Alnus incana

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Ontano
Alnus incana rugosa leaves.jpg
Alnus incana rugosa
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Fagales
Famiglia Betulaceae
Genere Alnus
Specie A. incana
Nomenclatura binomiale
Alnus incana
(L.) Moench

L'ontano bianco o ontano grigio(Alnus incana (L.) Moench) è un albero caducifoglio della famiglia delle Betulacee[1].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Graaal.jpg

È un albero di taglia piccola-media e di rapido accrescimento, che arriva a misurare 15–20 m di altezza. La corteccia si mantiene grigia sino alla fine del suo ciclo vitale, che arriva a 60-100 anni.
Le foglie sono di colore verde opaco, ovoidali; misurano circa 5–11 cm di lunghezza e 4–8 cm di larghezza.
I fiori nascono all'inizio della primavera, prima che spuntino le foglie.
I semi sono piccoli, da 1 a 2 mm di lunghezza, di colore marrone chiaro.
Le radici sono superficiali.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Areale di Alnus incana s.l.

È diffuso in gran parte dell'emisfero settentrionale, dagli Stati Uniti all'Europa e all'Asia nord-occidentale. In Italia è presente sulle Alpi e nel Nord dell'Appennino. Fino alla fine del XX secolo era presente anche lungo il tratto di pianura del fiume Panaro, nella Valle Padana a quote inferiori ai 100 m.

Nella parte settentrionale della sua area di distribuzione, è un albero comune nei boschi a livello del mare, nei campi abbandonati e in prossimità di fiumi e laghi, fino a 1200 m di quota.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

L'ampia diffusione circumboreale e le piccole differenze morfologiche che caratterizzano il genere Alnus hanno comportato notevoli difficoltà e controversie sulla classificazione tassonomica di questo taxon[2]. Recenti studi genetici propongono di raggruppare all'interno del complesso Alnus incana molte specie prima considerate separate e individuare quattro principali sottospecie[3]:

  • Alnus incana subsp. incana (L.) Moench: diffusa in Europa nord-orientale fino all'Asia nord-orientale, nel centro-sud Europa e nel Caucaso principalmente nei rilievi (Alpi, rilievi balcanici e Carpazzi).
  • Alnus incana subsp. rugosa (Du Roi) R.T.Clausen: diffusa nel nord del continente Americano (Canada e Stati Uniti).
  • Alnus incana subsp. tenuifolia (Nutt.) Breitung: diffusa nella zona nord-ovest del continente Americano, dall'Alaska fino agli Stati Uniti sud orientali.
  • Alnus incana subsp. hirsuta (Spach) Á. & D.Löve: diffusa nelle aree montuose dell'Asia centro-occidentale fino al Giappone.

La sottospecie Alnus incana subsp. kolaensis (N.I.Orlova) Á. & D.Löve, descritta nel nord-ovest della penisola scandinava[4], ha una posizione tassonomica ancora incerta[5]. Sulla base di recenti studi genetici e morfologici, che la differenziano in modo significativo sia da Alnus incana che da Alnus glutinosa, viene prosta la posizione di specie separata[6].

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Alnus incana 001.jpg

Il legno di ontano grigio è usato raramente, perché è costituito da tronchi di piccolo diametro, prevalentemente storti. Tuttavia, è spesso utilizzato per il rimboschimento delle colline di terre alluvionali e per la stabilizzazione di pendii e scarpate.

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

Alnus incana è una specie che necessita di molta luce; cresce bene anche in suoli molto poveri grazie alla sua altissima capacità fertilizzante del terreno, ottenuta in simbiosi con il batterio Frankia, in grado di elaborare grandi quantità di composti azotati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Alnus incana, su The Plant List. URL consultato il 3 ottobre 2014.
  2. ^ Uchytal, R. J. 1989. Alnus incana subsp. tenuifolia. In: Fire Effects Information System. U.S. Department of Agriculture, Forest Service, Rocky Mountain Research Station, Fire Sciences Laboratory (Producer). Consultato il 21 Luglio 2016.
  3. ^ Zhiduan C., Jianhua L.. 2004. Phylogenetics and Biogeography of Alnus (Betulaceae) Inferred from Sequences of Nuclear Ribosomal DNA ITS Region. International Journal of Plant Sciences 165(2): 325–335.
  4. ^ Tutin, T. G., Burges, N. A., Chater, Edmondson, J. R., Heywood, V. H., Moore, D. M., Valentine, D. H., Walters, S. M., Webb, D. A. (Eds.), 1964. Flora Europaea, Volume 1: Psilotaceae to Platanaceae, 2nd Edition. Cambridge University Press.
  5. ^ Shaw, K., Stritch, L., Rivers, M., Roy, S., Wilson, B., Govaerts, R., 2014. The Red List of Betulaceae. Botanic Gardens Conservation International, Richmond, United Kingdom.
  6. ^ Ilinsky V.V., Rebrikov D.V., Shipunov A.B., 2007. Heterogeneity in northern Russian alders (Alnus Mill., Betulaceae): combined approach. The materials of the White Sea Expedition of Moscow South-West High School, vol. 7. Consultato il 21 Luglio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • T.G. Tutin, V.H. Heywood et alii, Flora Europea, Cambridge University Press, 1976, ISBN 0-521-08489-X.

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