Ángeles Santos Torroella

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Ángeles Santos Torroella (Portbou, 7 novembre 1911Madrid, 3 ottobre 2013) è stata una pittrice spagnola.

Firma di Ángeles Santos Torroella

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce nel 1911 a Portbou, una cittadina catalana vicino al confine francese, dove il padre Julián Santos lavora come doganiere. Il lavoro del padre costringe la famiglia Santos, in cui Ángeles è la primogenita di otto figli, a spostarsi spesso tra Spagna e Francia fino al 1927, quando si trasferisce definitivamente a Valladolid.[1] Nel 1924 Ángeles viene mandata in collegio, dove viene subito alla luce il suo talento artistico, al punto da spingere la famiglia a pagarle lezioni private dal pittore italiano Cellino Perotti[2].

Incaricata dall'amico di famiglia Alfonso Roca de Togores, dipinge La marquesa de Alquibla (1928), lasciando impressionato il suo committente, che la spinge a partecipare ad una mostra collettiva di artiste di Valladolid per la Academia de Bellas Artes de la Purísima Concepción. Appena diciassettenne, espone tre sue opere, La tía Marieta, Niños en el jardín e Retrato de niña, ricevendo giudizi positivi dalla critica. L'anno successivo realizza una sua mostra personale, con una ventina di opere, presso l'Ateneo di Valladolid[3].

Spinta del padre, che nell'intento di proteggerla e favorire la sua creatività artistica la tiene distante dalle accademie e dall'influenza del mondo esterno, Santos si rifugia nella pittura come unica forma di evasione dalle mura domestiche: tra il 1928 e 1929 realizza più di quaranta quadri. Ispirata dai paesaggi spagnoli visti durante l'infanzia e rielaborati nella sua visione di prigionia domestica, dipinge la sua opera più famosa, Un mundo (1929)[4].

Nel 1929 espone per la prima volta al IX Salone d'Autunno che si svolge a Madrid. In questa occasione entra in contatto con altri artisti e intellettuali dell'epoca, tra cui Ramón Gómez De la Serna. Tra i due nasce da subito una profonda amicizia tenuta in vita da una corrispondenza epistolare. Tornata a Valladolid, Santos inizia a esprimere i primi segni di squilibrio interiore, che confida proprio all'amico De la Serna nelle sue lettere. Una notte di marzo del 1930 scappa di casa e viene poco dopo ritrovata dal padre, in un bosco, in stato confusionale. Passa le successive sei settimane in una clinica psichiatrica a Madrid, che sarà oggetto di un articolo pubblicato da De La Serna il 1º aprile 1930 sulla prima pagina de La Gaceta Literaria[5].

Uscita dalla clinica, cerca di riprendere le abitudini di un tempo, tra cui la produzione artistica. Nel 1930 assiste all'inaugurazione della sua esposizione personale al Salone di Autunno di Madrid, che riscuote molto successo. Visita anche Parigi, dove è riconosciuta tra le maggiori pittrici dell'epoca, insieme a Maruja Mallo. Nonostante ciò, a parte qualche nuovo disegno e il completamento di quadri già iniziati, non espone nessuna nuova opera[5].

Nel 1933 si trasferisce a Barcellona e attraversa un periodo in cui rinnega le opere precedenti, arrivando a eliminare fisicamente i ricordi che possiede di quell'epoca. In questi anni si dedica alla famiglia, e sposa il pittore Emili Grau Sala nel gennaio del 1936. A luglio dello stesso anno la coppia, con lo scoppio della guerra civile spagnola, si trasferisce a Parigi. L'anno successivo Santos torna sola dai genitori a Canfranc, dove concepisce il suo unico figlio Julián, che incontrerà il padre, rimasto a Parigi, solamente a dieci anni compiuti[6].

La famiglia si riunirà definitivamente nel 1962 a Parigi, per poi tornare in Spagna e vivere tra Madrid e Sitges, una cittadina della Catalogna, fino alla morte di Emili Grau nel 1975. Santos trascorrerà i suoi ultimi anni con il figlio a Madrid, dove morirà nel 2013 all'età di centouno anni.[6]

Stile e opere maggiori[modifica | modifica wikitesto]

Lo stile pittorico di Ángeles Santos si può dividere in tre fasi, distinte per le città in cui risiede: Valladolid, Madrid e Barcellona. Alla scuola pittorica di Valladolid, dove prende lezioni private, evolve verso una tendenza figurativa moderna che riflette lo stile surrealista espresso da alcuni esponenti della Generazione del '27. Oltre all'influenza dell'avanguardia vallisoletana, Santos trae spunto dalle opere dell'artista e critico tedesco Franz Roh, che nel 1925 con il suo libro Post-espressionismo. Realismo magico, La nuova pittura europea aveva introdotto nella critica d'arte il termine di realismo magico. I suoi dipinti Retrato de la Marquesa de Alquibla e Autorretrato (1928) avviano la pittrice allo stile surrealista, che connoterà poi il suo dipinto più celebre, Un mundo (1929).[7]

Tra aprile e settembre 1929 lavora ininterrottamente a Un mundo e Tertulia, due opere che esprimono perfettamente l'incontro tra surrealismo ed espressionismo.[6] Se Tertulia vuole raccontare la realtà di Santos, Un mundo rappresenta l'immaginario in cui la pittrice si immerge per sfuggire alla quotidianità, in cui racchiude tutto ciò che ha osservato durante i numerosi viaggi in treno attraverso la Spagna.[8]

Nell'ottobre del 1929 partecipa al IX Salone d'Autunno, che si tenne al Palacio de Exposiciones del Retiro di Madrid, con tre opere: Un mundo, Autorretrato e Niñas. Dopo il suo soggiorno a Madrid, si nota un cambiamento di stile. Il nuovo periodo è caratterizzato dal collegamento della sua pittura al movimento dell'arte espressionista, con modelli figurativi come le Pinturas Negras di Francisco de Goya e i personaggi dell'opera di José Gutiérrez Solana, portandola a utilizzare uno stile molto vicino al realismo.[9]

L'attività pittorica dell'artista subisce una pausa nei primi anni '30 a causa del suo ricovero in clinica psichiatrica, fino al 1933 quando si trasferisce a Portbou. Dopo il matrimonio con il pittore e illustratore catalano Emilio Grau Sala, avviene un nuovo cambiamento di stile, come dimostrano le opere di quel periodo presentate alla Biennale di Venezia del 1936. Durante gli anni di separazione dal marito dovuti alla guerra civile, Santos si dedica alla pittura grazie ad alcune esposizioni personali. Dopo la riconciliazione con Grau, avvenuta nei primi anni '60, influenzata dallo stile del marito, dipinge paesaggi delle città di Parigi, Barcellona e Sitges.[10]

Esposizioni[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Città Descrizione
1928 Círculo Mercantil Valladolid Exposición colectiva de artistas vallisoletanos
1929 Lyceum Club Madrid IX Salón de Otoño
1929 Università di Valladolid Valladolid Prima esposizione personale
1930 Università della California California Exposición de Arte Español
1930 Círculo de Bellas Artes Madrid X Salón de Otoño de Madrid (Sala personale)
1931 Salón de te Yacaré San Sebastián Esposizione individuale
1931 Galería Charles-August Girard Parigi Esposizione individuale
1931 Carnegie Institute Pittsburgh International Exhibition of Paintings
1931 Oslo Exposición de Arte Español
1931 San Sebastián Exposición de la Sociedad de Artistas Ibéricos
1932 Galerie Flechtheim Berlino e Copenaghen Sociedad de Artistas Ibéricos
1933 Carnegie Institute Pittsburgh Thirty-first Annual International Exhibition of Paintings
1933 Madrid XIII Salón de Otoño
1935 Galeria d'Art Syra Barcellona Esposizione individuale
1936 20a Biennale di Venezia Venezia Mostra Spagnola
1936 Galeria d'Art Syra Barcellona Esposizione individuale
1936 Parigi Exposición de Arte Español Contemporáneo
1941 Sala de los libros Saragozza Esposizione individuale
1942 Casa del Libro Barcellona Esposizione individuale
1942 Barcellona Exposición Nacional de Bellas Artes
1945 Galería Estilo Madrid Esposizione individuale
1946 Università di Madrid Madrid Esposizione individuale al Colegio Mayor de Santa Teresa de Jesús
1951 Galerías Fortunet Figueres Esposizione individuale
1955 Barcellona II Bienal Hispanoamericana de Arte
1966 Colegio Oficial de Arquitectos de Cataluña y Baleares Barcellona Collettiva
1967 Barcellona Ospite speciale al VI Salón Femenino de Arte Actual
1969 Sala Rovira Barcellona Esposizione individuale
1974 Sala Parés Barcellona Esposizione individuale
1975 Sala Nonell Barcellona Esposizione individuale
1975 Galería Dau al Set Barcellona Collettiva
1977 Museu de l'Empordà Figueres Collettiva Surrealistes empordanesos
1978 Galería El Cisne Madrid Esposizione individuale
1979 Galería Agora 3 Sitges Esposizione individuale
1981 Galería Jaló Saragozza Esposizione individuale
1982 Galería Alençon Madrid Esposizione
1983 Galería Odile Saragozza Esposizione individuale
1984 Centro Cultural Conde-Duque Madrid Mujeres en el arte español contemporáneo, 1900-1984
1986 Museu de l'Empordà Figueres Retrospettiva
1988 Galería Juan Gris Madrid Esposizione individuale
1988 Centre d'Art Santa Mònica Barcellona Surrealisme a Catalunya 1924-1936. De l'Amic de les Arts al Logicobofisme
1992 Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía Madrid Picasso, Miró, Dalí y los orígenes del Arte Contemporáneo en España 1900-1936
1992 La Pedrera Barcellona Avantguardes artístiques a Catalunya 1906-1939
1994 Fundación Cultural Mapfre Vida Madrid El Autorretrato en España II. De Picasso a nuestros días
1996 Juan Gris Galería de arte Madrid Esposizione individuale
1997 Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris Parigi Les années 30 en Europe
1997 Fundación "La Caixa" Madrid Madrid Barcelona, 1930-1936. La tradición de lo nuevo
1997 Comunidad Autónoma de Madrid Madrid Imágenes para una generación poética (1918-1927-1936)
1998 Galería Agora 3 Sitges Esposizione individuale
1999 Museu d'Art Modern de Barcelona Barcellona Fora d'ordre, dones de la Vanguardia espanyola [Fuera de orden, mujeres de la Vanguardia española]
1999 Albert Gallery Pozuelo de Alarcón Esposizione individuale
2001 CCCB Barcellona Rèquiem per l'escala
2001 Albert Gallery Pozuelo de Alarcón Muestra antológica
2002 Albert Gallery Madrid Esposizione individuale
2003 Sala de Exposiciones de Bilbao Bizkaia Kutxa Bilbao Retrospettiva
2003 Museo de Arte Contemporáneo Español Patio Herreriano Valladolid Retrospettiva

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (CA) Anna Capella, Josep Casamartina i Parassols e Jaume Vidal i Alcover, Els Santos Torroella, in Revista de Girona, nº 270, 2012, p. 95.
  2. ^ Balló, pp.133-134
  3. ^ (ES) Núria Rius Vernet, La pintora ÁNGELES SANTOS TORROELLA entrevistada por Núria Rius Vernet, in DUODA Revista d'Estudis Feministes, nº 16, 1999, p. 179.
  4. ^ Balló, pp.135-136
  5. ^ a b Balló, pp.137-138
  6. ^ a b c (EN) Michael Eaude, Ángeles Santos obituary, su The Guardian, 16 Ottobre 2013.
  7. ^ Santos e Casamartina i Parassols, p.34
  8. ^ Rius Vernet, pp.181-185
  9. ^ Santos e Casamartina i Parassols, p. 52
  10. ^ Santos e Casamartina i Parassols, p. 71

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (ES) Rosa Agenjo Bosch, La pintora Ángeles Santos y su obra anterior a la guerra civil española. Catalogación y estudio., Universitat De Barcelona. Departament De Pintura, 1987, OCLC 434023567.
  • (EN) Michael Eaude, Ángeles Santos obituary, in The Guardian, 16 Oct 2013. URL consultato il 12 marzo 2018.
  • (ES) Núria Rius Vernet, La pintora Angeles Santos Torroella entrevistada por Núria Rius Vernet, in Duoda: Revista d'estudis feministes, nº 16, 1999, pp. 177-193.
  • (CA) Anna Capella, Josep Casamartina i Parassols, et al., Els Santos Torroella, in Revista de Girona, nº 270, 2012, pp. 82-109.
  • (ES) Javier Pérez Segura, La sociedad de artistas ibéricos (1920-1936), Madrid, Tesi della Università Complutense di Madrid, Facoltà di Geografia e Storia, Dipartamento di Storia dell'Arte Contemporanea, 2003.
  • (ES) Francisco Rivas, Ángeles Santos, Madrid, Guadalimar, 1978, OCLC 1024564999.
  • (ES) Tània Balló, 5, in Las sinsombrero : sin ellas, la historia no está completa, Barcellona, Intropia Media, 2016, pp. 131-140, OCLC 974409794.
  • (ES) Ángeles Santos e Josep Casamartina i Parassols, Angeles Santos, un mundo insólito en Valladolid, Patio Herreriano, Museo de Arte Contemporáneo Español, 2003, OCLC 55016930.
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