Annuario della nobiltà italiana

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L'Annuario della nobiltà italiana (nuova serie) è un repertorio periodico genealogico, anagrafico ed araldico sulle famiglie nobili italiane, fiorenti ed estinte, e delle famiglie "notabili" italiane (casate storicamente in possesso di stemma e con vita more nobilium)

Cenni storici dell'opera

Il periodico venne originariamente fondato nel 1879 ad opera di Giovan Battista Crollalanza. La veste tipografica s'ispirò a quella delle edizioni ottocentesche dell'Almanacco di Gotha. Venne pubblicata dall'Accademia italiana d'araldica, in ventisette edizioni, fino al 1905. Si succedettero nella direzione della prima serie del periodico Giovan Battista Crollalanza, il figlio di questi, Goffredo di Crollalanza, sino al 1904 ed il fratellastro di quest'ultimo, Aldo di Crollalanza sino al 1905[1][2].

Nel 2000 venne fondata la nuova serie dell'Annuario, con la pubblicazione della XXVIII edizione, in due volumi, a cura di Andrea Borella, per i tipi della casa editrice SAGI La presidenza onoraria dell'opera venne assunta da Onda di Crollalanza, nipote di Goffredo e di Aldo di Crollalanza e pronipote di Giovan Battista Crollalanza.

La XXX edizione, posta sotto il patrocinio della città di Torino, è uscita nel 2006 ed è stata presentata nel dicembre 2007 a Torino alla presenza di Amedeo di Savoia Aosta[3]. L'ultima edizione edita è la XXXI (2007-2010)[4][5], presentata nell'ottobre-novembre 2011 alla presenza di Amedeo e di Aimone di Savoia-Aosta[6] [7].

Caratteristiche della nuova serie

Lo scopo dell'opera nella nuova serie è quello di archiviare, aggiornare e correggere i dati anagrafici, genealogici, storici e biografici raccolti dalla casa editrice SAGI nel proprio database al fine di conservare le memorie storico-genealogiche dei casati discendenti dall'antica aristocrazia italiana.[8]

L'inserimento nella pubblicazione degli aventi diritto avviene sia ad istanza degli interessati che d'ufficio mediante la trascrizione di dati provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque[9].

Suddivisioni

Le edizioni della seconda serie sono suddivise in sette parti principali, comprendenti ciascuna le schede delle seguenti categorie di famiglie classificate in ragione dei riconoscimenti nobiliari ottenuti:

  1. Papa e sacro collegio e case reali già sovrane negli stati italiani preunitari;
  2. famiglie elencate nel Libro d'oro della nobiltà italiana e negli elenchi ufficiali nobiliari del 1921 e del 1936 (per un totale di circa 12.000 famiglie);
  3. famiglie la cui nobiltà è riconosciuta in vario modo dal Sovrano militare ordine di Malta;
  4. famiglie riconosciute nobili prima dell'unità d'Italia o dal papa o dal Corpo della Nobiltà Italiana;
  5. antiche famiglie in possesso di stemma e con vita more nobilium e riconosciute come tali da varie istituzioni;
  6. famiglie create nobili, titolate o patrizie dalla Repubblica di San Marino;
  7. famiglie italiane riconosciute nobili da sovrani stranieri dopo il 1948 o che ebbero concessioni di stemmi da potestà straniere.

Nella XXXI edizione (2007-2010)[10] è stato applicato un criterio leggermente diverso di classificazione:

  1. Parte I (volume I): famiglie già sovrane negli antichi Stati italiani e la real casa d’Italia
  2. Parte II (volumi I: A-G; II: H-Z): famiglie nobili iscritte negli elenchi ufficiali del Regno d’Italia, suddivise nel volume I (famiglie il cui cognome inizia con le lettere dalla A alla G) e nel volume II (famiglie il cui cognome inizia con le lettere dalla H alla Z)[11];
  3. Parte III (volume III): famiglie nobili suddivise in:
  4. Parte IV (volume III): famiglie fregiate di "nobiltà generosa", soprattutto degli Stati preunitari, che però non vennero riconosciute dal Regno d'Italia e che quindi non sono comprese nelle parti precedenti[17];
  5. Parte V (volume IV): famiglie "notabili" italiane, ovvero quelle casate in possesso di stemma e con vita more nobilium, ma formalmente non riconosciute nobili[18].
  6. Indice[19]

Voci correlate

Note

  1. ^ Gian Carlo Jocteau, Nobili e nobiltà nell'Italia unita (collana Quadrante), Laterza 1997.
  2. ^ Andrea Borella (a cura di), Annuario della nobiltà italiana, Teglio, 2006, introduzione.
  3. ^ Presentazione ufficiale a Torino dell'"Annuario della nobiltà italiana" e sua recensione
  4. ^ sito del Ministero per i beni e le attività culturali, Eventi culturali
  5. ^ Nel 2011 l'Annuario ha ottenuto il Premio "Scudo d'oro" del Centro studi araldici (notizia sul sito del NotiziarioAraldico.info).
  6. ^ Le presentazioni ufficiali dell'"Annuario della nobiltà italiana" riportate dal Club Annobit; Le presentazioni riportate dall'Unione Monarchica Italiana
  7. ^ manifestazioni di interesse bibliografico dal sito della Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e il Diritto d’Autore, Servizio II - Patrimonio bibliografico ed istituti culturali, 7 – 13 novembre 2011, n°5
  8. ^ Lettera di presentazione della XXXI edizione dell' Annuario della Nobiltà italiana datata ottobre 2008
  9. ^ Lettera di presentazione della XXXI edizione dell' Annuario della Nobiltà italiana datata ottobre 2008. La conservazione e l'aggiornamento dei dati anagrafici, biografici e genealogici sono condotti dalla SAGI nel rispetto delle leggi e delle normative italiane sulla privacy e delle disposizioni in materia di trattamento dei dati personali per finalità storiche, statistiche e di ricerca scientifica.
  10. ^ XXXI^ edizione
  11. ^ l'intero elenco delle famiglie iscritte nei registri del Regno d'Italia
  12. ^ elenco delle famiglie riconosciute/nobilitate dai Sommi Pontefici)
  13. ^ l'elenco delle famiglie nobiliate dall'Ordine di Malta in epoca storica e delle famiglie nobili in Malta
  14. ^ elenco delle famiglie che hanno provato la loro nobiltà all'Ordine di Malta dopo la fine del Regno d'Italia e che lo hanno documentato alla redazione dell'Annuario
  15. ^ elenco delle famiglie che ebbero titoli umbertini
  16. ^ elenco delle famiglie riconosciute dal Corpo della nobiltà italiana
  17. ^ famiglie di "nobiltà generosa"
  18. ^ famiglie "notabili" italiane
  19. ^ Indice completo e generale di tutte le famiglie comprese nella XXXI^ edizione dell'Annuario

Collegamenti esterni