Alessandra Nibbi

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Alessandra Nibbi (Porto San Giorgio, 30 giugno 1923[1]Oxford, 15 gennaio 2007[1]) è stata un'archeologa, egittologa e insegnante italiana naturalizzata australiana, che ha contribuito alla riscrittura della geografia dell'Antico Egitto.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Alessandra Nibbi nacque dal padre Gino, scrittore e storico dell'arte, e dalla madre Elvira Petrelli[1]. A causa dell'avvento del Fascismo, nel 1928 la famiglia abbandonò l'Italia per stabilirsi a Melbourne, Australia[1]. Qui la sua formazione fu completamente in lingua inglese, che divenne pertanto la sua lingua madre. In Australia, nel 1946, Alessandra Nibbi si laureò presso l'Università di Melbourne e si diplomò presso il locale conservatorio in canto come soprano. Iniziò quindi l'attività lavorativa come insegnante di Lingua e Letteratura inglese[1].

Terminata la seconda guerra mondiale, nel 1947, la famiglia Nibbi fece ritorno in Italia, dove Alessandra si sposò. Dal matrimonio nacque nel 1953 il figlio Daniele. Successivamente la famiglia Nibbi trascorse ancora alcuni anni in Australia, paese che lasciò definitivamente nel 1963[1].

Durante il viaggio di ritorno, mentre la nave percorreva il canale di Suez, Alessandra partecipò ad una visita guidata alle piramidi: questo evento ne cambiò la vita[1]. Appena rientrata in Italia, si iscrisse dapprima all'Università di Perugia, dove seguì anche le lezioni dell'etruscologo Massimo Pallottino, e poi all'Università di Firenze, dove nel 1965 conseguì la laurea in Lettere[1].

Per il fatto che avesse anche la cittadinanza australiana, fu obbligata a lasciare l'Italia; si trasferì quindi con il figlio in Inghilterra, dove per un po' di tempo continuò a insegnare Inglese[1]. Infine, decise di trasferirsi a Oxford, dove visse per il resto della sua vita[1].

Attività scientifica[modifica | modifica wikitesto]

L'attività di Alessandra Nibbi fu principalmente rivolta ad un riesame delle fonti archeologiche e storiche, soprattutto per mettere ordine alle convinzioni erronee, principalmente in ambito geografico, che si erano affermate nel corso dei primi sviluppi dell'Egittologia, quando le conoscenze linguistiche non erano ancora adeguate.

Ad esempio, nella sua pubblicazione The Sea-Peoples: A Re-examination of the Egyptian Sources (1972), dimostra che con il concetto "grande verde" i testi egizi non intendevano indicare il mare, bensì il Delta del Nilo, facendo riferimento alla vegetazione lussureggiante[1]. Inoltre, dimostra che non vi erano sufficienti elementi a supporto della tesi che identifica i popoli elencati nella Grande iscrizione di Karnak con i cosiddetti Popoli del Mare.

Tutte le opere di Alessandra Nibbi furono pubblicate a proprie spese, in quanto non apparteneva ad alcuna organizzazione accademica (musei o università); era fiera di essere indipendente[1].

Le reazioni al libro del 1972 furono notevoli, trovando soprattutto una forte opposizione nel mondo accademico[1]. Dopo il XXIX Congresso degli Orientalisti (Parigi, 1973), il professor Claude Vandersleyen iniziò a collaborare con Alessandra Nibbi, cercando di supportare sotto il profilo linguistico le tesi della Nibbi[1].

A seguito del rifiuto delle principali riviste scientifiche del settore di pubblicare i suoi articoli, nel 1985 la Nibbi fondò la propria rivista Discussions in Egyptology, che le permise la libertà di espressione. Grazie alla qualità delle pubblicazioni e ai numerosi collaboratori che fu in grado di coinvolgere, questa rivista è oggi riconosciuta tra le principali dell'Egittologia e ampiamente apprezzata[1].

Alessandra Nibbi effettuò anche esplorazioni sul territorio e campagne di scavo in Egitto (a Marsa Matruh), al fine di riscontrare le sue tesi[1].

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • The Sea-Peoples: A Re-examination of the Egyptian Sources, 1972, ISBN 978-0-8155-5041-9.
  • Wenamun and Alashiya reconsidered, in: Discussions in Egyptology, 1º dicembre 1985, 238 pagg., ISBN 978-0-9510704-1-3.
  • Lapwings and Libyans in ancient Egypt, in: Discussions in Egyptology, 1º dicembre 1986, 137 pagg., ISBN 978-0-9510704-2-0.
  • Ancient Egyptian Pot Bellows and the Oxhide Ingot Shape, in: Discussions in Egyptology, 1º dicembre 1987, 80 pagg., ISBN 978-0-9510704-3-7.
  • Canaan and Canaanite in Ancient Egypt, in: Discussions in Egyptology, 1º dicembre 1989, 128 pagg., ISBN 978-0-9510704-4-4.
  • Some geographical notes on Ancient Egypt: A selection of published papers, 1975-1997, in: Discussions in Egyptology, numero speciale, 1º dicembre 1997, 423, pagg., ISBN 978-0-9510704-7-5.
  • Ancient Egyptian Anchors and the Sea, in: Discussions in Egyptology, 1º dicembre 2002, 120 pagg., ISBN 978-0-9510704-8-2.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Claude Vandersleyen, Alessandra Nibbi - Obituary sul sito del Griffith Institute - Università di Oxford.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN71502369 · ISNI (EN0000 0000 6308 0539 · SBN SBLV120037 · LCCN (ENn81099262 · BNF (FRcb12531179q (data) · J9U (ENHE987007279288305171 · WorldCat Identities (ENlccn-n81099262