Adsorbimento su idrossido di ferro

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L'adsorbimento su idrossido di ferro è una tecnica di depurazione delle acque contaminate e consiste nel far attraversare al liquido in ingresso una massa di idrossido di ferro granulato.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

L'idrossido di ferro Fe(OH)3 granulato viene prodotto da materie prime sintetiche di estrema purezza e viene impiegato negli impianti di adsorbimento con letto fisso soprattutto per eliminare arsenico e fosfati.

Il materiale filtrante mantiene anche per lunghi periodi di esercizio una buona porosità e una buona capacità a trattenere l'arsenico. Il produttore di impianti indica solitamente la possibile capacità di adsorbimento e le dimensioni dell'impianto adsorbente a seconda dell'impiego previsto oppure attraverso esperimenti con acqua grezza.

Il sistema non necessita di rigenerazione, ma solo di periodici controlavaggi. A differenza di altri prodotti adsorbenti, con l'idrossido granulare, dopo il controlavaggio, il volume del letto resta praticamente costante, rimanendo inalterata la superficie adsorbente a disposizione. Inoltre esso è in forma secca, e quindi facilmente trasportabile e immagazzinabile.

Applicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il campo di maggior impiego è nell'eliminazione di arsenico (As (III), As (V)) e di fosfato dalle acque reflue.

L'arsenico è un elemento tossico presente in natura. Lo si trova principalmente in acque sotterranee e meno frequentemente in acque superficiali. In particolare si riscontra in aree ad elevata attività geotermica, presente o passata, e in terreni montagnosi. In minor parte, la sua presenza può essere imputata ad inquinamento da precedenti attività minerarie o processi chimici, come ad esempio le industrie metalliche e della lavorazione del vetro.

L'arsenico in acqua di falda è presente in forma inorganica, e risulta dalla dissoluzione di arsenolite (As2O3), anidride arsenica (As2O5), realgar (AsS).

Difficilmente un'azienda o una centrale è in grado di rilevare l'inquinamento da arsenico prodotto, soprattutto a causa delle difficoltà nell'avere analisi di laboratorio specifiche. Di conseguenza è spesso l'acquedotto che deve accollarsi l'onere dell'abbattimento dell'arsenico disciolto nelle acque (limite attuale di legge 10 µg/L per acque potabili ai sensi D.Lgs.31/2001).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]