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Alcmeone

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Alcmeone
Alcmeone uccide sua madre Erifile
SagaCiclo Tebano
Nome orig.Ἀλκμαίων
Caratteristiche immaginarie
Specieumana
Sessomaschio
Luogo di nascitaArgo
Professioneprincipe di Argo, Epigone e veggente

Alcmeone (in greco antico Ἀλκμαίων?, Alkmàiōn) è un personaggio della mitologia greca. Fu un principe di Argo, Epigone ed un veggente.

Figlio di Anfiarao[1][2][3] e di Erifile,[2][1] sposò Alfesibea[1][4] (conosciuta anche come Arsinoe)[5] che lo rese padre di Clizio.[1]

In seguito sposò Calliroe[4][5] che lo rese padre di Acarnano[4][5] e Anfotero.[4][5]

Euripide racconta che tra le sue donne ci fu anche Manto[6] che lo rese padre di Anfiloco[6] e Tisifone.[6]

Dieci anni dopo l'insuccesso dei sette contro Tebe, Alcmeone guidò la spedizione degli Epigoni contro Tebe per vendicare la morte del padre Anfiarao. Dopo la vittoria, apprese che sua madre Erifile era stata corrotta anche in questa occasione e decise di ucciderla.

Dopo l'omicidio fu perseguitato dalle Erinni e dovette affrontare una serie di prove e peregrinazioni per purificarsi. Giunto a Psofi fu purificato da Fegeo, dove ne sposò la figlia Arsinoe e donna a cui donò la collana di Armonia ed il peplo. Ma, a causa dell'omicidio di sua madre Erifile, la terra divenne sterile ed Inoltre, sua moglie Arsinoe cominciò a covare rancore contro di lui nonostante lui le avesse donato la collana e il peplo di Armonia.

A seguito del un consiglio di un oracolo, il dio Apollo gli ordinò di recarsi da Acheloo e di sottoporsi a un nuovo processo di purificazione, così una volta nuovamente purificato ebbe in sposa Calliroe, la figlia di quest'ultimo.

Mentre tutto ciò avveniva, sua figlia Tisifone fu venduta come schiava dalla moglie di Creonte e fu riscattata da suo padre Alcmeone, che non sapeva che fosse sua figlia.

Successivamente, Alcmeone tornò a Psofi per recuperare la collana e il peplo, ma fu ucciso dai figli di Fegeo (Pronoo ed Agenore) che inoltre accusarono falsamente Alfesibea dello stesso omicidio prima di rinchiuderla in una cassa e venderla come schiava ad Agapenore.

Infine, i figli di Alcmeone, Anfotero e Acarnano, vendicarono la morte del padre uccidendo Fegeo ed i suoi figli.[7]

  1. 1 2 3 4 (EN) Pausania, 'Periegesi della Grecia', libro 6.17.6, su theoi.com. URL consultato il 18 settembre 2025.
  2. 1 2 (EN) Diodoro Siculo, 'Biblioteca Historica', libro 4.65.6, su theoi.com. URL consultato il 18 settembre 2025.
  3. (EN) Apollodoro, 'Biblioteca', libro 3.7.2, su theoi.com. URL consultato il 18 settembre 2025.
  4. 1 2 3 4 (EN) Pausania, 'Periegesi della Grecia', libro 8.24.8 e 8.24.9, su theoi.com. URL consultato il 18 settembre 2025.
  5. 1 2 3 4 (EN) Apollodoro, 'Biblioteca', libro 3.7.5, su theoi.com. URL consultato il 18 settembre 2025.
  6. 1 2 3 (EN) Apollodoro, 'Biblioteca', libro 3.7.7, su theoi.com. URL consultato il 18 settembre 2025.
  7. (EN) Apollodoro, 'Biblioteca', libro 3.7.2 e seguenti, su theoi.com. URL consultato il 18 settembre 2025.
  • Fernando Palazzi, Giuseppe Ghedini, Piccolo dizionario di mitologia e antichità classiche, 15ª ed., Milano, Arnoldo Mondadori, luglio 1940 [agosto 1924].

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