due riportarono molte notizie sullo scandalo Watergate, che portarono a numerose inchieste parlamentari e spinsero infine il Presidente Richard Nixon alle dimissioni nell'agosto 1974. Il lavoro - diventato leggendario anche grazie al film Tutti gli uomini del Presidente, diretto da Alan J. Pakula, con Woodward interpretato da Robert Redford - costituì il maggiore successo della sua carriera.

Woodward ha continuato a lavorare per il Washington Post anche dopo il celebre caso Watergate. Ha scritto 21 libri sulla politica americana e altri fatti di attualità, 13 dei quali entrati nelle classifiche dei bestsellers: il primo è il celebre Tutti gli uomini del presidente, scritto insieme a Carl Bernstein, e riguardante la loro inchiesta sul caso Watergate.

Ha vinto pressoché ogni premio giornalistico americano e - pur non vincendolo mai individualmente - ha contribuito a far assegnare al Washington Post due Premi Pulitzer: nel 1973, con l'inchiesta scritta insieme a Carl Bernstein sullo scandalo Watergate (Premio Pulitzer per il Pubblico Servizio del 1973); nel 2001, da principale reporter per il Washington Post durante gli attacchi dell'11 settembre del 2001 (Premio Pulitzer per l'Inchiesta Nazionale del 2002).

Bob Woodward con Brian Duffy scrisse che un'inchiesta del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sulle attività di finanziamento aveva scoperto che alcuni agenti del governo cinese avrebbero tentato di dirigere alcuni contributi provenienti dall'estero verso il comitato elettorale democratico prima delle elezioni del 1996 (Chinagate).

Nel 2008 a seguito di una crisi aziendale al Post, Woodward a 65 anni, con la qualifica di "assistente direttore" viene pensionato dal suo giornale, su cui tuttavia non scriveva più da tempo, preferendo dedicarsi ai libri d'inchiesta. Fa parte di questa sua produzione Wired (Chi tocca muore, 1984), dossier dettagliato e preciso sugli ultimi anni di vita del comico statunitense John Belushi.

Nel settembre del 2018, Bob Woodward è al centro delle attenzioni mediatiche a causa dell'uscita (il giorno 11 settembre[1]) del suo libro Fear: Trump in the White House, in cui raccoglie informazioni su ciò che avviene fra le mura della Casa Bianca, e rivolge aspre critiche al Presidente degli Stati Uniti in carica, Donald Trump (definendolo "un folle") e alla sua amministrazione (definendola "una gabbia di matti").

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Bob Woodward, Fear: Trump in the White House su Amazon.it, su amazon.it, Simon & Schuster Ltd. URL consultato il 12 settembre 2018.

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