Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Andocide

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando l'omonimo ceramista, vedi Andocide (ceramista).

Andocide (in greco antico Ἀνδοκίδης, traslitterato in Andokìdēs; Atene, metà V secolo a.C.390 a.C. circa) è stato un oratore ateniese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in una delle più nobili famiglie ateniesi, nel demo di Cidateneo, da ragazzo frequentò i circoli oligarchici e fece parte della jeunesse dorée che aveva in Alcibiade il suo principale esponente. Nel 415 a.C., alla vigilia della spedizione ateniese in Sicilia, venne coinvolto nello scandalo delle erme; riuscì ad evitare la condanna a morte denunciando quattro presunti colpevoli, ma venne comunque costretto all'esilio a Cipro, dove si dedicò con profitto al commercio. Tentò più volte di tornare in patria: nel 411 a.C., durante il regime oligarchico dei Quattrocento; nel 407 a.C., riuscendo a pronunciare il discorso Sul suo ritorno senza però riuscire a convincere l'assemblea; e infine nel 402 a.C., quando riuscì a tornare approfittando dell'amnistia generale seguita alla fine della guerra del Peloponneso.

Tre anni più tardi, nel 399 a.C., venne accusato di aver violato i misteri eleusini, ma con l'orazione Sui misteri ottenne l'assoluzione. Durante la guerra di Corinto venne inviato come ambasciatore a Sparta con l'incarico di trattare la pace (392 a.C. - 391 a.C.); avendo però rinunciato alle colonie d'Asia, una volta tornato in patria venne accusato di corruzione e favoreggiamento. Provò a difendersi con l'orazione Sulla pace, senza ottenere nulla: venne esiliato e, a partire dal 390 a.C., non si seppe più nulla di lui; anche data e luogo di morte sono sconosciuti.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Περὶ τῆς ἑαυτοῦ καθόδου (De Reditu, Sul suo ritorno)
  • Περὶ τῶν μυστηρίων (De Mysteriis, Sui misteri)
  • Περὶ τῆς πρὸς Λακεδαιμονίους εἰρήνης (De Pace, Sulla pace con gli Spartani)
  • Κατὰ Ἀλκιβιάδου (Contra Alcibiadem, Contro Alcibiade), in genere giudicato apocrifo.

Lo stile[modifica | modifica wikitesto]

Non essendo Andocide un oratore di professione, il suo stile è scorrevole e semplice, privo di elaborati artifici retorici. È inserito nel Canone alessandrino al decimo posto fra i dieci principali oratori attici; Quintiliano ed Ermogene di Tarso gli riservarono invece giudizi negativi. L'orazione Sul ritorno è influenzata da Antifonte, mentre la Sui misteri richiama la produzione di Lisia. Un aspetto tipico della sua produzione è l'abilità nella narrazione, che si sviluppa soprattutto facendo attenzione ai piccoli particolari; le varie testimonianze sono poi poste in ordine cronologico.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 110155699 · LCCN: n88141974 · GND: 118970593 · BNF: cb123142418 (data)