Annabella (periodico)

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Annabella
StatoItalia Italia
Linguaitaliano
Periodicitàsettimanale
Generefemminili
Fondazione1933
Chiusura2013
EditoreRizzoli
 

Annabella (precedentemente Lei e successivamente Anna e poi A) è stata una rivista femminile italiana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1933 Angelo Rizzoli fondò il settimanale Lei, che nel 1938 ribattezzò Annabella, pare per non incorrere nella condanna fascista del "lei" (come pronome di cortesia)[1].

La rivista si collocava fra i principali settimanali femminili italiani.[senza fonte]

Nel Dopoguerra Giorgio Scerbanenco tenne su Annabella la rubrica La posta di Adrian[2].

Fra le firme più famose c'era quella di Brunella Gasperini, che curò la rubrica Ditelo a Brunella per venticinque anni, e la vide stabilire un dialogo aperto e franco con i suoi lettori su tematiche come il divorzio, l'aborto, la famiglia e la politica.

Nel 1983 la testata della rivista divenne semplicemente Anna. Nel 1988 con 239.000 copie medie vendute il settimanale si collocava fra i concorrenti Grazia e Amica[3].

Nel 2007 la testata si ridusse alla sola A, ma nel 2013 la rivista fu chiusa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Raffaella Celentano, Le riviste di moda italiane: la storia nascosta tra i merletti
  2. ^ Cecilia Scerbanenco, Giorgio Scerbanenco
  3. ^ Gian Luigi Falabrino, Pubblicità serva padrona, Milano, Sole 24 Ore, 1989, pag. 250
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