Anne Koedt

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Anne Koedt (1941) è un'attivista statunitense, femminista radicale e autrice del saggio The Myth of Vaginal Orgasm[1], un classico lavoro sulla sessualità femminile[2]. Prese parte al movimento delle calzerosse (redstocking) di New York e fu una delle fondatrici del New York Radical Feminists.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Anne Koedt pubblicò nel 1968 il saggio The Myth of the Vaginal Orgasm che fece scandalo per il suo attacco frontale alla principale tesi di Freud sulla crescita della donna, con la quale Freud affermava la presenza di due orgasmi femminili, quello clitorideo e quello vaginale. In realtà, studiosi sessuologi dimostrarono che la donna possiede solamente il clitoride come organo sessuale femminile che causa l'orgasmo; questa scoperta pose in termini diversi il rapporto della donna sia con l'uomo sia con se stessa e le altre donne. Con Anne Koedt si aprirono nuove prospettive per la liberazione della sessualità della donna e del suo piacere sessuale, rispetto alle prassi "sessiste" e "patriarcali" dominanti.

Infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Koedt nacque a Copenaghen, in Danimarca, nel 1941. I suoi genitori, Bobs Koedt (nato Andreas Peschcke-Koedt) e Inger Koedt furono membri della Resistenza danese durante la seconda guerra mondiale, ospitando ebrei nel loro seminterrato fino a quando i rifugiati potevano essere introdotti clandestinamente in Svezia. Suo padre era un architetto e fotografo che hafalsificò i passaporti per i leader della resistenza danese. Nato a Riverside, in California, Bobs crebbe fuori Copenaghen. Arrestato e interrogato dai tedeschi e inviato al quartier generale nazista, sopravvisse incolume. Grazie alla cittadinanza americana di suo padre, la famiglia Koedt fu in grado di immigrare facilmente negli Stati Uniti e sistabilirsi a San Francisco. Il padre, che soffriva di depressione e convulsioni, si suicidò poco prima del suo ottantesimo compleanno. La madre ha 104 anni e vive a Jackson Hole, nel Wyoming, da oltre 60 anni. Pur cresciuta protestante, Inger fu attiva nella comunità ebraica di Jackson Hole[3][4].

Organizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Koedt fu una delle fondatrici delle New York Radical Women, un gruppo femminista organizzatosi nell'autunno del 1967, che aprì la strada alla liberazione delle donne attraverso l'attivismo: interrompendo il concorso di Miss America del 1968, scrivendo e pubblicando opere femministe e collegando le questioni personali all'oppressione politica sotto forma di sensibilizzazione di piccoli gruppi[5]. Alla fine del 1968, fu co-fondatrice di The Feminists, un rigoroso gruppo separatista femminista iniziato da Ti-Grace Atkinson dopo aver lasciato la sezione di New York City della National Organization for Women; tra le altre componenti di spicco Sheila Michaels, Barbara Mehrhof, Pamela Kearon e Sheila Cronan. Nel 1969, Koedt lasciò The Feminists per formare le New York Radical Feminists (NYRF) insieme a Shulamith Firestone. Il NYRF (da non confondere, come spesso accade, con le più numerose e precedentemente nate New York Radical Women, con le quali si stava ancora incontrando e la cui appartenenza era fluida e spesso si sovrapponeva ai gruppi più piccoli) era organizzato in piccole celle o "brigate" che portavano il nome di notevoli femministe del passato; Koedt e Firestone guidarono la Stanton - Anthony Brigade. Nel 1970, fazioni conflittuali all'interno del NYRF cacciarono sia Koedt che Firestone dal gruppo che avevano fondato e Koedt si ritirò dall'attivismo organizzato, commentando in seguito "DOpo questo avevo finito con i gruppi"[6].

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

The Myth of the Vaginal Orgasm[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1968, Anne Koedt pubblicò il suo lavoro più conosciuto e influente, Il mito dell'orgasmo vaginale (The Myth of the Vaginal Orgasm) in una rivista femminista radicale delle componenti di New York Radical Women, intitolata Note dal primo anno (Notes From the First Year)[7]. Nell'articolo, Koedt sfidava la comprensione dominante del piacere sessuale femminile detenute dalla maggior parte degli esperti di medicina e psicoanalisi dell'epoca, che erano quasi esclusivamente maschi. In particolare, l'articolo contestò il predominante resoconto freudiano sulla sessualità femminile che considerava l'orgasmo clitorideo come "giovanile" e l'orgasmo raggiunto attraverso la vagina come l'unica forma "matura". Le donne che erano riuscite a raggiungere l'orgasmo attraverso rapporti penetranti ed eterosessuali erano quindi etichettate dalla comunità professionale come disfunzionali o frigide. Secondo Koedt, questo approccio aveva dato ingiustamente la colpa alle donne per la loro mancanza di soddisfazione durante il sesso etero, considerando in modo impreciso la normale funzione sessuale femminile come patologica e inducendo molte donne a cercare un trattamento psicoanalitico inutile per un disturbo inesistente piuttosto che esplorare tecniche che avrebbero portato a una più piacevole esperienza sessuale. A sostegno della sua posizione, Koedt svolse ricerche aggiornate sull'anatomia femminile e sulla risposta sessuale, per dimostrare che il clitoride, piuttosto che la vagina, è l'organo principale della stimolazione erotica. Koedt continuò a sostenere che lo sciovinismo maschile e l'impulso di mantenere le donne in un ruolo sottomesso erano la principale forza trainante che perpetuavano idee sbagliate sulla sessualità femminile.

L'articolo fu ampiamente diffuso in forma di opuscolo, ispirando molte sostenitrici a sostenere il celibato o a promuovere il lesbismo come alternativa positiva all'eterosessualità per le donne[8]. Altre lettrici femministe erano più critiche, prendendo in particolare considerazione l'affermazione di Koedt secondo cui le donne che avevano testimoniato di sperimentare orgasmi vaginali erano o confuse a causa della mancanza di educazione riguardo al proprio corpo o "fingevano" per non offendere l'ego dei loro partner maschi[9].

Women and the Radical Movement[modifica | modifica wikitesto]

"Donne e movimento radicale" Il 17 febbraio 1968, Koedt pronunciò un discorso sulla liberazione delle donne e sul ruolo che le donne radicali devono svolgere nella rivoluzione femminile al fine di cambiare il concetto fondamentale generale delle donne. Koedt sostenne un cambiamento sistematico ed esortò le donne radicali a sfidare la dinamica dominante/sottomessa che modella le relazioni tra uomini e donne. Koedt si riferì alle questioni delle donne e alla liberazione delle donne come una questione sociale e politica che ha molte somiglianze con la lotta del potere nero. Koedt toccò anche il tema della supremazia maschile e quella su come migliorare la condizione delle donne come gruppo oppresso all'interno della società, sottolineando l'importanza della lotta per le donne ovunque, non solo all'interno del movimento radicale. Nel suo discorso, Koedt chiese alle donne radicali di apprendere dalla storia e dalle rivoluzioni passate in cui le donne facevano parte e tuttavia non ne trassero beneficio, come la rivoluzione americana e la rivoluzione economica/sovietica. Il discorso concluse che, al fine di cambiare la struttura di base della società che conferisce agli uomini il potere sulle donne, le donne non dovrebbero sostenere alcuna rivoluzione che mira a creare un cambiamento, ma non si preoccupa della liberazione delle donne dalla posizione dominante degli uomini nella società. Non è sufficiente migliorare le caratteristiche secondarie della libertà o ottenere determinati privilegi, la vera rivoluzione radicale deve affrontare la struttura di base dell'oppressione femminile all'interno di una società patriarcale[10].

Notes From the First Year[modifica | modifica wikitesto]

Le componenti di New York Radical Women scrissero una serie di testi e discorsi femministi del loro lavoro del 1968 intitolata Note dal primo anno, che venne curata da Koedt. La raccolta comprendeva testi di Shulamith Firestone, Jennifer Gardner, Kathy Amatniek e la stessa Koedt. Gli scritti di Koedt includevano The Myth of the Vaginal Orgasm e Women and the Radical Movement, il discorso che tenne alla Free University di New York City il 17 febbraio 1968[11].

Altri scritti[modifica | modifica wikitesto]

La La Politica dell'ego (Politics of the Ego, A Manifesto for New York Radical Feminists) scritta da Koedt nel dicembre 1969, un manifesto per le femministe radicali di New York, fu pubblicata per la prima volta in Note dal secondo anno (Notes from the Second Year) e successivamente nella sua antologia Femminismo radicale[8]. Un estratto di questo manifesto continuò a essere diffuso come parte dell'opuscolo Introduzione alle femministe radicali di New York (Introduction to New York Radical Feminists) del 1976 fino alla chiusura della casella postale della NYRF nel 1989.

Nel 1972 Koedt diventò l'editrice di Note dal terzo anno (Notes From the Third Year) in sostituzione di Shulamith Firestone. Alcuni gruppi femministi ritennero che le posizioni femministe più radicali che erano state precedentemente incluse fossero state eliminate da questa terza edizione[12].

Attivismo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1978, Koedt divenne socia del Women's Institute for Freedom of the Press (WIFP)[13], un'organizzazione editoriale americana senza scopo di lucro che lavora per aumentare la comunicazione tra le donne e connettere il pubblico con forme di media basate sulle donne.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Anne Koedt, The myth of the vaginal orgasm, Somerville, New England Free Press, 1970, OCLC 2393445. Available online.
Come articolo: Anne Koedt, The myth of the vaginal orgasm, in Notes from the Second Year, 1968, OCLC 2265246.
Ri-pubblicazione: Anne Koedt, The myth of the vaginal orgasm, in Stevi Jackson e Sue Scott (a cura di), Feminism and sexuality: a reader, New York, Columbia University Press, 1996, pp. 111–116, ISBN 978-0-231-10708-2.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Maroula Joannou, From The Golden Notebook, in Maroula Joannou (a cura di), Contemporary women's writing: from "The Golden Notebook" to "The Color Purple", Manchester, UK / New York, US, Manchester University Press, 2000, p. 40, ISBN 978-0-7190-5339-9. Preview.
  2. ^ Jane Gerhard, Revisiting "The Myth of the Vaginal Orgasm": the female orgasm in American sexual thought and second wave feminism, in Feminist Studies, vol. 26, n. 2, Summer 2000, pp. 449–476, DOI:10.2307/3178545, JSTOR 3178545.
  3. ^ Centenarian feels lucky, is still enjoying life, Jackson Hole News & Guide. URL consultato il 22 ottobre 2019.
  4. ^ Koedt still cooking as she nears 104, Jackson Hole News & Guide. URL consultato il 22 ottobre 2019.
  5. ^ "In Our Time: memoir of a revolution" by Susan Brownmiller, Dial Press, 1999, p. 20-21
  6. ^ Susan Faludi, Death of a Revolutionary, The New Yorker, 15 aprile 2013. URL consultato il 21 ottobre 2016.
  7. ^ Anne Koedt, The myth of the vaginal orgasm, in Notes from the Second Year, 1968, OCLC 2265246. Available online. Archiviato il 13 maggio 2016 in Internet Archive.
  8. ^ a b Denise Thompson, Reading between the lines: a lesbian feminist critique of feminist accounts of sexuality, Spinifex Press, 1991, ISBN 978-0-646-04196-4. Details.
  9. ^ eck25, A Reaction to Anne Koedt's "The Myth of the Vaginal Orgasm", su www.wstudies.pitt.edu, Gender, Sexuality, & Women's Studies Program, University of Pittsburgh, 14 giugno 2010. URL consultato il 14 ottobre 2015.
  10. ^ Koedt, Levine, Rapone, Radical Feminism, Quadrangle/The New York Times Book Company, 1973, pp. 318–321.
  11. ^ Koedt, Levine, Rapone, Radical Feminism, Quadrangle/The New York Times Book Company, 1973, pp. 318.
  12. ^ David Bouchier, The deradicalisation of feminism: ideology and utopia in action, in Sociology, vol. 13, n. 3, September 1979, pp. 387–402, DOI:10.1177/003803857901300302, JSTOR 42853376.
  13. ^ (EN) Associates | The Women's Institute for Freedom of the Press, su www.wifp.org. URL consultato il 21 giugno 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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