Amica (periodico)

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Amica
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StatoItalia
Linguaitaliano
Periodicitàmensile
Generemoda
stili di vita
attualità
Fondazione1962
Inserti e allegatiAmica Kitchen
The Accessory Issue
Amica International
SedeVia Rizzoli 8
Milano
EditoreRCS MediaGroup
Tiratura100 128 (ottobre 2019)
Diffusione cartacea595 000 (2016)
DirettoreEmanuela Testori
VicedirettoreLuisa Simonetto[1]
Distribuzione
multimediale
Edizione digitale1120432
Sito webwww.amica.it
 

Amica è una rivista mensile di moda fondata nel 1962 a Milano, edita da RCS MediaGroup.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Amica è una rivista di moda fondata come settimanale nel 1962 da alcuni giornalisti e da alcune redattrici del Corriere della Sera. Nacque come «rivista di moda e attualità del "Corriere della Sera"». Fu Dino Buzzati, grande inviato del quotidiano milanese, a proporre il nome della testata [2]. La copertina del primo numero (marzo 1962) fu dedicata a Sophia Loren. La nascita di Amica fu uno degli eventi più importanti nella stampa femminile degli anni Sessanta[3].

Primo direttore fu Enrico Gramigna, seguito da Guglielmo Zucconi (1963-65)[4]. Amica nacque in gemellaggio con la rivista francese Elle e in chiara contrapposizione rispetto alla nostrana Grazia, in quanto proponeva un modello di donna molto più moderna[3].

Il vero "salto" Amica lo fece sotto la direzione di Antonio Alberti. Alla metà degli anni sessanta la rivista raggiunse il traguardo delle 400 000 copie, superato nel 1968 con 500 000[5]. Questo risultato fu ottenuto con la cosiddetta "rivoluzione dei redazionali": mentre gli altri settimanali femminili si ostinavano a presentare alle lettrici del ceto medio le collezioni di alta moda, Amica cominciò a presentare le collezioni del prêt-à-porter. La conseguenza fu che le maisons di questo settore iniziarono a inviare spontaneamente i loro campionari al settimanale, perché vi dedicasse degli articoli, e a incanalare su Amica una parte consistente della propria pubblicità[6].

Le rubriche di posta delle lettrici erano otto: "La posta dell'anima" di monsignor Ernesto Pisoni, "La posta del cuore" di Mila Contini, "La vita e la legge" di Cesare Rimini, "Il sofà dello psicanalista" della "dottoressa Erik", "I problemi della scuola" di Nicola D'Amico, "La donna che lavora" di Giacomina Lapenna, "L'assistente sociale" di Gisella Passarelli, "I vostri risparmi" di Gianni Cabella[3]. Alcuni di questi argomenti non erano mai stati trattati sistematicamente sulle riviste femminili.

Negli anni settanta la guida del settimanale fu affidata a Paolo Pietroni, che attraversò la stagione del femminismo e delle lotte per l'emancipazione della donna con evidente apertura alle nuove istanze presenti nella società italiana[7]. La lettrice di Amica era individuata come una studentessa o lavoratrice che trascorre la giornata lontano da casa, una donna emancipata che usa la pillola anticoncezionale ed è favorevole al divorzio. Riguardo all'aborto la rivista assunse una decisa posizione favorevole ed in questo senso pubblicò un elenco di donne che si autodenunciavano[3].

Negli stessi anni nascevano anche nuove rubriche: le "Lettere al direttore" di argomento sociale, una vera rubrica politica curata dal socialista Gian Franco Venè[3]. Ma la rubrica più famosa di quegli anni fu probabilmente "Da donna a donna", tenuta da Anna Del Bo Boffino che rispondeva a domande sulla condizione femminile. La validità dei consigli forniti dalla giornalista milanese era dimostrata dal numero di lettere che riceveva ogni settimana[8]. In quel decennio la tiratura si aggirava intorno alle 400.000 copie[3].

Negli anni ottanta Pietroni modificò la politica dei redazionali, avendo preso atto del fatto che ormai le case di alta moda stavano dirigendosi esse stesse verso il prêt-à-porter e simmetricamente le lettrici potevano permettersi tali abiti. Perciò Pietroni propose agli stilisti italiani di focalizzarsi su Amica piuttosto che sui mensili specializzati, ma a scarsa diffusione. Nel fare questo Pietroni abbandonò le indicazioni che separavano gli articoli dalla pubblicità[6]. Nel 1982 il settimanale fu soggetto ad un restyling complessivo.

Dal 1983 al 1998 è apparsa su Amica la rubrica "Parliamo d'amore" tenuta da Barbara Alberti[9].

Nel 1990 per la prima volta una donna salì alla direzione: Giovanna Mazzetti[10]. Il suo successore fu Fabrizio Sclavi di Vogue Germania[11].

Nel 2002 Amica, che era stato fin dalla sua fondazione un settimanale, cambiò periodicità diventando un mensile.

Dal 2011 al 2013 Amica è stata diretta da Cristina Lucchini[12]. Da marzo 2013 Amica è diretto da Emanuela Testori[13][14].

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luisa Simonetto da Elle alla vice direzione di Amica, su primaonline.it. URL consultato il 24 settembre 2018 (archiviato il 24 settembre 2018).
  2. ^ Maria Luisa Agnese, 50 anni con la voce di "Amica". Il femminile trasgressivo, in Corriere della Sera, Milano, 15 novembre 2012. URL consultato il 28 novembre 2012 (archiviato il 19 novembre 2012).
  3. ^ a b c d e f Laura Lilli, La stampa femminile in Valerio Castronovo e Nicola Tranfaglia (a cura di), La stampa italiana del neocapitalismo, Bari, Laterza, 1976, pagg. 253-304
  4. ^ Amica compie 50 anni, su Oggi - Moda. URL consultato il 15 gennaio 2019 (archiviato il 16 aprile 2019).
  5. ^ Una donna per Amica, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato l'8 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  6. ^ a b Gian Luigi Falabrino, Pubblicità serva padrona, Milano, Sole 24 Ore, 1989, pag. 178
  7. ^ Camilla Lascheri, Da ideale a consapevole: così i femminili cambiarono la donna, su 27esimaora.corriere.it. URL consultato il 24 maggio 2020 (archiviato il 1º agosto 2018).
  8. ^ Anna Del Bo Boffino sull'Enciclopedia delle Donne, su enciclopediadelledonne.it. URL consultato il 24 maggio 2020 (archiviato il 27 novembre 2014).
  9. ^ sito di Barbara Alberti, su barbaraalberti.it. URL consultato il 24 maggio 2020 (archiviato il 7 ottobre 2018).
  10. ^ Lei e le altre, su leiweb. URL consultato il 14 maggio 2017.
  11. ^ i Sclavi il direttore di Amica - MEDIA E PUBBLICITA' - Italiaoggi, su www.italiaoggi.it. URL consultato il 14 maggio 2017.
  12. ^ Cristina Lucchini – Fotografia di Moda e Identità di Brand – AFIP International, su www.afipinternational.com. URL consultato il 14 maggio 2017.
  13. ^ AMICA PRESENTA AMICA KITCHEN, in RCS MediaGroup, 19 maggio 2016. URL consultato il 14 maggio 2017 (archiviato il 31 agosto 2017).
  14. ^ Emanuela Testori, da condirettore moda a direttore di ‘Amica’, su Prima Comunicazione, 24 maggio 2013. URL consultato il 15 gennaio 2019 (archiviato il 16 aprile 2019).
  15. ^ 50 anni di carriera giornalistica Attestato a Gramigna - Il Tirreno, su Archivio - Il Tirreno. URL consultato il 15 gennaio 2019 (archiviato il 16 aprile 2019).
  16. ^ Emanuela Testori alla direzione di Amica, su Pubblicità Italia, 29 marzo 2013. URL consultato il 15 gennaio 2019 (archiviato il 16 aprile 2019).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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