Antonino Drago (pacifista)

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Antonino Drago (Rimini, 1938) è un pacifista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

A partire dalla fine degli anni cinquanta ha vissuto per molti anni a Napoli, contribuendo al movimento nonviolento, ai gruppi spontanei della seconda metà degli anni sessanta e al Movimento delle scuole popolari di quartiere che, sull'esempio della Scuola di Barbiana di don Lorenzo Milani, si era diffuso nei quartieri popolari del centro storico e delle periferie della città[1]. Tali esperienze, rivolte alle persone che non erano riuscite ad ottenere un diploma di scuola media, furono recepite dai sindacati che ottennero l'inserimento delle "150 ore" nei contratti dei lavoratori a metà degli anni settanta.

Come docente di Fisica e Laboratorio negli Istituti Tecnici Industriali a Napoli, alla fine degli anni '60, si rifiutò di prestare il giuramento per entrare in ruolo, e perse l'insegnamento. Successivamente insegnò Storia della fisica all'Università Federico II di Napoli.

Nel 1977 fu pubblicata per la prima volta su una rivista (Satyagraha) la sua proposta di legge per una Difesa popolare nonviolenta, che prevedeva un bilancio proporzionale fra difesa armata e difesa non armata [2].

Antonino Drago, constatata la complicità del mondo della scienza, anche nella sua espressione accademica, con il lavoro bellico, propone la nascita di un movimento di scientifici che metta in atto iniziative che contrastino la guerra. Attingendo alla storia del movimento per la pace e della non violenza, Drago suggerisce metodi ed obbiettivi di intervento per favorire iniziative a partecipazione popolare per la risoluzione dei conflitti, e per “contribuire alla fine della superpotenza bellica statunitense”; aderisce così nel 1982, con l'amico Nanni Salio, alla nascita dell'Unione Scienziati Per Il Disarmo (USPID), che ha l'obiettivo di fornire informazione e analisi sul controllo degli armamenti e il disarmo [3]. Con Salio pubblica nel 1983 un libro (Scienza e guerra: i fisici contro la guerra nucleare) destinato a diventare il pamphlet di riferimento degli scienziati contro la bomba atomica.

Nel 1982 aderisce anche alla Campagna di obiezione alle spese militari di cui diventa membro del direttivo e presidente del “Fondo per la pace” [4].

Nel 1988 viene nominato responsabile della segreteria scientifica del "Progetto nazionale di ricerca sulla difesa popolare nonviolenta" [5], che porterà alla nascita, dopo un lungo iter legislativo, del Comitato per la difesa civile non armata e nonviolenta, istituito presso l'Ufficio nazionale per il servizio civile (Presidenza del Consiglio dei ministri)[6]. Del Comitato Drago è stato il primo Presidente (2004-2005).

Da sempre impegnato nell'ambito di educazione alla pace e nonviolenza, è stato docente a contratto di Strategie della difesa popolare nonviolenta a Pisa e ha insegnato come docente a contratto Storia e tecniche della nonviolenza anche nell'Università di Firenze.

Nel 2000 ha ricevuto il Premio Nazionale Cultura della Pace «per il suo impegno in favore della Difesa Popolare Nonviolenta e per la ricerca di metodologie alternativa alla guerra per la risoluzione dei conflitti»[7].

Come attività professionale di docente di Storia della Fisica all'Università di Napoli ha pubblicato molte pubblicazioni e alcuni libri.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Scuola e sistema di potere: Napoli, Milano, Feltrinelli, 1968.
  • Fisica, didattica, società, CLU, Napoli, 1976.
  • Scienza e guerra. I fisici contro la guerra nucleare, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 1983 (con Giovanni Salio).
  • Se vuoi la pace educa alla pace, Ed. Gruppo Abele, Torino, 1984 (con M. Borrelli e Giovanni Salio).
  • L'obiezione fiscale alle spese militari, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 1986 (con G. Mattai).
  • Le due opzioni. Per una storia popolare della scienza, Molfetta, La Meridiana, 1991.
  • Una strategia di pace: la difesa popolare nonviolenta, Fuorithema, Bologna, 1993 (con G. Stefani)
  • Per un modello alternativo di difesa nonviolenta, Editoria Universitaria, Venezia, 1995 (con M. Soccio).
  • La teoria delle parallele secondo Lobacevskij, Danilo, Napoli, 1996 (con S. Cicenia).
  • La difesa e la costruzione della pace con mezzi civili, Torre dei Nolfi, Qualevita, 1997.
  • Atti di vita interiore, Torre dei Nolfi, Qualevita, 1997.
  • Lezioni di storia e fondamenti della fisica classica e moderna, E.DI.SU., Napoli, 2002.
  • La riforma della dinamica secondo G.W. Leibniz: testi originali e loro interpretazione moderna, Hevelius, Benevento, 2003.
  • Lagrange e la storia della meccanica, Progedit, Bari, 2005 (con D. Capecchi).
  • Storia e tecniche della nonviolenza, Tip. Laurenziana, Napoli, 2006.
  • Difesa popolare nonviolenta. Premesse teoriche, principi politici e nuovi scenari, EGA, Torino, 2006.
  • La Filosofia di Lanza Del Vasto. Un ponte tra Occidente e Oriente, Il grande vetro / Jaca book, Milano, 2009 (con P. Trianni).
  • Il pensiero di Lanza del Vasto. Una risposta al secolo XX, Il Pozzo di Giacobbe, Trapani, 2010.
  • Le rivoluzioni nonviolente dell'ultimo secolo. I fatti e le interpretazioni, Nuova Cultura, Roma, 2010.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Corriere del Mezzogiorno, 10 aprile 2013, http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/arte_e_cultura/2013/10-aprile-2013/fiorenza-vi-racconto-mensa-montesanto-suoi-bambini-rivoluzionari-212583530022.shtml?refresh_ce-cp
  2. ^ Andrea Maori, La guerra dei nonviolenti, Youcanprint, Tricase, 2013
  3. ^ http://www.uspid.org
  4. ^ http://www.osmdpn.it
  5. ^ Pace, diritti dell'uomo, diritti dei popoli, anno III, numero 2, 1989, http://unipd-centrodirittiumani.it/public/docs/89_02_127.pdf
  6. ^ Venerdì 24 febbraio giornata di lutto e digiuno, in La nonviolenza è in cammino, n. 1215, 23-02-2006.
  7. ^ Premio Nazionale Cultura della Pace - Albo d'Oro Archiviato il 3 novembre 2011 in Internet Archive..
Controllo di autorità VIAF: (EN71635425 · BNF: (FRcb145607013 (data)
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