Biblioteca civica Ezio Vanoni

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Biblioteca civica Ezio Vanoni
N 009.jpg
sede della biblioteca
Ubicazione
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
CittàMorbegno
Indirizzovia Cortivacci 2
Caratteristiche
Tipopubblica
ISILIT-SO0061
Numero opere39.360
ArchitettoLuigi Caccia Dominioni
Apertura1968

Coordinate: 46°07′53.92″N 9°34′03.3″E / 46.131645°N 9.567582°E46.131645; 9.567582

La biblioteca civica Ezio Vanoni è la biblioteca comunale di Morbegno. Nata per volontà dell'amministrazione comunale a metà anni sessanta, è stata aperta al pubblico nel 1968 ed è una delle biblioteche più significative per dimensioni e per quantità di documenti posseduti del Sistema Bibliotecario della Valtellina.

Storia e architettura[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca civica "Ezio Vanoni" a fine anni '60

La decisione di costituire una biblioteca pubblica risale al 1965 in occasione del 10º anniversario della morte dell'illustre statista valtellinese Ezio Vanoni e della volontà del comune di dedicargli un monumento commemorativo. Su consiglio della famiglia Vanoni, venne preferita la realizzazione di una biblioteca che ricordasse la figura dello statista, che conservasse i suoi libri e desse la possibilità alla comunità, ed in particolare agli studenti, di poter usufruire di un servizio pubblico fondamentale per la loro formazione e crescita culturale. Il progetto fu realizzato tra il 1965 e il 1966 dall'architetto d'origine morbegnese Luigi Caccia Dominioni, con la volontà di realizzare una biblioteca d'avanguardia, concepita secondo le più avanzate indicazioni progettuali dell'epoca. L'edificio ha l'aspetto d'austera fortezza con due torri, inserito suggestivamente nel contesto naturale e nel paese di Morbegno. La biblioteca ha una struttura moderna, con nuove tecnologie costruttive e soluzioni di luminosità come oblò a soffitto, vetrate verticali e una parete a vetri che si apre sul monte Disgrazia. Il rivestimento esterno in pietra appare invece simile ai tradizionali rustici valtellinesi che utilizzano le pietre locali, in questo caso quelle raccolte nel letto del vicino torrente Bitto. L'aspetto gradevole di unitarietà degli spazi e d'inserimento col paesaggio si mantiene anche negli interni, in cui si susseguono pareti concave e convesse. La "Torre del Sapere" è il cuore dell'intero complesso e nucleo generativo di tutta l'architettura della biblioteca.[1] [2].

Patrimonio librario e documentario[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 il patrimonio complessivo della biblioteca Vanoni è costituito da oltre 39.360 documenti per lo più libri stampati, non manca tuttavia una cospicua quantità di altre tipologie di materiali come manoscritti, periodici, materiali audiovisivi e grafici. Quotidianamente vengono offerti in lettura 12 quotidiani e 40 riviste.

La biblioteca civica Vanoni è citata nel volume “I fondi speciali delle biblioteche lombarde” con i suoi sei fondi che costituiscono i nuclei centrali orientati alla documentazione locale:

  1. Fondo Guglielmo Felice Damiani: opuscoli e monografie di e sul poeta (circa 40), due tesi di laurea e fogli dattiloscritti con studi e biografie su Damiani, alcune lettere e dediche manoscritte dall'autore.
  2. Fondo Malacrida: documenti dell'archivio personale della famiglia Malacrida di Morbegno. Circa 30 buste e un centinaio di fascicoli sparsi relativi ai secoli XVII-XX e riguardanti l'amministrazione dei beni della famiglia e la costruzione del palazzo Malacrida[3] nella seconda metà del ‘700.
  3. Fondo Bruzio Manzucchi: 357 volumi di cultura marxista, politica ed economia donati a fine anni 60 dall'ex dirigente del Partito Comunista Italiano.
  4. Fondo Ezio Vanoni: 464 volumi con scritti dello statista, le tesi e gli studi compiuti sulla figura del Vanoni.
  5. Fondo Visconti Venosta: 712 volumi e 40 cinquecentine di argomento religioso, letteratura latina, italiana e francese, di storia, filosofia, diritto, medicina, economia e testi scolastici provenienti dalle famiglie Visconti Venosta e acquisitati dal comune nel 1981.
  6. Fondo locale: illustrato nel paragrafo successivo.

Fondo locale[modifica | modifica wikitesto]

Il fondo locale è costituito da un complesso di documenti con informazioni su istituzioni, persone, eventi passati o presenti della vita e della realtà di Morbegno. Questo fondo è il più importante progetto bibliografico della biblioteca per documentare la memoria, l'eredità culturale e le tradizioni della comunità morbegnese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il fondo locale è stato allestito a partire dagli anni ‘90 con la volontà di raccogliere e riorganizzare, in uno specifico spazio, il materiale bibliografico relativo alla cittadina valtellinese. L'incremento dei documenti del fondo negli anni si è basato sulle indicazioni fornite dalla carta delle collezioni del sistema bibliotecario della Valtellina, sulle richieste dei lettori e da approfondite ricerche del direttore. Sono stati acquisiti, mediante acquisti e donazioni, materiali su Morbegno e sulla Provincia di Sondrio. Successivamente, sono stati raccolti anche libri di vario argomento che si riferiscono alla regione Lombardia ma che trattano anche tematiche che coinvolgono Morbegno o la Valtellina in generale.

Materiali[modifica | modifica wikitesto]

Oggi il fondo locale, che consta di circa 3.360 documenti, è composto prevalentemente da documenti a stampa tra cui biografie su personaggi illustri, guide turistiche, monografie, opere generali, opuscoli, pubblicazioni minori prodotte in occasione di eventi e mostre, documentazioni di attività di studio e 249 tesi di laurea[4], di cui 140 che approfondiscono tematiche locali. Nel fondo sono incluse circa 700 fotografie, diapositive e cartoline che testimoniano la vita e la conformazione della Morbegno di un tempo. Inoltre è conservata una cospicua raccolta di periodici, circa una trentina di testate, tra quelle di Morbegno, di comuni limitrofi e di società, enti, gruppi culturali, oppure banche Valtellinesi come il Notiziario della Banca Popolare di Sondrio. Lo storico mensile parrocchiale di Morbegno è Le Vie del Bene, fondato nel gennaio 1926 e pubblicato nella cittadina ininterrottamente sino ad oggi, a parte una sospensione tra il 1943 e il 1949 a causa della seconda guerra mondiale e delle difficoltà economiche postbelliche. Ogni numero riporta delle note iniziali di beneficenza, articoli di storia e arte locale con illustrazioni o fotografie e una rubrica con notizie di cronaca di Morbegno e dei paesi vicini[5][6].

Bibliografia tematica[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni testi significativi del fondo locale:

  • Arte
    Interno della chiesa parrocchiale di S. Giovanni a inizio '900
    • Evangelina Laini, Passeggiate a Morbegno: una guida, fotografie di Vincenzo Martegani, Morbegno, associazione culturale Ad Fontes, 2009.
    • Marco Rossi e Alessandro Rovetta, Pittura in Alto Lario tra Quattro e Cinquecento, prefazione di Maria Luisa Gatti Perer, contributi di Simonetta Coppa e Daniele Pescarmona, Milano, il Vaglio cultura e arte, 1988, ISBN 88-85858-03-1.
    • Franco Monteforte, L'età liberty in Valtellina: architettura e arte, vita privata e ambienti di società in una valle alpina tra Ottocento e Novecento, fotografie di Giorgio De Giorgi, Sondrio, Mevio Washington, 1988.
    • Simonetta Coppa e Eugenia Bianchi (a cura di), I Ligari : pittori del Settecento lombardo, Milano, Skira, 2008.
    • Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa e Marco Tanzi (a cura di), La natività della Vergine di Gaudenzio a Morbegno, Milano, Officina Libraria, 2011, ISBN 978-88-89854-72-3.
    • Evangelina Laini, La facciata della chiesa parrocchiale San Giovanni Battista, Morbegno, Associazione culturale Ad Fontes, 2006.
  • Ambiente e paesaggio
    Panorama di Morbegno in una cartolina del 1928
    • Mario Gianasso, Guida turistica della provincia di Sondrio, a cura di Antonio Boscacci, Franco Gianasso e Massimo Mandelli, 2ª ed., Sondrio, l'officina del libro, 2000, ISBN 88-86949-15-4.
    • Oscar Scheffer, Valtellina e Valchiavenna nelle cartoline illustrate d'epoca, presentazione di Franco Monteforte, Sondrio, Mevio Washington, 1987.
  • Personaggi illustri
    Lo statista Ezio Vanoni con Giulio Spini, sindaco di Morbegno dal 1964 al 1975
    • Mario Ferrari Aggradi, Ezio Vanoni : vita, pensiero, azione, Roma, 5 Lune, 1956.
    • Piergiuseppe Magoni, Guglielmo Felice Damiani: un letterato del primo Novecento, Morbegno, Comune di Morbegno, Biblioteca civica Ezio Vanoni, 1994.
    • Maria Antonietta Crippa, Luigi Caccia Dominioni : flussi, spazi e architettura, Torino, Testo & immagine, 1996, ISBN 88-86498-04-7.
    • Giulio Perotti, Enea Mattei e Morbegno, Morbegno, Fondazione Promor, Fondazione Mattei, 1995.
    • Rossana Bossaglia, i Ligari nei rapporti coi pittori del loro tempo, Roma, De Luca, 1959.
  • Tradizioni
    Cerimonia religiosa di inizio '900
    • Biblioteca civica "Ezio Vanoni", Inventario dei toponimi valtellinesi e valchiavennaschi, 15 : territorio comunale di Morbegno, Sondrio, Società Storica Valtellinese, 1984.
    • Giulio Perotti, Morbegno, Morbegno, cooperativa turistica PAN, 1992.
    • Antonio Cesare Corti e Gabriella Ricetti Abramini, Costumi tradizionali dei comuni del mandamento di Morbegno, Morbegno, Comunità Montana Valtellina di Morbegno, 2002.
  • Storia
    Inaugurazione gagliardetto volontari alpini guerra 1915-18
    • Ettore Mazzali e Giulio Spini, Storia della Valtellina e della Valchiavenna, Sondrio, Bissoni, 1968-1973.
    • Giustino Renato Orsini, Storia di Morbegno (con riferimenti ai paesi viciniori e alla Valtellina), prefazione di Gian Piero Bognetti, Sondrio, G. Bettini, 1959.
    • Regina Zimet-Levy, Al di là del ponte : le peripezie a lieto fine di una bambina ebrea sfuggita alla Shoà, a cura di 1Fausta Messa e Paola Rovagnati, prefazione di Liliana Picciotto, Milano, Garzanti, 2003, ISBN 88-11-66532-9. La prima edizione di questo volume[7] è stata promossa dalla biblioteca civica Ezio Vanoni.

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca dal 2006 aderisce al catalogo unico[8] e al servizio di prestito interbibliotecario con le altre 35 biblioteche della Valtellina suddivise in 3 sistemi bibliotecari:

  • Sistema bibliotecario della Valchiavenna[9].
  • Sistema bibliotecario della Valtellina
  • Sistema bibliotecario Alta Valtellina[10].

Oltre ai servizi di prestito, nel 2011 sono state messe a disposizione del pubblico postazioni con accesso alla rete, servizi wi-fi e, in seguito, il sistema bibliotecario della valtellina ha aderito al progetto “MLOL” (Media Library On-Line)[11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alberto Gavazzi e Marco Ghilotti, Luigi Caccia Dominioni, architettura in Valtellina e nei Grigioni, fotografie di Vincenzo Martegani, Milano, Skira, 2010, pp. 80-83.
  2. ^ Marsilio Venezia, Luigi Caccia Dominioni: case e cose da abitare: stile di Caccia, a cura di Fulvio Irace e Paola Marini, fotografie di Gabriele Basilico, ISBN 88-317-8138-3, pp. 129-132.
  3. ^ Palazzo Malacrida, su Valtellina.com. URL consultato il 4 giugno 2014.
  4. ^ 204 tesi di laurea in Biblioteca, su morbegno.it. URL consultato il 4 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 16 luglio 2014).
  5. ^ Franco Monteforte, Battista Leoni e Giulio Spini, Editoria, cultura e società: quattro secoli di stampa in Valtellina (1550-1980), vol. 2, Sondrio, Banca popolare di Sondrio, 1985-1990, p. 222.
  6. ^ Le vie del bene in Antologia del periodici italiani, Università di Pavia, su api.unipv.it. URL consultato il 4 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2014).
  7. ^ Regina Zimet-Levy, Al di là del ponte, a cura di Fausta Messa e Paola Rovagnati, Morbegno, Comune di Morbegno, 2000.
  8. ^ OPAC del Sistema bibliotecario
  9. ^ informazioni sul sistema bibliotecario della Valchiavenna[collegamento interrotto]
  10. ^ informazioni sul sistema bibliotecario Alta Valtellina, su cmav.so.it. URL consultato il 4 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2014).
  11. ^ Media Library Online

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Istituto lombardo per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea (a cura di), I fondi speciali delle biblioteche lombarde : censimento descrittivo, vol. 2, Milano, Bibliografica, 1995-1998, pp. 762-763.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]