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Annuario della nobiltà italiana

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Annuario della Nobiltà Italiana
Stato Italia Italia
Lingua Italiano
Periodicità Irregolare
Genere Repertorio nobiliare
Fondazione 1878
Sede Teglio (Sondrio)
Editore Annuario della Nobiltà Italiana Foundation Trust
Direttore Andrea Borella
Sito web
 

L'annuario della nobiltà italiana è un repertorio periodico genealogico, anagrafico ed araldico non ufficiale sulle famiglie nobili italiane, fiorenti ed estinte, e delle famiglie "notabili" italiane (casate storicamente in possesso di stemma e con vita more nobilium)

Cenni storici dell'opera

Il periodico venne originariamente fondato nel 1878 in Pisa ad opera di Giovan Battista di Crollalanza[1]. La veste tipografica s'ispirò a quella delle edizioni ottocentesche dell'Almanacco di Gotha. Venne pubblicata dall'Accademia italiana d'araldica, in ventisette edizioni, fino al 1905, prima a Pisa, poi a Bari ed infine a Mola di Bari. Si succedettero nella direzione della prima serie del periodico Giovan Battista di Crollalanza, il figlio di questi Goffredo di Crollalanza, sino al 1904 ed il fratellastro di quest'ultimo, Aldo di Crollalanza sino al 1905[2][3].

Prima serie

Suddivisioni

La prima serie dell'Annuario della Nobiltà Italiana, pubblicata nel 1879, venne strutturata in tre parti principali [4], comprendenti ciascuna le schede delle seguenti categorie di famiglie classificate in ragione dei seguenti criteri:

  1. case reali sovrane e già sovrane negli Stati Europei e in Brasile e Sommo Pontefice;
  2. famiglie ritenute nobili dalla redazione dell'Annuario della Nobiltà Italiana.

Oltre a piccole variazioni sulle partizioni dell'opera periodica, e sui criteri di inclusione e descrizione delle famiglie, occorse nelle varie edizioni successive alla XVII edizione, a partire dall'edizione per l'anno 1892, con l'assunzione della direzione del periodico da parte di Goffredo di Crollalanza venne deciso di non rimandare per la trattazione di alcuni cenni storici, pubblicati nelle precedenti edizioni dello stesso Annuario, per alcune famiglie particolari famiglie in quanto lo stesso direttore dichiarava, nell'introduzione della edizione per quell'anno, di dissociarsi dal contenuto di alcuni di quelli, così come da alcuni cenni storici relativi a famiglie ritenute nobili pubblicati in articoli o supplementi del Giornale Araldico Genealogico Diplomatico Italiano, fondato da Giovan Battista di Crollalanza, non ritenendoli più rispondenti a criteri di scientificità e di critica storica[5] [6] .

A partire dalla XXVI edizione (1904) l'Annuario venne suddiviso nelle seguenti parti principali:

  1. case reali sovrane e già sovrane negli Stati Europei e in Brasile e Sommo Pontefice;
  2. alcune famiglie elencate nel Libro d'oro della nobiltà italiana e negli elenchi ufficiali nobiliari regionali all'epoca in corso di compilazione ed edizione. Vennero cassate, senza rimando alle edizioni precedenti, un certo numero di famiglie non incluse negli elenchi regionali già pubblicati;
  3. famiglie nobili italiane residenti all'estero in possesso di titoli nobiliari derivanti da Stati preunitari e famiglie nobili straniere residenti in Italia; [7]

Riconoscimenti

L'Accademia italiana d'araldica che pubblicava la prima serie dell'Annuario della Nobiltà Italiana e il Giornale Araldico Genealogico Diplomatico Italiano poté fregiarsi, dal 1879, della prestigiosa qualifica di "Regia" ottenuta in concomitanza con la fondazione dell'Annuario della Nobiltà [8]

Seconda serie

Copertina della seconda serie del periodico "Annuario della nobiltà italiana", XXXII edizione, 2014, a cura di Andrea Borella

Nel 2000 venne fondata la nuova serie dell'Annuario, con la pubblicazione della XXVIII edizione, in due volumi, a cura di Andrea Borella[9] , dapprima per i tipi della casa editrice S.A.G.I. (Società Araldica Genealogica Internazionale) e poi a cura dell'"Annuario della Nobiltà Italiana Foundation Trust"[10][11]. La presidenza onoraria dell'opera venne assunta, nel gennaio 2000, da Onda di Crollalanza, nipote di Goffredo e di Aldo di Crollalanza e pronipote di Giovan Battista Crollalanza, fino alla di lei morte (18 agosto 2007), poi da Araldo di Crollalanza, fratellastro di Onda (morto il 29 novembre 2014). Attualmente presidente è il figlio di quest'ultimo, Goffredo di Crollalanza (nato nel 1974)[12]

La XXX (2006)[13]. e la XXXI edizione (2007-2010)[14]. furono presentate alla presenza di Amedeo di Savoia Aosta[15] L'ultima edizione (XXXII) è stata pubblicata nel dicembre 2014[16] e presentata il 7 febbraio 2015.

Suddivisioni

Come per la prima serie le edizioni della seconda serie sono suddivise in parti. La seconda serie venne inizialmente strutturata in sette parti principali, comprendenti ciascuna le schede delle seguenti categorie di famiglie classificate in ragione dei riconoscimenti nobiliari ottenuti:

  1. Papa e sacro collegio e case reali già sovrane negli stati italiani preunitari;
  2. famiglie elencate nel Libro d'oro della nobiltà italiana e negli elenchi ufficiali nobiliari del 1921 e del 1936 (per un totale di circa 12.000 famiglie);
  3. famiglie la cui nobiltà è riconosciuta in vario modo dal Sovrano militare ordine di Malta;
  4. famiglie riconosciute nobili prima dell'unità d'Italia o dal papa o dal Corpo della nobiltà italiana;
  5. antiche famiglie in possesso di stemma e con vita more nobilium e riconosciute come tali da varie istituzioni;
  6. famiglie create nobili, titolate o patrizie dalla Repubblica di San Marino;
  7. famiglie italiane riconosciute nobili da sovrani stranieri dopo il 1948 o che ebbero concessioni di stemmi da potestà straniere.

Nella XXXI edizione (2007-2010) venne applicato un criterio leggermente diverso di classificazione:

  1. Parte I (volume I): famiglie già sovrane negli antichi Stati italiani e la real casa d'Italia
  2. Parte II (volumi I: A-G; II: H-Z): famiglie nobili iscritte negli elenchi ufficiali del Regno d’Italia, suddivise nel volume I (famiglie il cui cognome inizia con le lettere dalla A alla G) e nel volume II (famiglie il cui cognome inizia con le lettere dalla H alla Z)[17];
  3. Parte III (volume III): famiglie nobili suddivise in:
  4. Parte IV (volume III): famiglie fregiate di "nobiltà generosa", soprattutto degli Stati preunitari, che però non vennero riconosciute dal Regno d'Italia e che quindi non sono comprese nelle parti precedenti[23];
  5. Parte V (volume IV): famiglie "notabili" italiane, ovvero quelle casate in possesso di stemma e con vita more nobilium, ma formalmente non riconosciute nobili[24].
  6. Indice[25]

Nella XXXII edizione (2011-2014)[26][27] la struttura dell'opera è ancora articolata nelle stesse 5 parti principali (meno la parte dei provvedimenti di riconoscimento dal Corpo della nobiltà italiana). In questa edizione è inoltre presente un trattato di diritto dinastico applicato[28] (Savoia, Borbone delle Due Sicilie, Borbone di Parma, Asburgo Lorena) e viene riportato il decreto di riordino dell'araldica della real casa di Savoia[29], firmato il 24 novembre 2012 da Amedeo di Savoia, e il decreto di riordino dell'araldica della real e ducale casa dei Borbone Parma[30], firmato il 29 novembre 2013 da Carlo Saverio di Borbone-Parma.

Riconoscimenti

Note

  1. ^ Videoconferenza sulla storia dell'Annuario della nobiltà italiana tenutasi in Roma nell'ambito del V convegno di studi nobiliari, sala della Protomoteca del Campidoglio, dall'editore e direttore dell'Annuario della nobiltà italiana il 7 ottobre 2016]
  2. ^ Gian Carlo Jocteau, Nobili e nobiltà nell'Italia unita (collana Quadrante), Laterza 1997.
  3. ^ Andrea Borella (a cura di), Annuario della nobiltà italiana, Teglio, 2006, introduzione.
  4. ^ Videoconferenza sulla storia dell'Annuario della nobiltà italiana tenutasi in Roma nell'ambito del V convegno di studi nobiliari, sala della Protomoteca del Campidoglio, dall'editore e direttore dell'Annuario della nobiltà italiana il 7 ottobre 2016]
  5. ^ V Convegno di studi di Diritto Nobiliare "la Nobiltà Cittadina e di Funzione", Roma, Campidoglio, 7 ottobre 2016 "Storia dell'annuario della Nobiltà Italiana", intervento di Andrea Borella
  6. ^ prefazione dell'Annuario della Nobiltà Italiana, Pisa-Mola di Bari 1892 a firma di Goffredo di Crollalanza
  7. ^ V Convegno di studi di Diritto Nobiliare "la Nobiltà Cittadina e di Funzione", Roma, Campidoglio, 7 ottobre 2016 "Storia dell'annuario della Nobiltà Italiana", intervento di Andrea Borella
  8. ^ Gian Carlo Jocteau: Nobili e nobiltà nell'Italia unita, Laterza, 1997, pagina 268
  9. ^ V Convegno di studi di Diritto Nobiliare "la Nobiltà Cittadina e di Funzione", Roma, Campidoglio, 7 ottobre 2016 "Storia dell'annuario della Nobiltà Italiana", presentazione del conferenziere Andrea Borella
  10. ^ Videoconferenza sulla storia dell'Annuario della nobiltà italiana tenutasi in Roma nell'ambito del V convegno di studi nobiliari, sala della Protomoteca del Campidoglio, dall'editore e direttore dell'Annuario della nobiltà italiana il 7 ottobre 2016]
  11. ^ (Redazione), "Medaglia per l'annuario, in Notiziario araldico, 12 ottobre 2016: nel 2016 l'Annuario della nobiltà italiana ha ricevuto la medaglia d'oro del Reale ordine di Francesco I]; Notizia del conferimento della medaglia d'oro del Reale ordine di Francesco I per la nuova serie dell'Annuario della nobiltà italiana
  12. ^ Lo scopo della nuova serie è dichiarato come quello di archiviare, aggiornare e correggere i dati anagrafici, genealogici, storici e biografici raccolti dalla casa editrice SAGI nel proprio database, al fine di conservare le memorie storico-genealogiche dei casati discendenti dall'antica aristocrazia italiana (Lettera di presentazione della XXXI edizione dell' Annuario della Nobiltà italiana datata ottobre 2008[senza fonte]).
  13. ^ video di presentazione della XXX edizione (novembre 2006)
  14. ^ video di presentazione della XXXI edizione (dicembre 2010)
  15. ^ Presentazione ufficiale a Torino dell'"Annuario della nobiltà italiana" nel dicembre 2007 (XXX edizione); presentazione nell'ottobre novembre 2011 (XXI edizione) alla presenza di Amedeo e di Aimone di Savoia-Aosta (notizie sul sito del Club Annobit e sul sito dell'Unione Monarchica Italiana). La XXXI edizione (2007-2010; vedi sito del Ministero per i beni e le attività culturali, Eventi culturali) è stata pubblicata nel dicembre 2010 in quattro volumi in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia e ha ottenuto il Premio "Scudo d'oro" del Centro studi araldici (notizia sul sito del NotiziarioAraldico.info).
  16. ^ video di presentazione della XXXII edizione (dicembre 2014)
  17. ^ l'intero elenco delle famiglie iscritte nei registri del Regno d'Italia
  18. ^ elenco delle famiglie riconosciute/nobilitate dai Sommi Pontefici)
  19. ^ l'elenco delle famiglie nobiliate dall'Ordine di Malta in epoca storica e delle famiglie nobili in Malta
  20. ^ elenco delle famiglie che hanno provato la loro nobiltà all'Ordine di Malta dopo la fine del Regno d'Italia e che lo hanno documentato alla redazione dell'Annuario
  21. ^ elenco delle famiglie che ebbero titoli umbertini
  22. ^ elenco delle famiglie riconosciute dal Corpo della nobiltà italiana
  23. ^ famiglie di "nobiltà generosa"
  24. ^ famiglie "notabili" italiane
  25. ^ Indice completo e generale di tutte le famiglie comprese nella XXXI edizione dell'Annuario
  26. ^ La XXXII edizione
  27. ^ Introduzione alla XXXII edizione
  28. ^ Gli Studi di diritto dinastico della XXXII ed. dell'Annuario
  29. ^ video con gli stemmi della Real Casa di Savoia tratti dal decreto del 24 novembre 2012
  30. ^ video con gli stemmi della Real Casa Ducale di Parma tratti dal decreto del 29 novembre 2013
  31. ^ Medaglia d'Oro di Benemerenza del Real Ordine di Francesco I all'Annuario della Nobiltà Italiana
  32. ^ Medaglia d'Oro dei Benemeriti del Principe e dello Stato all'Annuario della Nobiltà Italiana
  33. ^ conferimento all'Annuario della Nobiltà italiana delle tre più importanti medaglie appartenenti al patrimonio dinastico della Real Casa del Portogallo: medaglia di merito del "Reale Ordine di Nostra Signora della Concezione di Villaviciosa" in oro, medaglia di merito dell' "Ordine Reale e Militare di San Michele dell’Ala" in oro e medaglia di merito del "Reale Ordine Militare di Santiago della Spada in oro"

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