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Abd al-Aziz ibn Musa

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ʿAbd al-ʿAzīz ibn Mūsā b. Nuṣayr, in arabo: عبد العزيز بن موسى‎ (... – Toledo, 716), fu Wālī omayyade di al-Andalus dal 714 al 716.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del precedente wālī omayyade di al-Andalus e anche d'Ifrīqiya, Mūsā b. Nuṣayr.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 712, attraversò lo stretto di Gibilterra, col padre Mūsā, per prendere parte alla conquista musulmana della Penisola iberica.

Tra il 712 ed il 713, col fratello ʿAbd Allāh, prima represse una rivolta a Siviglia, poi conquistò Malaga, Granada e Orihuela, dove, il 5 aprile del 713, firmò un trattato (il primo di una serie di trattati in tutta la penisola) col conte Teodomiro, che era il governatore visigoto di sette città nella zona di Alicante.

Quando, nel 714, il califfo al-Walīd I ordinò al padre di rientrare a Damasco, con il rendiconto delle conquiste, ʿAbd al-ʿAzīz fu nominato, dal padre stesso (quasi fosse un dominio personale), wālī di al-Andalus e comandante in capo dell'esercito conquistatore.

Continuò la guerra di conquista delle terre cristiane, conquistando Tarragona ed arrivando sino in Settimania, a Narbona, per combattere l'ultimo re dei Visigoti, Ardo.

Nel frattempo aveva sposato la vedova del re dei visigoti Roderico, Egilona (conosciuta anche come Ailo), che, secondo una leggenda, avrebbe avuto una certa influenza su di lui e avendolo convinto a convertirsi al Cristianesimo, l'avrebbe poi spinto a proclamarsi re della penisola iberica.

Nel 716, ʿAbd al-ʿAzīz fu assassinato in una rivolta ispirata da Ayyūb b. Ḥabīb al-Lakhmī (che sarà il prossimo wālī di al-Andalus) ed approvata dal califfo, Sulaymān ibn ʿAbd al-Malik (che aveva ordinato che la sua testa fosse inviata a Damasco), mentre pregava in una moschea.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rafael Altamira, "La Spagna sotto i Visigoti", in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 743–779
  • C. H. Becker, "L'espansione dei saraceni in Africa e in Europa", in Storia del mondo medievale, vol. II, 1999, pp. 70–96

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]