Andrés Duany

Andrés Duany (New York, 7 settembre 1949) è un architetto e urbanista statunitense.
Duany visse a Cuba fino al 1960. Si laureò in architettura e urbanistica a Princeton University, successivamente studio presso l'École des Beaux-Arts di Parigi ricevendo il master in architettura da Yale School of Architecture.
Nel 1977, Duany fondo a Miami lo studio Arquitectonica, assieme a sua moglie Elizabeth Plater-Zyberk, Bernardo Fort-Brescia, Laurinda Hope Spear, and Hervin Romney. Arquitectonica divenne famosa per l'espressivo high-tech modernista, Atlantis Condominium progettato dallo studio comparve nei titoli di testa della serie televisiva Miami Vice.
Duany and Plater-Zyberk fondarono nel 1980 Duany Plater-Zyberk & Company (DPZ), con sede a Miami, Florida. DPZ divenne il leader del movimento nazionale chiamato New Urbanism, sostenendo la fine dei sobborghi e dello sprawl. Lo studio divenne famoso a livello internazionale negli anni ottanta con il progetto delle città di Seaside, Florida e Kentlands, Maryland, e per aver progettato molte città di nuova fondazione, piani urbanistici regionali, e progetti di rivitalizzazione comunitaria.
Duany è cofondatore e emerito membro del Congress for the New Urbanism, fondato nel 1993 ed è uno dei sostenitori del modello di sviluppo smart growth nonché l'ideatore del modello di pianificazione territoriale detto transect.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Andrés Duany, Elizabeth Plater-Zyberk e Jeff Speck, Suburban nation: the rise of sprawl and the decline of the American Dream, 1st pbk. ed, North Point Press, 2001, ISBN 978-0-86547-606-6.
- Andres Duany, Elizabeth Plater-Zyberk e Robert Alminana, The new civic art: elements of town planning, Rizzoli, 2003, ISBN 978-0-8478-2186-0.
- Joanna Lombard, Duany Plater-Zyberk and Company e Beth Dunlop, The architecture of Duany Plater-Zyberk and Company, Rizzoli, 2005, ISBN 978-0-8478-2600-1.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Duany Plater-Zyberk & Company, su dpz.com.
- Congress for the New Urbanism, su cnu.org. URL consultato il 27 ottobre 2019 (archiviato dall'url originale l'11 settembre 2019).
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