Baubo

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Figurina di Baubò trovata a Priene.

Nella mitologia greca, Baubo, o Baubò, era il nome della sposa di Disaule, un'antica divinità, definita dea dell'oscenità.

Il mito[modifica | modifica wikitesto]

Non si hanno molte informazioni riguardanti la divinità, si può supporre che gli antichi greci si ispirarono a culture precedenti, soprattutto a quelle nelle quali erano presenti dee primitive, per così dire, archetipiche della sfera sessuale e della fertilità. Rammenta le divinità femminili neolitiche, misteriose nella loro incompiutezza corporale, talvolta manifestata da mutilazione negli arti e altre volte nel capo, ma indicanti segni di fertilità.[1]

Demetra, disperata per aver perso la figlia Persefone catturata e offerta come sposa al dio Ade, la cercava in continuazione triste e travestita in tutte le terre. Baubo, una vecchia, un giorno le apparve alla casa di Metanira e Celeo; offrì da bere alla dea e mostrò, alzandosi in piedi, il suo ventre alla dea.[2] Di fronte a tale spettacolo Demetra rimase impassibile ma il figlio Iacco, che la accompagnava, rise di gusto riuscendo così a strappare alla madre di Persefone un sorriso, che fu il primo da quando la dea aveva perso la figlia.[3]

Secondo un'altra versione, Baubo era una donna magica molto particolare, perché era priva di testa e parlava tramite la vulva. Intrattenne Demetra, disperata per la perdita della figlia, ballando in un modo alquanto esilarante e raccontando storie licenziose, e inoltre collaborò, assieme all'anziana Ecate e al sole Elio, alla ricerca di Persefone, che alla fine fu rintracciata consentendo così al mondo di rifiorire nuovamente.[1]

Baubò ebbe due figlie, Protonoe e Nisa, e un figlio Eubuleo.

Pareri secondari[modifica | modifica wikitesto]

Secondo una versione minore, fra i suoi figli vi era anche Trittolemo, in altre versioni si associa il nome di Baubò a quello di Ecate.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Baubo, su ilcerchiodellaluna.it. URL consultato l'8 agosto 2015.
  2. ^ Baubo nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 19 giugno 2018.
  3. ^ Sul legame del riso con l'esibizione del sesso femminile cfr. Massimo Bonafin, Osceno risibile sacro. Iambe/Baubò, Hathor, Ame-no-Uzume e le altre, in "L'immagine riflessa", n. s., 14, 2005, pp. 35-56. URL consultato l'8 agosto 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Pausania, Periegesi della Grecia, Libro I, 14,2.

Moderna[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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