Alison Hargreaves

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Hargreaves e Jeff Lowe scalano il Kangtega, 1 maggio 1986

Alison Jane Hargreaves (Derbyshire, 17 febbraio 1962K2, 13 agosto 1995) è stata un'alpinista britannica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Tra i suoi traguardi c'è l'aver scalato da sola nel 1995 il monte Everest, senza l'ausilio di ossigeno supplementare o supporto da parte di un gruppo sherpa[1]. Ha affrontato in solitaria tutte le classiche pareti nord delle Alpi in una sola stagione, un primato per qualsiasi alpinista[2]. Questa impresa incluse l'aver scalato la difficile parete nord dell'Eiger nelle alpi bernesi, nel 1988. Hargreaves ha anche scalato l'Ama Dablam di 6812 metri in Nepal.

Nel 1995, Hargreaves era decisa a scalare senza aiuto le tre montagne più alte del mondo: il monte Everest, il K2, e il Kangchenjunga. Il 13 maggio del 1995, raggiunse la vetta dell'Everest senza l'aiuto di sherpa o bombolette d'ossigeno[3]. Rimase uccisa il 13 agosto durante la discesa dalla vetta del K2.

La scalata del K2[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un breve ritorno nel Regno Unito per visitare la sua famiglia, partì nel giugno del 1995 per unirsi ad un gruppo americano che aveva ottenuto i permessi per scalare il K2 (8612 metri), la seconda montagna più alta al mondo, situata in Pakistan. Il K2 è ritenuto più difficile e pericoloso da scalare rispetto al monte Everest. Il 13 agosto 1995, Hargreaves e ciò che restava del gruppo americano si unirono ad un gruppo della Nuova Zelanda e del Canada nel campo 4, a circa 7600 metri sopra il livello del mare, ad almeno 12 ore di distanza dalla vetta. Più tardi, quel giorno, essendosi unito ad un gruppo di alpinisti spagnolo situato più in alto rispetto al campo 4, il neozelandese Peter Hillary, figlio del pioniere del monte Everest Sir Edmund Hillary, decise di tornare indietro dopo aver notato che il clima, mite nei precedenti quattro giorni, sembrava a quel punto in procinto di cambiare[4]. Alle 18:45, in condizioni miti, Hargreaves e lo spagnolo Javier Oliviar raggiunsero la vetta, seguiti dall'americano Rob Slater, gli spagnoli Javier Escartin e Lorenzo Ortíz, e il neozelandese Bruce Grant. Morirono tutti e sei in una violenta tempesta al ritorno dalla vetta[5]. Il canadese Jeff Lakes, che aveva fatto poco prima dietro front, prima di raggiungere la vetta, riuscì a raggiungere uno dei campi più in basso, ma morì a causa degli effetti dell'esposizione.

Il giorno successivo, due alpinisti spagnoli, Pepe Garces e Lorenzo Ortas (non Lorenzo Ortíz, ucciso nella tempesta), che erano sopravvissuti alla tempesta nel campo 4, discesero la montagna soffrendo di congelamento e sfinimento. Prima di raggiungere il campo 3 trovarono un parka insanguinato, uno scarpone da montagna e una imbracatura. Riconobbero l'equipaggiamento come appartenente a Hargreaves. Dal campo 3 potevano inoltre vedere un corpo in lontananza. Non si avvicinarono al corpo, che non fu quindi identificato con certezza, ma c'erano pochi dubbi che appartenesse a Hargreaves, e conclusero che fu spazzata via dalla montagna durante la tempesta. Dopo l'incidente, il capitano Fawad Khan, l'ufficiale pakistano che era l'intermediario del gruppo con i servizi di soccorso, dichiarò di averla esortata a non procedere oltre il campo base perché sarebbe stato un suicidio, a causa del peggioramento delle condizioni atmosferiche[6][7].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Hargreaves è cresciuta a Belper, dove ha frequentato il liceo[8]. Sposata con James Ballard, era incinta del suo primo figlio, Tom, quando scalò la parete nord dell'Eiger[9].

Tom Ballard è stato il primo a scalare da solo tutte le sei classiche pareti nord delle Alpi in un solo inverno nell'anno 2014-15. È morto nel marzo 2019 insieme a Daniele Nardi nel tentativo di scalare lo sperone Mummery nel Nanga Parbat in stagione invernale[10].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) The top of the world: A timeline of climbing Everest, su BBC Timelines. URL consultato il 1º febbraio 2018.
  2. ^ Outside Online: The News: The K2 Tragedy, su outside.away.com, 23 dicembre 2009. URL consultato il 1º febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 23 dicembre 2009).
  3. ^ EverestHistory.com: Alison Hargreaves, su www.everestnews.com. URL consultato il 1º febbraio 2018.
  4. ^ Peter Hillary - Article: In the Name of the Father, su www.peterhillary.com. URL consultato il 1º febbraio 2018.
  5. ^ The Last Ascent of Alison Hargreaves, su rmvl.home.xs4all.nl. URL consultato il 1º febbraio 2018.
  6. ^ (EN) K2: the final hours, in The Independent, 20 agosto 1995. URL consultato il 1º febbraio 2018.
  7. ^ The Sunday Times. December 3, 1995 (PDF), su assets.cambridge.org.
  8. ^ (EN) OBITUARY: Alison Hargreaves, in The Independent, 21 agosto 1995. URL consultato il 1º febbraio 2018.
  9. ^ (EN) 8 Unsung Women Explorers. URL consultato il 1º febbraio 2018.
  10. ^ Nanga Parbat, Nardi e Ballard sono morti. "I corpi a 5.900 metri, non possiamo recuperarli", su Repubblica.it, 9 marzo 2019. URL consultato il 9 marzo 2019.

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