Arrivabene

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Arrivabene
Coa fam ITA arrivabene.jpg
Data di creazione 1479
Creato da Federico III d'Asburgo
Attuale detentore Giberto Arrivabene Valenti Gonzaga
Trasmissione al primogenito maschio del conte
Titoli sussidiari Conte palatino
Predicato d'onore Eccellenza
Mantova, Palazzo Arrivabene, attribuito a Luca Fancelli

Gli Arrivabene sono un'antica famiglia mantovana che si è particolarmente distinta nella storia risorgimentale e del Regno d'Italia.

Arrivabene[modifica | modifica wikitesto]

Di antica origine greca, alcuni membri della famiglia si stabilirono dapprima a Venezia e quindi a Brescia nella persona di Arrigo Arrivabene, che nel 1222 trattò la pace tra la detta città e Mantova, dove poi s'impiantò la famiglia. Elessero la loro dimora nell'omonimo palazzo, oggi in via Arrivabene, attribuito all'architetto fiorentino Luca Fancelli. Nel 1479 l'Imperatore concesse agli Arrivabene il titolo di Conti Palatini, confermato nel 1590 dal duca Vincenzo Gonzaga[1].

Della nobile famiglia facevano parte:

Arma[modifica | modifica wikitesto]

Spaccato; nel 1° d'oro, all'aquila di nero, coronata del campo; nel 2° d'argento pieno, colla fascia di rosso in divisa, caricata dalla lettera A d'argento, ed attraversante sulla partizione[10].

Arrivabene Valenti Gonzaga[modifica | modifica wikitesto]

Stemma della famiglia Arrivabene Valenti Gonzaga

Dal matrimonio del Conte Francesco (1783-1862) con Teresa Valenti Gonzaga (1793-1871), patriota italiana, ha avuto origine la linea Arrivabene Valenti Gonzaga.

Esponenti illustri furono:

La famiglia è attualmente rappresentata da Giberto Arrivabene Valenti Gonzaga.

Per linea femminile discendono dagli Arrivabene Valenti Gonzaga:

Venezia, Palazzo Papadopoli, proprietà della famiglia Arrivabene Valenti Gonzaga.[11]

Giberto Arrivabene Valenti Gonzaga (1961)[modifica | modifica wikitesto]

Giberto conte Arrivabene Valenti Gonzaga (Roma, 5 luglio 1961) è un imprenditore italiano.

È figlio del conte Leonardo e della contessa Maria delle Grazie Brandolini D'Adda, omonimo nipote del senatore Giberto morto nel 1933. Il fratello della madre, Brandolino Brandolini D'Adda (1918-2005) sposò Cristiana Agnelli (1927), il cui fratello Umberto fu testimone alle nozze di Giberto con Bianca di Savoia-Aosta[12].

Nel 1994 è stato, per alcuni mesi, amministratore delegato del gruppo Tripcovich.[13]

L'11 settembre 1988 nella tenuta del Borro presso San Giustino Valdarno ha sposato Bianca di Savoia-Aosta, figlia di Amedeo di Savoia-Aosta.

Arma[modifica | modifica wikitesto]

Partito: al 1º troncato; al di sopra d'oro, all'aquila di rosso coronata del campo, di sotto d'argento colla fascia di rosso, caricata della lettera A d'argento (Arrivabene); al 2º inquartato, al 1º e 4º d'oro all'aquila bicipite di nero coronata del campo, al 2º e 3º d'argento al leone di rosso, uscente dalla campagna d'azzurro e sul tutto d'oro a due pali d'azzurro (Valenti Gonzaga).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G.B. di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Arnaldo Forni Editore, 1986, Tomo III, p.151
  2. ^ Carlo Togliani, Il principe e l'eremita, Mantova, 2009.
  3. ^ Leonardo Arrivabene
  4. ^ Ludovico Arrivabene
  5. ^ Studi intorno al municipio di Mantova
  6. ^ Cesare Cantù, Grande illustrazione del Lombardo-Veneto. Mantova e la sua provincia. Volume quinto, Milano, 1859.
  7. ^ Istitutuzione del Maestrato
  8. ^ Storia di Mantova dalla sua origine fino all'anno 1860
  9. ^ Enrico Tazzoli
  10. ^ ivi, pp.151-152
  11. ^ Palazzo Papadopoli.
  12. ^ Di seguito i nomi dei testimoni: per la sposa Anna Lucia zu Furstenberg, Carlo Clavarino, Ginevra Dalgas, Jacopo Brunner Muratti e Silvia Paternò. Per lo sposo Raffaello de Banfield, Umberto Agnelli, Giammaria Visconti di Modrone, Marco Loredan e Brandino Brandolini d'Adda. La Repubblica (9 settembre 1988)
  13. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/02/27/scacco-alla-regina.164scacco.html La Repubblica (27 febbraio 1995)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Castagna, Valerio Predari, Stemmario mantovano. Vol I, Montichiari, 1991. ISBN non esistente.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]