Agricoltura conservativa

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Con il termine di agricoltura conservativa sono raggruppate diverse tecniche agricole tendenti a conservare per il futuro la fertilità del suolo coltivato.

Nella coltivazione dei cereali, possono considerarsi conservative quelle lavorazioni del terreno che conservano in superficie tutti i residui colturali della coltura precedente, con funzione di copertura, per contrastare l'erosione e per conservare l'umidità e la sostanza organica del suolo.

Queste tecniche si sono sviluppate dapprima negli Stati Uniti d'America, sia per ragioni ecologiche ma, anche per frenare la rapida perdita di fertilità delle vaste praterie, che negli anni 60 stava mettendo a repentaglio il primato di esportatore mondiale di cereali. La vera espansione a livello mondiale dell'agricoltura conservativa è avvenuta a cavallo del millennio in America meridionale con economia essenzialmente agricola ed è stata causata dai bassi prezzi dei cereali per un lungo periodo, associato alla mancanza di sovvenzioni a favore degli agricoltori, spingendoli alla ricerca di nuove tecnologie, più produttive ma meno costose e nel contempo in grado di preservare il suolo fertile negli anni, loro unica fonte di reddito.

Princìpi[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la FAO, sono tre i princìpi chiave che gli agricoltori possono adottare per approcciarsi all'agricoltura conservativa.

"No-tillage"[modifica | modifica wikitesto]

Il primo principio chiave è ridurre al minimo l'azione meccanica sul suolo (c.d. "no-tillage" o sod seeding), precauzione necessaria a mantenere I livelli di minerali al suo interno, fermare l'erosione e prevenire la dispersione di acqua. In passato, il dissodamento del suolo era visto come il principale modo di introdurre nuove colture in una determinate area, credendo che l'aratura avrebbe aumentato la fertilità dei terreni attraverso la mineralizzazione. Oggi, l'aratura è vista come una azione che distrugge la material organica all'interno dei terreni. L'agricoltura "no-till", quindi senza azione di aratura, è ormai un metodo consolidato per conservare i livelli organici del terreno e mantenerlo produttivo più a lungo. Tra i vantaggi del "no-tillage" ci sono la riduzione dei costi di produzione, grazie alla dismissione dei trattori o degli animali usati per l'aratura, ed una riduzione dei tempi di lavoro.

Protezione dello strato superficiale[modifica | modifica wikitesto]

Il secondo principio dell'agricoltura conservativa è una gestione dello strato superficiale mirata a creare uno strato organico permanente che favorisca la biologia interna alla struttura del suolo. Questo favorirà una dipersione del pacciame residuo sulla superficie del terreno, producendo un alto livello di material organica che fungerà da fertilizzante. Sul lungo termine, le pratiche di agricoltura conservativa consentono la formazione di un nuovo strato di compost che protegge efficacemente il suolo dall'erosione, come evidenziato in un recente studio della Royal Society[1]. Lo strato di compost funge da 'filtro' verso il terreno, riducendo l'azione del vento e dell'acqua e aiutando a mantenere costante la temperatura e i livelli di umidità.

Rotazione delle colture[modifica | modifica wikitesto]

Il terzo principio è la rotazione delle colture fra più di due specie, che può essere utilizzata come metodo di controllo della buona salute del terreno. Questo procedimento infatti non consente ai parassiti e alle erbaccie di finire in rotazione assieme ad una coltura specifica, o di stabilire un 'pattern'. La rotazione delle colture agisce da insetticida e diserbante naturale. La rotazione può anche aiutare a costruire una solida infrastruttura del suolo, con l'estensione di zone di radicamento che consentono una migliore infiltrazione dell'acqua.

Incentivi all'agricoltura conservativa[modifica | modifica wikitesto]

La Commissione europea, in risposta ad un'interrogazione parlamentare presentata nel 2015 da Nicola Caputo, ha dichiarato che, per quanto riguarda l'agricoltura conservativa, il regolamento sul sostegno allo sviluppo rurale[2] prevede una serie di misure di incentivo tra cui misure agro-climatico-ambientali, l'agricoltura biologica e gli investimenti in macchinari e in nuovi sistemi di irrigazione. Gli Stati membri e le regioni possono inserire tali misure nei loro programmi di sviluppo rurale in funzione di esigenze e priorità specifiche. La ricerca e l'innovazione, anche nel settore dei principi fondamentali dell'agricoltura conservativa, sono inoltre finanziate nel quadro di «Horizon 2020»[3] e del Partenariato europeo per l'innovazione in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura[4].

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  1. ^ (EN) Peter R. Hobbs, Ken Sayre e Raj Gupta, The role of conservation agriculture in sustainable agriculture, in Philosophical Transactions of the Royal Society B: Biological Sciences, vol. 363, nº 1491, 12 febbraio 2008, pp. 543–555, DOI:10.1098/rstb.2007.2169. URL consultato il 02 marzo 2017.
  2. ^ (EN) Anonymous, Rural development 2014-2020 - Agricoltura e sviluppo rurale - European Commission, su Agricoltura e sviluppo rurale - European Commission, 18 novembre 2016. URL consultato il 02 marzo 2017.
  3. ^ (EN) Anonymous, H2020 work programmes - Agricoltura e sviluppo rurale - European Commission, su Agricoltura e sviluppo rurale - European Commission, 30 marzo 2016. URL consultato il 02 marzo 2017.
  4. ^ (EN) Anonymous, European Innovation Partnership "Agricultural productivity and Sustainability" EIP-AGRI - Agricoltura e sviluppo rurale - European Commission, su Agricoltura e sviluppo rurale - European Commission, 25 settembre 2014. URL consultato il 02 marzo 2017.