Acquisizione del linguaggio

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Con l'espressione acquisizione del linguaggio in psicolinguistica e psicologia dello sviluppo si intende il processo di apprendimento e crescita che porta il bambino a comprendere e riprodurre intenzionalmente la lingua di appartenenza e ad interagire verbalmente con gli altri individui. Il linguaggio è uno strumento comunicativo molto complesso, le due principali caratteristiche sono l’arbitrarietà e la sua creatività. Arbitrarietà perché la relazione tra suoni e significati è completamente arbitraria ed è per questo motivo che il linguaggio è strettamente collegato al contesto sociale e culturale nel quale la persona è nata e parla. Inoltre il linguaggio è creativo perché esistono infinite combinazioni e infiniti messaggi. Lo sviluppo del linguaggio è strettamente collegato allo sviluppo senso motorio e a quello cognitivo, possiamo suddividere lo sviluppo linguistico in quattro parti: sviluppo fonologico, lessicale semantico, morfologico e sintattico e pragmatico.

Evoluzione del linguaggio[modifica | modifica wikitesto]

Fin da prima di nascere il bambino è in grado di distinguere diversi suoni, di differenziarli e di memorizzarli; riconosce ad esempio la voce della madre. A livello di produzione pre-linguistica, a 13 giorni muove mani e bocca mentre a 21 è già in grado di modulare il pianto a seconda delle necessità. Nel processo si susseguono diversi stadi:

  • Stadio pre-intenzionale: fin dai primissimi giorni il neonato esprime dei suoni senza intento comunicativo; i primi fonemi a comparire sono labiali, bilabiali (sviluppati grazie al contatto con il capezzolo) e le vocali cardinali. A 7 mesi si passa alla lallazione, in cui si esprimono sequenze di vocali e consonanti ben precise con intonazione. La lallazione compare nei bambini tra i sei e i dieci mesi di vita è un momento molto importante perché l’adulto può interagire in senso verbale con il proprio bambino, quindi quando il bambino incomincia a ripetere le prime sillabe, l’atteggiamento giusto da avere sarebbe quello di rispondere al proprio bambino ripetendo a noi stessi quello che lui dice, questo fa sì che il bambino possa studiare il nostro volto, possa guardare i movimenti che noi facciamo con la bocca e possa recepire le informazioni fondamentali per lo sviluppo sia articolatorio sia comunicativo delle prime parole. La lallazione è molto importante perché è riconosciuto che più è ricca è più prolungata la fase della lallazione migliore sarà lo sviluppo delle prime parole.
  • Stadio intenzionale: a partire dagli otto mesi il bambino esprime suoni con intento comunicativo. Il bambino attua un comportamento di referenza condivisa, cerca lo sguardo dell'adulto mentre parla o mentre indica qualcosa, utilizza dei gesti referenziali e, se il messaggio non viene recepito, tende a ripeterlo con più determinazione. Segue un periodo detto di "audimutismo fisiologico" (tra gli 8 e i 10 mesi) in cui il bambino interrompe la produzione verbale. È la fase più legata alla comprensione di ciò che si ascolta. Tra gli 8 e i 13 mesi la comprensione è più legata al contesto, si effettuano categorizzazioni e generalizzazioni basate sull'etichettamento lessicale.
  • Stadio linguistico: a 12 mesi il bambino comincia a produrre le proto-parole che rappresentano il livello più alto dell’acquisizione del linguaggio nel periodo pre-linguistico. Dalle proto-parole inizia la vera produzione linguistica quindi a partire da 12 mesi il bambino comincia ad utilizzare le parole. È in grado di riprodurre con precisione i fonemi. Comincia ad esprimersi con parole bisillabiche, parlando anche di situazioni non-contestuali. È fondamentale sottolineare che lo sviluppo linguistico è strettamente collegato con lo sviluppo psicomotorio, a 12 mesi il bambino inizia a produrre a livello motorio dei gesti comunicativi estremamente importanti che rappresentano dei precursori del linguaggio stesso. Ad esempio il bambino impara ad indicare la propria pappa, oppure indica la palla e questi sono degli atti comunicativi veri e propri attraverso i gesti. I gesti referenziali servono a rappresentare un oggetto attraverso un simbolo gestuale. A 12 mesi il bambino comincia ad esprimersi con olofrasi (composte da una sola parola), a 18 utilizza frasi telegrafiche. Il lessico è l’insieme dei vocaboli di una lingua e si arricchisce sempre di più durante lo sviluppo linguistico. Da un lessico povero, ovvero costituito da poche parole come “ mamma” o “papà”. Tra i 12 e i 16 mesi si registra un credibile aumento del bagaglio lessicale, con quella che viene definita esplosione del vocabolario. Non tutti i bambini però passano attraverso questa improvvisa esplosione del vocabolario, ci sono bambini il cui lessico si arricchisce gradualmente nel tempo. Oltre all’aspetto legato all’insieme dei vocaboli conosciuti di una lingua, ovvero il lessico è molto importante anche la semantica che riguarda i significati delle parole che anche in questo caso hanno un percorso graduale di comprensione. Il bambino impara il significato delle parole grazie al contesto nel quale queste parole vengono dette. Tra i 16 e i 24 mesi comincia a distinguere tra nomi e verbi, arriva allo stadio delle 50 parole (le femmine sono più precoci) che gli consente di formare le prime frasi vere e proprie. L’adulto comprende la frase del bambino, grazie al contesto, ai gesti del bambino, al tono e al volume della voce e quindi ha tutti quegli elementi non verbali e paraverbali che fanno da corollario alla singola parole. Generalmente le olofrasi sono costituite da parole che hanno un significato concreto per il bambino, come la parola ‘’mamma’’ ‘’papà’’. A 2 anni impiega frasi più lunghe ma non utilizza bene i connettivi e la sua comunicazione è caratterizzata da ipercorrettismi. L’apprendimento dei verbi è decisamente più lento e generalmente i verbi più usati in questa fase sono legati ad azioni vere e proprie. Oltre all’aspetto sintattico legato alla produzioni di frasi, nei 2 anni si assiste anche allo sviluppo morfologico che consente al bambino di coniugare aggettivi verbi e parole nel modo corretto all’interno di una frase. Intorno ai 2 anni lo sviluppo sintattico e morfologico migliora, e il bambino inizia a produrre le frasi telegrafiche, ossia frasi non più costituite da una sola parola ma da più parole che compongono una frase tranne i cosiddetti connettivi, ossia tutte quelle parole che legano i vari componenti della frase, come gli articoli, le congiunzioni e alcune forme verbali più complicate. Lo sviluppo sintattico si affina sempre di più con il passare dei mesi e intorno ai 3 anni. A 3 anni vengono coniugati correttamente i verbi e fanno la loro comparsa i connettivi. I bambini hanno appreso l'ordine sintattico nella frase e già a quest'età cominciano ad utilizzare il passivo. La capacità articolatoria si evolve fino a 6 anni. Per quanto riguarda lo sviluppo pragmatico e testuale discorsivo, il bambino a 3 anni può cominciare a conversare, a 4 ha una conoscenza base della lingua e a 5 fa pochi errori. A 6 anni è in grado di narrare e conversare mentre a 10 comprende i significati indiretti di un discorso e lo humour.

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