Angelo Bughetti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Don Angelo Bughetti

Don Angelo Bughetti (Imola, 27 agosto 1877Bologna, 5 aprile 1935) è stato un presbitero ed educatore italiano, proclamato Servo di Dio dalla Chiesa cattolica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Imola, ultimo di cinque fratelli, da Innocenzo e Annunziata Minganti. Nel 1895, all'età di 18 anni, entra in seminario, a Imola. Il 31 marzo 1900 riceve l'ordinazione sacerdotale. Molto preparato nell'arte oratoria, a novembre comincia ad insegnare catechismo nelle scuole. Dal gennaio 1901 insegna Sacra liturgia al seminario; dal 1904 è insegnante di materie letterarie. Dopo essere stato vicario parrocchiale a Castel del Rio, viene invitato a predicare nella vicina Toscana, poi in Liguria, in Lombardia e in Veneto.

Nel 1911, all'età di 34 anni, fonda negli spazi di palazzo Monsignani (edificio storico che si affaccia sulla via Emilia, nel centro di Imola) il primo circolo ricreatorio cittadino: il Circolo "Silvio Pellico" (nel 1923 contribuì a cedere la proprietà del palazzo alla diocesi per tutelare il bene da leggi di incameramento dei beni ecclesiastici). L'apostolato nella gioventù è la vocazione di don Bughetti. Dopo verranno altre istituzioni, sia religiose sia ricreative, raggruppate nel Patronato giovani: oltre al "Silvio Pellico" (per ragazzi dai 15 anni), nascono la Prima Juventus (per ragazzi dai 12 anni) e il Ricreatorio S. Filippo Neri (per bambini dai 6 anni). Già nel 1913, nei locali di palazzo Monsignani, giungono circa 250 ragazzi.

Il 2 luglio 1915 fonda l'Istituto Artigianelli (intitolato a Santa Caterina) per assistere gli orfani di guerra imolesi (l'Italia è entrata nella prima guerra mondiale il 24 maggio). A partire dal 1930 don Bughetti, all'età di 53 anni, si trasferisce a Santa Caterina per dedicarsi interamente agli orfani.

Muore il 5 aprile 1935 nella casa di cura Villa Torri a Bologna, in seguito a complicazioni post-ricovero. Ha composto una celebre preghiera per la Madonna del Piratello, che ancora oggi viene recitata nelle processioni e nelle rogazioni con l'immagine della patrona della Diocesi di Imola.

Dal 3 aprile 1961 le sue spoglie riposano presso l'Istituto di Santa Caterina.

Il 25 novembre 1989 si è aperto il processo diocesano di beatificazione, che si è concluso il 25 aprile 2012.

Nomine diocesane[modifica | modifica wikitesto]

  • 1901: Cerimoniere vescovile e capitolare;
  • 1902: Segretario del comitato diocesano dell'Opera dei Congressi;
  • 1906: Vicario parrocchiale a Castel del Rio;
  • 1913: Incaricato diocesano per l'azione giovanile di Azione Cattolica;
  • 1915-1926: Consigliere del comitato permanente diocesano per i congressi eucaristici;
  • 1915: Canonico della Cattedrale di San Cassiano di Imola (prende possesso il 26 luglio);
  • 1916: Prefetto delle cerimonie del capitolo della cattedrale;
  • 1920: Assistente ecclesiastico della federazione diocesana della Gioventù Cattolica Italiana;
  • 1922: Assistente ecclesiastico della sezione imolese dell'Associazione Esploratori Cattolici Italiani;
  • 1926: Membro della giunta diocesana di Azione Cattolica.

Fondazioni e Direzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • 1899: cofondatore della scuola superiore femminile di religione;
  • 1911: fondatore del Circolo giovanile “Silvio Pellico” di Imola;
  • 1915: presidente dell'Opera pia “S. Pier Crisologo”;
  • 1915: Fondatore e direttore del periodico Alba di Vita;
  • 1915: fondatore e direttore dell'Istituto artigianelli imolese (noto come “Istituto Santa Caterina”);
  • 1922: fondatore dell'Opera ritiri spirituali laici;
  • 1923: fondatore e direttore del periodico Passeri e Gigli;
  • 1924: fondatore e direttore della confraternita della SS. Madre della Divina Provvidenza;
  • 1929, giugno: direttore del periodico La Voce della Madre;
  • 1929, dicembre: fondatore della Piccola Società dei Filippini della Divina Provvidenza;
  • 1934: fondatore della Pia Unione dei Sabatini.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN38138723 · ISNI (EN0000 0000 3104 6766 · SBN IT\ICCU\RAVV\083963 · LCCN (ENn79064747