Benjamin Crémieux

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Benjamin Crémieux (Narbona, 1º dicembre 1888Buchenwald, 14 aprile 1944) è stato un critico letterario e scrittore francese.

Cenni biografici[modifica | modifica wikitesto]

Prese un dottorato in lettere e fu insegnante. Fu soldato durante la prima guerra mondiale. Dopo il suo soggiorno a Firenze, dove è stato segretario generale dell'Institut Français, si è occupato prevalentemente di diffondere la letteratura italiana in Francia, collaborando con diverse case editrici e riviste prestigiose ("Le Navire d'argent", "Cahiers de la Quinzaine", "Nouvelle Revue Française"[1] ecc.), traducendo per la stampa e per il teatro diversi testi italiani (soprattutto Luigi Pirandello). Durante una missione diplomatica a Buenos Aires, fece conoscere Antoine de Saint-Exupéry a Consuelo Suncín-Sandoval Zeceña de Gómez (diventata moglie dell'aviatore nel 1931). Scrisse a propria volta qualche romanzo e novella.

Contribuì alla scoperta di Italo Svevo[2], e ritardò quella di Céline[3]. Fu segretario generale del PEN club francese[4].

Venne però identificato e accusato, forse per la sua visione cosmopolita ed europeista, di essere a servizio di qualche massoneria ebraica. Nel 1942 firmò con René Milhaud un "manifeste contre la politique anti-juive de Vichy". Nel 1941 seguì il figlio in clandestinità con lo pseudonimo Lamy e partecipò alla resistenza francese, nel gruppo "Combat" (che aveva anche un giornale clandestino). Organizzò a Marsiglia una rete di contro-informazione. Arrestato nell'aprile del 1943, fu trasferito al carcere di Fresnes e, all'inizio dell'anno successivo, nel campo di concentramento di Buchenwald, dove morì di sfinimento il 14 aprile 1944[5]

Nel 1945, appresa la sua morte, la moglie Marie-Anne Comnène (nata Anne Stephanopoli de Comnène), scrittrice e traduttrice, pubblicò France, presso Gallimard, romanzo dedicato al marito.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Le roman italien contemporain, 1909
  • XXe siècle, 1924
  • Panorama de la littérature italienne, 1925
  • L'Esprit européen dans la littérature d'aujourd'hui, 1926
  • Panorama de la littérature italienne contemporaine, 1928
  • Du côté de Marcel Proust suivi de Lettres inédites de Marcel Proust à Benjamin Crémieux, 1929
  • Le roman depuis 1918, 1930 (con Wsevolod de Vogt)
  • Essai sur l'évolution littéraire de l'Italie de 1870 à nos jours, 1930
  • Littérature italienne, 1931
  • Inquiétudes et reconstructions. Essai sur la littérature d'après-guerre, 1931
  • Romanciers italiens (a cura di), 1931

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

  • Le premier de la classe, 1921; ed. italiana a cura di Giovanni Pacchiano, Il primo della classe, Torino: Aragno, 2008 ISBN 9788884193070
  • Une conspiratrice en 1830, ou le Souper sans la Belgiojoso, 1928
  • La Grenouille et les trois nourrices[6], 1930

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Su invito di Jean Paulhan. Sulla rivista nel 1924 è apparso il primo studio mai pubblicato su Marcel Proust.
  2. ^ Italo Svevo, Corrispondenza con Valery Larbaud, Benjamin Crémieux e Marie Anne Comnène, prefazione di Eugenio Montale, Milano: All'insegna del pesce d'oro, 1953.
  3. ^ Quando lavorava da Gallimard lesse Viaggio al termine della notte ma propose all'editore di farlo tagliare.
  4. ^ Tra gli altri autori di cui si occupò sono da nominare almeno e Scipio Slataper, Giuseppe Prezzolini, André Chénier, Curzio Malaparte, Louis Chadourne, Alberto Moravia, Gabriele D'Annunzio, Massimo Bontempelli, Giuseppe Antonio Borgese, Grazia Deledda, Antonio Fogazzaro, Marino Moretti, Giovanni Papini, Alfredo Panzini, Ardengo Soffici, Giovanni Verga, George Pitoëff ecc.
  5. ^ Nel 1947 David Rousset gli dedica il capitolo VIII del suo L'Univers concentrationnaire, con il titolo "J'étends mon lit dans les ténèbres".
  6. ^ Dedicato a tre amici d'adolescenza, morti in guerra: François Baron, Louis Huilliet et Georges Piglowski.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Beniamin Crémieux, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  • Pagina, su wiki-narbonne.fr.
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