Annibale Caretta

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Annibale Caretta
Annibale Caretta.jpg
28 luglio 1877 – 15 giugno 1918
Nato aAlessandria
Morto aNervesa della Battaglia
Cause della morteFerita in battaglia
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataFlag of Italy (1860).svg Regio Esercito
ArmaCavalleria
SpecialitàBombardieri
UnitàReggimento Cavalleggeri di Monferrato
GuerrePrima guerra mondiale
Battagliebattaglia del Montello
DecorazioniMedaglia d'Oro al Valor Militare Medaglia d'oro al valor militare
voci di militari presenti su Wikipedia

Annibale Caretta (Alessandria, 28 luglio 1877Nervesa della Battaglia, 15 giugno 1918) è stato un militare italiano decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Annibale Caretta nasce ad Alessandria e si arruola come ufficiale del Regio Esercito entrando nell'arma di cavalleria.

La cavalleria alla vigilia e nella prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del Novecento, la cavalleria vive il periodo della "Belle Époque" attirando con il fascino della vita brillante nelle grandi capitali europee, ma nel contempo già nella Guerra italo-turca in Libia combattuta tra il 1911 e 1912, si manifestano dubbi circa l'impiego dei cavalli in climi non favorevoli. Nel 1913 viene nominato Ispettore dell'arma di cavalleria Vittorio Emanuele di Savoia-Aosta che ne riforma la dottrina, prevedendo l'impiego a piedi e avviando un piano di potenziamento dell'armamento includendo nuove tecnologie.[1] Ma la consistenza dell'organico che raggiunge il suo massimo di 30 reggimenti nell'aprile del 1915, non consente di completare la riforma in tempo per il 24 maggio 1915, data di entrata in guerra dell'Italia nella prima guerra mondiale. Al termine del primo anno di conflitto si fece in tempo a introdurre alcune compagnie ciclisti e mitraglieri, ma non restò che appiedare la rimanente parte degli appartenenti all'arma.[2] Molti cavalieri vennero fatti transitare in forza ad altri reggimenti schierati in trincea come reparti d'assalto, la nascente aviazione e l'artiglieria.

La battaglia del Montello[modifica | modifica wikitesto]

In questo contesto, il capitano Annibale Caretta (la cui promozione a maggiore venne pubblicata pochi giorni dopo la sua morte)[3] venne impiegato con l'artiglieria e messo al comando del 7º gruppo bombarde della 58ª divisione (VIII Corpo) della 8ª Armata. La dottrina di impiego dell'esercito italiano è profondamente cambiata dopo la rotta successiva alla battaglia di Caporetto: il generale Luigi Cadorna è stato sostituito dal generale Armando Diaz che crede in una difesa elastica del fronte attestato, non senza controversie, sul fiume Piave indicato come linea invalicabile a protezione della pianura padana. Vengono schierate in prima linea 26 divisioni, ma sono pronte a intervenire laddove necessarie 4 divisioni di riserva di settore e 13 divisioni di riserva centrale. Il fronte è suddiviso in capisaldi distanziati e in grado di gestire localmente e in autonomia sia le richieste di supporto di fuoco, sia la ritirata per riorganizzarsi.[4]

Sul versante dell'esercito austro-ungarico, in una riunione congiunta tra gli stati maggiori tedesco e austriaco tenutasi a Bolzano nel febbraio del 1918, i generali Conrad e Borojević pianificarono un'offensiva decisiva per le sorti della guerra da attuare nei mesi di maggio-giugno.[5] L'obiettivo strategico era lo sfondamento della linea del Piave con un'avanzata contemporanea su Vicenza da parte delle truppe di Conrad provenienti dal nord e su Treviso e Venezia da parte delle truppe di Borojević che sarebbero partite dall'Isonzo. Lo sfondamento era il preludio all'avanzata lungo la pianura padana che avrebbe portato alla vittoria finale sull'Italia.

La data dell'attacco sul Piave venne fissata per il 15 giugno 1918, ma l'avvisaglia di un'offensiva generale fu scoperta dagli italiani che catturarono un ufficiale pochi giorni prima e vennero a conoscenza anche della data esatta. Con grande sorpresa degli attaccanti austro-ungarici, in contemporanea con l'inizio delle loro manovre, furono fatti segno a un intenso fuoco di artiglieria di "contropreparazione" che scompaginò comandi e logistica in modo che risultò decisivo, tanto da far fissare in futuro la ricorrenza della festa dell'arma di artiglieria italiana il 15 giugno in memoria di quella data.[6]

Annibale Caretta e la 58ª divisione erano schierati sulla riva destra del fiume Piave tra Nervesa e Santi Angeli[7] a ridosso del Montello, una collina di forma ellittica, lunga circa quindici chilometri e alta fino a 370 metri.[8] La divisione decise di avvicendare le truppe in prima linea proprio quel 15 giugno e si trovò quindi in pessime condizioni a fronteggiare l'urto di tre divisioni nemiche che attraversarono il fiume in presenza di nebbia e precedute da gas e lacrimogeni che ridussero la visibilità. Era iniziata la battaglia del Montello che sarebbe durata dal 15 al 23 giugno 1918 e la divisione tentò inutilmente di evitare lo sfondamento, riuscendo solo a guadagnare tempo necessario a far giungere le riserve.[9] Nelle prime ore della battaglia il 7º gruppo bombarde di Caretta e la maggior parte degli effettivi della divisione vennero travolti. Per la strenua difesa della sua postazione di combattimento, da dove comunicò al comando i movimenti del nemico fin quasi all'ultimo e dove trovò la morte in un combattimento corpo a corpo (ucciso con un colpo di pugnale alla gola)[10],[3] il capitano venne dapprima decorato di medaglia d'argento al valor militare nel 1919, poi commutata in Medaglia d'Oro nel 1922. Insieme con lui trovarono la morte due colleghi capitani, altri 17 ufficiali e 246 uomini di truppa in ossequio all'ordine del generale Bazan, comandante dell'artiglieria dell'8ª armata, «gli artiglieri muoiano sui pezzi anziché abbandonarli al nemico».[10][11] Quella di Caretta fu una della "13 medaglie d'oro del Montello" conferite nella battaglia, di cui 12 alla memoria.[12] Sulla morte del capitano Carretta il generale Sachero, ispettore dei bombardieri, disse che essa «appare un atto derivato dalla decisa volontà del caduto di non abbandonare il posto d'onore che gli era stato affidato».[10]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'Oro al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Oro al Valor Militare
«Comandante di un gruppo di bombarde, serbato e votato a sicuro sagrifizio, sentendo appressarsi al suo posto di combattimento le prime avvisaglie dell'invasione nemica, volle magnanimamente condividere la sorte già certa delle sue batterie. Consegnato alla sua ordinanza l'ultimo scritto della sua ferma mano, perché lo portasse a destinazione, attese diritto, con la rivoltella in pugno, gli assalitori. Cadde colpito a morte dopo fulminea lotta, soverchiato dal numero, ma avendo vinto la inesorabilità del fato con la bellezza del suo sagrifizio. (Boll. uff., disp. 29ª del 1922)»
— 11 maggio 1922 - In commutazione della medaglia d'argento concessagli con decreto luogotenenziale 23 marzo 1919[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Francesco Apicella, Breve storia della cavalleria e altri scritti (PDF), esercito.difesa.it. URL consultato il 28 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2013).
  2. ^ La carica di Pozzuolo Del Friuli del 30 ottobre 1917, su digilander.libero.it. URL consultato il 28 luglio 2014.
  3. ^ a b Le medaglie d'oro, p. 53
  4. ^ Prima guerra mondiale - la storia con i bollettini ufficiali, su storiologia.it. URL consultato il 28 luglio 2014.
  5. ^ Battaglia del Solstizio nel Basso Piave, 15-24 giugno 1918, su elevamentealcubo.it. URL consultato il 28 luglio 2014.
  6. ^ Festa dell'Arma di Artiglieria, su anarti.e-cremona.it. URL consultato il 28 luglio 2014.
  7. ^ Lucio De Bortoli, Il Montello: lineamenti storici (PDF), su 3kcl.net. URL consultato il 28 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2007).
  8. ^ il Montello - colli e prealpi trevigiane, su magicoveneto.it. URL consultato il 28 luglio 2014.
  9. ^ Curiosità, segreti e risorse del Montello, su sulmontello.org. URL consultato il 28 luglio 2014.
  10. ^ a b c d Le medaglie d'oro, p. 54
  11. ^ Ass. Naz. Alpini sez. Conegliano -1967- Medaglie d'oro del Montello, su anaconegliano.it. URL consultato il 26 luglio 2014.
  12. ^ Le 13 medaglie d'Oro, su battagliadelsolstizio.it. URL consultato il 28 luglio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Le medaglie d'oro. Guerra italo-austriaca 1915-18, vol. 4º (1918), Roma, Stabilimento poligrafico per l'amministrazione della guerra, 1929, pp. 53-54.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]