Ferdinando Arrivabene

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Ferdinando Arrivabene (Mantova, 1770Mantova, 29 giugno 1834) è stato un patriota, letterato e poeta italiano.

Della certezza morale nei giudici penali, 1814
Stemma originario della famiglia Arrivabene

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una laurea presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Padova, entrò al servizio del governo della Repubblica cisalpina. Sotto l'impero austriaco, Ferdinando Arrivabene fu arrestato nel 1800 per accuse politiche e inviato alla prigione di Sebenico, in Dalmazia. In prigione, scrisse la canzone "La tomba di Sebenico", che ebbe grande risonanza; in esso il poeta espresse la sua indignazione per l'ingiusta prigione. Presto le autorità fecero marcia indietro e Arrivabene fu rilasciato.

Nel 1804, Ferdinando Arrivabene fu nominato consigliere della Corte d'appello a Lione. In seguito fu trasferito con una promozione a Brescia, dove ricoprì il ruolo di presidente del Tribunale cittadino per i reati politici. In seguito, con il ritorno del governo austriaco che lo trasferì a Bergamo, nel 1821 lasciò il servizio e tornò nella sua città natale per dedicarsi interamente all'attività letteraria.

Scrisse "Il secolo di Dante" (Udine, 1827) e "Degli amori di Dante" (Mantova, 1823). Inoltre, il trattato giuridico-filosofico "Sulla filantropia del giudice", che ricevette un premio dall'Accademia di Brescia.

Durante i lavori con altri colleghi per la preparazione di un ampio saggio dal titolo "Iconografia d'Italia", morì improvvisamente, senza aver avuto il tempo di finire questo lavoro[1].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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