Anello (gioiello)

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Anelli in una vetrina di gioielleria

Un anello è una fascia di metallo o di altri materiali indossata su un dito della mano in qualità di ornamento. Sebbene la parola anello abbia svariati altri significati, questo è quello più comune nell'uso corrente.

Indossati indifferentemente da uomini e donne, gli anelli possono essere realizzati in metallo, plastica, legno, osso, vetro o altri materiali. Possono includere, incastonate nel materiale principale, pietre preziose o piccole opere d'arte in smalto o altri materiali.

Gli anelli possono essere indossati su qualunque dito anche se nella cultura occidentale prevale l'uso dell'anulare, soprattutto nel caso di un anello di fidanzamento. In quest'ultimo caso, in particolare, l'anello è indossato sull'anulare della mano sinistra (con qualche eccezione).

Tipi di anello[modifica | modifica sorgente]

Tra i tipi di anello, ricordiamo l'anello di fidanzamento e la fede nuziale: originariamente indossati solo dalle donne, ormai vengono spesso indossati da entrambi i fidanzati (o coniugi).

In America del Nord i vincitori di un campionato sportivo (per esempio l'NBA) sono premiati con un anello, e il termine viene utilizzato con lo stesso significato che il termine scudetto ha nel calcio in Italia.

Valore simbolico e cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Rogier van der Weyden, Ritratto di giovane donna, dettaglio delle mani con anelli

L'origine dell'anello è molto antica e risale all'età del bronzo, e già nella civiltà cretese-micenea divenne un oggetto prezioso e lavorato con accuratezza. Intorno al 1800 a.C. si diffuse l'uso dell'anello-sigillo di derivazione mesopotamica, come forma di sigillo per documenti, da cui deriverebbe il significato simbolico di autorità e autorevolezza che conservano ancora oggi quelli indossati da alti prelati.[1]

La sua forma circolare che ricorda l'Uroboro lo fa identificare come simbolo di eternità. Nell'antica Roma il diritto di adornarsi con anelli di ferro era inizialmente concesso ai soli sacerdoti di Giove: con il passare del tempo, però, tale onore venne esteso anche a cavalieri e senatori che però utilizzavano anelli d'oro.

Fin dall'epoca romana venne utilizzato nei fidanzamenti e nei matrimoni come augurio di stabilità, col nome di vinculum e anulus pronubus, significato che si conservò intatto anche nelle epoche successive.[1] Lo stesso valore di stabilità e di onore viene attribuito agli anelli utilizzati in araldica. Spezzare un anello, di conseguenza, ha il valore simbolico della rottura di un qualche giuramento o di preannuncio di disgrazia.

In un senso più limitato, l'anello è anche il simbolo della vita materiale e terrena, per questo ad esempio l'anello del Pescatore del pontefice, a partire dall'introduzione di Clemente IV nel 1265, viene rotto alla sua morte, e un tempo alla morte di un congiunto, si usava sfilare gli anelli per permettere il suo distacco dalla terra. L'identificazione tra anello e vita si ritrova anche nell'antica usanza cartaginese di consegnare ai loro comandanti tanti anelli quante erano le vittime inflitte al nemico.

Agli anelli, soprattutto se dotati di pietre preziose, si assegnavano virtù terapeutiche, poteri di protezione contro le malattie o al contrario maledizioni. Nelle leggende popolari e nelle favole, gli anelli forniscono poteri occulti e spesso soprannaturali a chi li porta. Le saghe fantasy spesso includono anelli magici; ricordiamo in particolare l'Unico Anello all'interno de Il Signore degli Anelli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Universo, De Agostini, Novara, Vol. I, 1962, pag.302

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