Ipercorrettismo

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In linguistica, con ipercorrezione s'intende un fenomeno di errata correzione di una forma linguistica (pronuncia, ortografia, reggenze, ecc.) in sé corretta, per l'errata convinzione che si tratti di un errore.[1] [2] L'ipercorrezione avviene con "l'intenzione di avvicinarsi ai registri alti e di imitare lo standard"[3].[4] Il fenomeno che prevede la "correzione" di una forma corretta in una scorretta è denominato come ipercorrettismo.

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

Ad esempio, una persona molto legata all'uso regionale o dialettale di Roma, dirà spesso vojo al posto di voglio. Correggendo in seguito la sua pronuncia e affermando l'uso di voglio, il parlante potrebbe generalizzare la sua correzione e a commettere un errore dicendo magliale al posto di maiale (su questo possibile errore si è soffermato ironicamente un sonetto di Gioachino Belli).[5]

Il meccanismo della falsa analogia[modifica | modifica wikitesto]

In genere una forma esatta viene corretta erroneamente basandosi su analogie inesistenti con forme sbagliate.[6] È attestabile ad esempio in latino la forma celum, usata erroneamente al posto del più corretto caelum per dire cielo. L'ortografia ae è infatti rarissima in italiano. È comunque possibile cadere nell'errore contrario, sovrautilizzando questa ortografia durante l'uso del latino imperfettamente appreso, magari scrivendo et cætera invece di usare la forma corretta et cetera per dire eccetera.

Un fenomeno simile può riguardare la parola inglese article, trascritta in maniera errata (magari arcticle). L'errore si basa sul fatto che il gruppo consonantico -ct- si trova in diverse parole inglesi il cui corrispondente italiano sarebbe normalmente -tt- (ad esempio, l'italiano atto, il cui corrispondente inglese è normalmente act).

L'ipercorrettismo e i dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Il più delle volte, l'ipercorrettismo consiste nella correzione di pronuncia e ortografia di una parola in sé corretta, ma considerata per errore come dialettale (ventesi al posto di vendesi, seconto per secondo o messagio per messaggio in Italia meridionale, il raddoppiamento di consonanti nell'Italia settentrionale). Sono infatti abbastanza frequenti ipercorrettismi tra parlanti dell'italiano regionale, animati dal desiderio di avvicinarsi alla pronuncia della lingua standard.[7]

Un esempio classico è quello della differenza tra la pronuncia aperta o chiusa della vocale e, problema che può infatti creare spesso errori del genere.

L'ipercorrettismo nei bambini[modifica | modifica wikitesto]

Forme di ipercorrettismo, specialmente nella coniugazione dei verbi, si riscontrano spesso nei bambini in età prescolare, in quanto essi imparano la regola prima di imparare le sue eccezioni. Ad esempio i bambini coniugano regolarmente in "-ito" o "-ato" i participi passati irregolari, per cui sono comuni le forme "aprito" in luogo di "aperto", "scoprito" in luogo di "scoperto", o "leggiato" in luogo di "letto". Lo studio degli ipercorrettismi nei bambini fornisce inoltre prova del fatto che l'apprendimento del linguaggio non avvenga solo per imitazione dell'adulto, ma anche attraverso l'applicazione di specifici principi logici[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luca Serianni, Grammatica italiana, UTET libreria, glossario dei termini linguistici.
  2. ^ Dictionnaire de linguistique Larousse.
  3. ^ Rita Fresu, Ipercorrettismo, Enciclopedia dell'Italiano (2010)
  4. ^ Treccani online, Ipercorrettismo [1]
  5. ^ ipercorrezione, in treccani
  6. ^ coral Archiviato il 25 settembre 2011 in Internet Archive.
  7. ^ Luca Serianni, Grammatica italiana, UTET libreria, glossario dei termini linguistici.
  8. ^ L’interessante fenomeno degli ipercorrettismi nella acquisizione del linguaggio verbale, su vinc-riflettiamoinsieme.blogspot.com. URL consultato il 1º febbraio 2020.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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