Album-oriented rock

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AOR
Origini stilistiche Heavy metal
Hard rock
Southern rock
Blues rock
Prog rock
Origini culturali Il genere non riflette un vero e proprio stile musicale, ma un format radiofonico in cui venivano trasmessi determinati stili di rock dotati di un potenziale commerciale.
Strumenti tipici Voce
Chitarra
Basso
Batteria
Tastiere
Popolarità
Generi correlati
Heavy metal - Hard rock - Southern rock - Blues rock - Prog rock
Categorie correlate

Gruppi musicali AOR · Musicisti AOR · Album AOR · EP AOR · Singoli AOR · Album video AOR

L'AOR (acronimo di album oriented radio,[1] album-oriented rock,[2] adult oriented rock,[3] o semplicemente album rock) è, nella terminologia giornalistica specializzata anglosassone, un formato radiofonico nato negli anni sessanta negli Stati Uniti.[4]

L'espressione non si riferisce a un vero e proprio genere o stile musicale, ma a un format di programmi radiofonici e a una categoria di stazioni radio dedicate alla trasmissione di brani musicali, tipicamente rock, di lunghezza superiore rispetto a quelli contenuti nei normali e commercialmente più diffusi 45 giri; brani quindi di norma più lunghi, presenti negli album a 33 giri. Il fenomeno divenne importante alla fine degli sessanta e nel decennio successivo negli Stati Uniti con l'affermarsi delle stazioni radio che operavano in FM rispetto alle radio in AM classicamente dedicate ai successi commerciali "da classifica" e con l'affermarsi nel mercato del formato degli album discografici di grande formato rispetto a quello dei singoli.[5][4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime radio definibili come album oriented radio ("radio indirizzate agli album") sorsero nelle maggiori città degli Stati Uniti nel 1971 e avevano prevalentemente un repertorio incentrato sui lavori di artisti come Bob Dylan e i Beatles che tra i primi, nella seconda metà degli anni sessanta, avevano volutamente iniziato a realizzare album discografici intesi come opere compiute e non solo come mere raccolte di canzoni singole o di successi. Le nuove radio, tra cui quelle del colosso delle comunicazioni ABC, iniziarono anche a mettere in scaletta la musica dei gruppi britannici più in voga (quelli della cosiddetta British invasion), del folk rock dei Byrds e dei CSN&Y, del rock psichedelico e poi del progressive rock, del primo hard rock inglese e del southern rock americano. Tra le figure più importanti viene ricordato Lee Abrams che, diciottenne, fu assunto dalla radio WRIF di Detroit nel 1971 per sviluppare la programmazione e il format AOR. Nei primi anni le radio AOR ebbero un ruolo importante per l'affermazione nel mercato mainstream di quei generi che fino a prima erano confinati nei circuiti underground. Negli anni seguenti il formato AOR mantenne la sua popolarità riuscendo a fronteggiare l'ingresso nel mercato discografico e radiofonico della disco music e del punk nella seconda metà degli anni settanta, con nuovi format e stazioni radio dedicate. Le radio AOR iniziarono a trasmettere anche il genere di soft rock che andava in voga all'epoca, con artisti come James Taylor, Carly Simon, Carole King e altri. Dalla fine del decennio la musica trasmessa dalle radio AOR iniziò a essere definita classic rock in antitesi a quella alternative con cui si identificavano i nuovi stili rock che iniziavano a imporsi (punk rock, new wave, ecc.).[2][4][6]

In senso più ampio, con l'affermarsi delle album oriented radio e la trasformazione del rock da genere giovanile di nicchia a fenomeno mainstreem, l'acronimo AOR iniziò ad essere usato anche per l'espressione album oriented rock (abbreviato a volte in album rock), cioè per identificare gli artisti inizialmente trasmessi dalle stesse radio, ma poi anche ai gruppi rock statunitensi come Toto, Journey, Rush, Boston e altri, eredi dell'hard rock e del progressive dei primi anni settanta, e i gruppi e musicisti glam.[4][6] Ma con il passare degli anni l'acronimo è stato utilizzato anche per l'espressione adult oriented rock, formato musicale e mediatico, sostanzialmente sinonimo di classic rock, indirizzato principalmente al pubblico ormai adulto che in gioventù era cresciuto ascoltando gli artisti trasmessi dalle radio AOR.[3][5]

Nel libro The Year in rock, 1981-82, il critico musicale J.D. Considine definì l'AOR come "hard pop": hard perché stilisticamente richiama le sonorità dell'hard rock e dell'heavy metal, pop, perché la sua struttura formale è indirizzata verso la melodia delle canzoni leggere su una ritmica tipicamente hard rock.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ortoleva, Scaramucci, p. 37
  2. ^ a b Hoffmann
  3. ^ a b Godfrey, Leigh, p. 75
  4. ^ a b c d e Shepherd, Horn, pp. 17-18
  5. ^ a b Marsh, p. 73
  6. ^ a b Sterling, p. 48

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dave Marsh, Bruce Springsteen. Nato per correre, Milano, Gammalibri, 1983, SBN IT\ICCU\LO1\0043067.
  • Peppino Ortoleva, Barbara Scaramucci (a cura di), Enciclopedia della radio, Garzanti, 2003, ISBN 978-88-115-0497-9.
  • (EN) John Shepherd, David Horn (a cura di), Continuum Encyclopedia of Popular Music of the World, vol. 8, A&C Black, 2012, ISBN 978-1-4411-6078-2.
  • (EN) Christopher H. Sterling (a cura di), Encyclopedia of Radio, New York, Fitzroy Dearborn, 2004, ISBN 1-57958-249-4.
  • (EN) Donald G. Godfrey, Frederic A. Leigh (a cura di), Historical Dictionary of American Radio, Westport, Greenwood Press, 1998, ISBN 0-313-29636-7.
  • (EN) Frank Hoffmann, Album oriented rock (radio) / AOR, in Survey of American Popular Music, Sam Huston State University. URL consultato il 30 dicembre 2016.
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