Bigiotteria

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Alcuni articoli di bigiotteria.
Disegno di bigiotteria.

La bigiotteria (dal francese bijou) è il settore che riguarda la produzione e la commercializzazione di accessori di abbigliamento come collane, bracciali, anelli e orecchini, utilizzando componenti non preziosi come vetro, plastica, ceramica, organza, lana, gomma crepla, legno, pietre, conchiglie o metallo (ottone, alluminio, acciaio, bronzo), in modo tale che la valenza estetica compensi la modestia del valore intrinseco dei componenti[1].

Viene anche detta gioielleria di scena quando viene prodotta ed utilizzata per il mondo dello spettacolo[2].

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Vi è stato[quando?] un notevole sviluppo di tutto ciò che riguarda la bigiotteria, intesa come hobby personale, ovvero si è notato un incremento delle hobbyste con conseguente proliferare di corsi specifici, di siti web sull'argomento, di riviste specializzate, fino ad arrivare alle innumerevoli esposizioni in occasione dei mercati per hobbysti che ormai si tengono quasi settimanalmente in molti comuni d'Italia.

La città di Providence (Rhode Island) è stata il luogo di nascita della produzione dei cosiddetti "Gioielli delle Dive", poiché il cinema, dagli anni 1930 in poi, ha fatto da volano a bijoux che dei gioielli veri avevano l'apparenza e la bellezza, senza possederne il valore intrinseco[3][4].

Periodo Art Déco (dal 1920 al 1930)[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento Art Déco è stato un tentativo di combinare la durezza della produzione di massa con la sensibilità dell'arte e del design. Fu durante questo periodo che Coco Chanel introdusse la bigiotteria per completare il costume. Il movimento Art Deco morì con l'inizio della Grande Depressione e lo scoppio della seconda guerra mondiale[5].

Secondo la storica dell'arte Nancy Schiffer, alcune delle caratteristiche della bigiotteria nel periodo Art Deco erano[6]:

  • Le curve fluide sono state sostituite da un tema aspramente geometrico e simmetrico
  • Pendenti lunghi, bracciali bangle, anelli da cocktail e accessori elaborati come portasigarette e bocchini

Periodo retrò (dal 1935 al 1950)[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo retrò, i designer hanno lottato con il dilemma tra arte e produzione di massa. I materiali naturali si sono fusi con la plastica. Il periodo retrò includeva principalmente gioielli di fabbricazione americana. Con la guerra in Europa, molte aziende di gioielleria europee furono costrette a chiudere. Molti designer europei sono emigrati negli Stati Uniti poiché l'economia si stava riprendendo.

Secondo Schiffer, alcune delle caratteristiche della bigiotteria nel periodo retrò erano[6]:

  • Glamour, eleganza e raffinatezza
  • Fiori, fiocchi e motivi a raggiera con uno stile hollywoodiano
  • Pietre di luna, motivi di cavalli, influenze militari e ballerine
  • Bachelite e altri gioielli in plastica

Periodo dell'arte moderna (dal 1945 al 1960)[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo dell'arte moderna dopo la seconda guerra mondiale, i modelli di gioielli sono diventati più tradizionali e sottovalutati. Gli stili grandi e audaci del periodo retrò passarono di moda e furono sostituiti dagli stili più su misura degli anni '50 e '60[7].

Secondo Schiffer, alcune delle caratteristiche della bigiotteria nel periodo Art Modern erano[6]:

  • Gioielli audaci e sfarzosi
  • Bracciali grandi e grossi, bracciali con charm, giada/opale, citrino e topazio
  • Spille per barboncini, spille per alberi di Natale e altri gioielli natalizi
  • Strass

Con l'avvento del periodo Mod sono arrivati ​​i "Body Jewelry". Carl Schimel di Kim Craftsmen Jewelry era in prima linea in questo stile[8]. Mentre Kim Craftsmen ha chiuso all'inizio degli anni '90, molti collezionisti cercano ancora i loro oggetti in mostre di antiquariato e mercatini delle pulci[9][10].

Metalli comuni usati nella bigiotteria[modifica | modifica wikitesto]

Metallo[11] Descrizione
Ottone Una lega ossidabile formata da rame (Cu) e zinco (Zn), simile all'oricalco. Bisogna distinguere tra ottoni binari, costituiti da rame e zinco, ottoni ternari in cui è presente un terzo elemento chimico caratterizzante la lega e ottoni quaternari in cui sono presenti altri elementi chimici[12].
Alluminio L'alluminio è un elemento chimico della tavola periodica degli elementi e con numero atomico 13. Il suo simbolo è Al ed è identificato dal numero CAS.7429-90-5.
Bronzo Il bronzo è una lega composta da rame e stagno; a volte può essere legata con un metallo che può essere alluminio, nichel e berillio.
Rame Il rame è l'elemento chimico di numero atomico 29 e il suo simbolo è Cu. È anche chiamato "oro rosso" per via della sua colorazione ed è un conduttore di energia elettrica.
Lega di zinco Lo zinco è l'elemento chimico di numero atomico 30 e il suo simbolo è Zn.

Lo zinco è solido a temperatura ambiente. È un metallo moderatamente reattivo, che si combina con l'ossigeno e altri non metalli; reagisce con acidi diluiti generando idrogeno.

Argento nichelato[13] La nichelatura è un trattamento superficiale a cui possono essere sottoposti alcuni materiali.
Acciaio inossidabile Gli acciai inossidabili (o ìnox dal francese inoxydable) sono caratterizzati da una maggior resistenza alla ossidazione e alla corrosione, specie in aria umida o in acqua dolce, rispetto ai cosiddetti "acciai al carbonio" (o comune acciaio non legato)[14].
Tungsteno Il tungsteno è l'elemento chimico avente numero atomico 74 e il suo simbolo è W (da wolframio).

È un metallo di transizione duro, pesante, di colore da bianco a grigio-acciaio, noto per le sue buone proprietà reologiche. Si trova in numerosi minerali, tra cui la wolframite e la scheelite.

Peltro Il peltro è una lega composta principalmente di stagno (min. 90%), con l'aggiunta di altri metalli (rame, bismuto e antimonio). Anticamente, secondo la qualità e l'uso previsto, poteva contenere fino al 15% di piombo.
Titanio Il titanio è l'elemento chimico della tavola periodica degli elementi che ha come simbolo Ti e come numero atomico 22. È un metallo del blocco d, leggero, resistente, di colore bianco metallico, lucido, resistente alla corrosione. Il titanio viene utilizzato nelle leghe leggere resistenti e nei pigmenti bianchi; si trova in numerosi minerali, principalmente rutilo e ilmenite.
Niobio Il niobio, noto in passato anche col nome di columbio perché scoperto insieme al tantalio nel minerale columbite, è l'elemento chimico di numero atomico 41 e il suo simbolo è Nb. È un metallo di transizione raro, tipicamente duttile, di colore grigiastro[15].

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ bigiotterìa in Vocabolario - Treccani, su treccani.it. URL consultato il 19 marzo 2022.
  2. ^ Fabiana Anfuso, Gioielli di scena, su golcondarte.it. URL consultato il 19 marzo 2022.
  3. ^ (EN) Bruce Barnwell, Rhode Island, Jewelry Capital of the World and How it all Happened, su Estates in Time a vintage jewelry store, 1º settembre 2018. URL consultato il 19 marzo 2022.
  4. ^ (EN) Facebook, Twitter, Show more sharing options, Facebook, Twitter, LinkedIn, Tiny Rhode Island Very Big in Costume Jewelry : But Imports Are Making an Inroad, su Los Angeles Times, 6 giugno 1986. URL consultato il 19 marzo 2022.
  5. ^ (EN) The Art Deco Movement: Technology and Geometry Combined with Modern Art, su EmptyEasel.com, 21 agosto 2007. URL consultato il 19 marzo 2022.
  6. ^ a b c W. Koensler, INTRODUCTION TO RADIOACTIVE MINERALS: by Robert LAUF, Ph.D. Schiffer Publishing Ltd., Atglen, Pennsylvania. (2008) Paperback with 193 pictures., in American Mineralogist, vol. 93, n. 7, 1º luglio 2008, pp. 1196–1196, DOI:10.2138/am.2008.521. URL consultato il 19 marzo 2022.
  7. ^ fashion jewelry, Fairchild Books, 2022. URL consultato il 19 marzo 2022.
  8. ^ news.google.com.
  9. ^ The Milwaukee Sentinel – Jul 31, 1969. p. 4.
  10. ^ Feith, Molly. "Kim Craftsmen – A Tale of Two Brothers." Costume Jewelry Collectors International. Spring 2010 – Vol. 1, Issue 1..
  11. ^ (EN) Tiger, 11 Common Metals Used in Costume Jewelry You Should Know, su A Fashion Blog, 30 dicembre 2021. URL consultato il 19 marzo 2022.
  12. ^ copperalliance.it. URL consultato il 19 marzo 2022 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2021).
  13. ^ NICHELATO: definizioni, etimologia e citazioni nel Vocabolario Treccani, su treccani.it. URL consultato il 19 marzo 2022.
  14. ^ ìnox in Vocabolario - Treccani, su treccani.it. URL consultato il 19 marzo 2022.
  15. ^ pure.mpg.de.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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