Arepa

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Arepa
Arepitas Food Macro.jpg
Origini
Luogo d'origineVenezuela Venezuela
Dettagli
Categoriapiatto unico
Ingredienti principali
  • farina di mais bianco
  • acqua
  • sale
[1]
Arepas di mais decorticato cucinate a legna; la foto è stata scattata lungo la strada di collegamento tra gli stati di Lara e Zulia, in Venezuela, dove è piuttosto comune trovare posti in cui si prepara e vende cibo con modalità ancora artigianali

L'arepa (dalla lingua cumanagoto erepa[2]) è una sorta di pane di forma circolare preparato con farina di mais bianco (o, alternativamente, giallo) che, con il passare del tempo, si diffuse in altre regioni del Venezuela, Colombia e Panama.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La pietanza era preparata e consumata dai cumanagoti, che abitavano nel territorio centro-orientale del Venezuela lungo la costa del Mare Caraibico al momento dell'arrivo dei conquistadores. Oggi è considerato un piatto nazionale tradizionale, in particolare Venezuela e Colombia.[3]

Secondo Mariano Picón-Salas[4]

«Trapiantati dal loro paesaggio spagnolo, i colonizzatori in arrivo dovettero abituarsi a mangiare le "arepas" o ibridarle con altri piatti della loro tradizione culinaria. Ma la forza dell'alimentazione autoctona era tale che anche nelle regioni venezuelane -come le Ande- dove il grano veniva presto raccolto, e il castigliano e l'estremegno potevano godere di pane bianco e "roscas", "acemitas" o "mojicones", di nobile ascendenza peninsulare, si innestava come buon meticcio una "arepa" di farina, accanto alla "arepa" di mais, che ancora coesiste con l'altra sulle tavole di Mérida, Táchira e i parami di Trujillo. Il pane europeo quindi si "arepizaba", come impulso e volontà ineluttabile della terra. Già nei cronisti coloniali -nell'ingannevole e vanaglorioso Fray Pedro Simón, in Yangues, nella Conversione in Píritu, di padre Ruiz Blanco- si parla della "arepa" come del cibo più obbligatorio del paese. Gumilla osserva che anche in certe regioni dell'Orinoco si produce "un mais di due mesi", di pannocchia piccola ma molto morbida, che permette agli indiani, in tutte le epoche dell'anno e con un'offerta inesauribile di raccolti, di mangiare sempre fresca la loro "cacha".»

Ingredienti[modifica | modifica wikitesto]

Dalla metà circa del XX secolo la farina originale è stata sostituita da quella precotta, prodotta industrialmente, che rende molto più rapidi i tempi di realizzazione. La farina di mais è priva di glutine, ed è perciò adatta ai celiaci. Le arepas possono essere consumate come un pane, oppure come portata a sé stante; in questo caso si tagliano trasversalmente a metà e si farciscono a piacere, di solito con prosciutto, formaggio, cuajada (formaggio fresco), fagioli neri con formaggio, carni rosse, pollo, avocado, ecc.

La sua forma è simile a quella della gordita messicana e della pupusa salvadoregna.

Gli ingredienti base sono:

  • farina di mais bianco
  • acqua
  • sale quanto basta

Preparazione[modifica | modifica wikitesto]

La preparazione delle arepas è estremamente semplice. Si mescolano gli ingredienti, avendo cura di versare l'acqua a poco a poco, così da ottenere un impasto morbido ma abbastanza consistente; si lascia la massa a riposare, coperta, per circa 20-30 minuti.

Dall'impasto si ricavano poi delle palline e si schiacciano per formare dischetti alti circa 5 mm. Si scalda una piastra o una padella (con o senza olio, purché non attacchi) e si mettono le arepas a cuocere per pochi minuti, girandole per uniformare la cottura.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ricetta delle arepas, su cucina.corriere.it. URL consultato il 28 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 26 marzo 2014).
  2. ^ http://www.scielo.org.mx/scielo.php?script=sci_arttext&pid=S1665-80272010000200006
  3. ^ Arepa, storia venezuelana di cibo e socialismo, su newsfood.com. URL consultato il 28 marzo 2014.
  4. ^ (ES) Sol Bendayan, Pequeña historia de la arepa. Por Mariano Picón-Salas, su tropicoabsoluto.com, 4 dicembre 2021. URL consultato il 29 dicembre 2021.

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