Birra Metzger

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Birra Metzger
Logo
StatoItalia Italia
Fondazione1848 a Torino
Fondata daKarl Metzger
Chiusura1975
Sede principalevia San Donato, 68
GruppoGruppo Luciani
Settorebevande
Prodottibirra
Slogan«Liquido amaro dissetantissimo e nutrichevole dal sapore speciale.»

Birra Metzger fu una birra prodotta dall'omonimo birrificio italiano fondato a Torino del 1848. Dopo decenni di attività e riconoscimenti nel 1944 l’azienda viene acquistata dal Gruppo Luciani, già proprietario del marchio Pedavena, nonché concessionario italiano della Dreher e della Heineken.

Ha cessato la sua attività nel 1975 chiudendo definitivamente lo storico stabilimento torinese di via San Donato 68.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondata nel 1848 a Torino da Karl Metzger, mastro birraio originario dell'Alsazia, con il nome di Società Perla Crova & Co.

Vassoio ovale in metallo

Il primo stabilimento sorgeva nel rione Valdocco, nella zona chiamata «Fortino». Nel 1859 la birreria cambiò denominazione in Società Perla Crova & Co. Luigi Vigna e nel 1862 fu trasferita nella nuova sede di via San Donato 68. Nel 1878 Carlo Metzger divenne l'unico proprietario e nel 1888, dopo un tirocinio nelle fabbriche tedesche, il figlio Francesco Giuseppe prese il controllo dell'azienda che, all'Esposizione dell'Industria Italiana del 1898 di Torino, ottenne un riconoscimento ufficiale ricevendo la medaglia d'oro. Con il figlio l'azienda variò la ragione sociale in Birra Francesco Giuseppe Metzger e lo stabilimento di via San Donato venne ampliato su progetto di Pietro Fenoglio.[1][2] Nel 1914 l'azienda cambiò gestione e venne acquistata dal cav. Dorna che mutò nuovamente la ragione sociale in Accomandita Semplice Birra Metzger - Torino di Carlo Dorna & C.[3]

Durante il ventennio fascista, complice nuova politica di autarchìa economica imposta dal regime che vietava di importare prodotti stranieri, la produzione della birra aumentò notevolmete riuscendo a conquistare anche i mercati delle colonie italiane dell’Africa. In questi anni la Metzger affidò la propria immagine pubblicitaria al noto artista futurista di origini bulgare Nicolay Diulgheroff,[4] che nel 1936 ridisegnò la tipica "M" in stile razionalista e che venne utilizzato fino alla dismissione del marchio.

Nel 1944 l'azienda venne rilevata dal Gruppo Luciani che nel 1952 confluì nella Holding Mobiliare Industriale Cisalpina di Milano e che divenne proprietaria della S.P.A.M.,[5] assumendo il controllo dei marchi torinesi Birra Metzger, Birra Bosio & Caratsch e Birra Cervisia di Genova. Dal 1970 il marchio Birra Metzger venne ritirato del tutto dal mercato e fu assorbito dalla Dreher di Trieste, ormai promossa a marchio nazionale; nel 1975 lo storico stabilimento di Torino venne chiuso.[3]

Nel dicembre 2014 il marchio Metzger è stato ceduto a un imprenditore torinese per il suo rilancio e nel 2015 è stato reintrodotto in commercio utilizzando marchio e ricetta originali.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nelva, Signorelli, 1979
  2. ^ Coda, Fraternali e Ostorero, 2017
  3. ^ a b Michele Airoldi, 2002
  4. ^ Nicolaj Diulgheroff fu un artista futurista stabilitosi a Torino che, oltre che per la Metzger, lavorò anche per i più celebri marchi dell'epoca come: Campari, Amaro Cora, Martini, Perugina e Fiat. Dello stesso autore fu anche il nuovo logotìpo della concorrente torinese Bosio & Caratsch.
  5. ^ Società Per Azioni Metzger
  6. ^ Guida scritta da Luciano Cossu, su sottobicchieri.altervista.org. URL consultato il 29 novembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., L'Esposizione nazionale del 1898, Torino, Roux-Frassati, 1898, ISBN non esistente.
  • Riccardo Nelva, Bruno Signorelli, Le opere di Pietro Fenoglio nel clima dell’Art Nouveau internazionale, Bari, Dedalo, 1979, ISBN non esistente.
  • Michele Airoldi, Birrerie storiche d’Italia. Storia e immagini, Milano, Mosè, 2002, ISBN non esistente.
  • B. Coda N., R. Fraternali, C. L. Ostorero, 2017, Torino Liberty. 10 passeggiate nei quartieri della città., Torino, Edizioni del Capricorno, 2017, ISBN 978-88-7707-327-3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]