Zabala (Sumeri)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Curly Brackets.svg
A questa voce o sezione va aggiunto il template sinottico {{Sito archeologico}}
Per favore, aggiungi e riempi opportunamente il template e poi rimuovi questo avviso.
Per le altre pagine a cui aggiungere questo template, vedi la relativa categoria.

Coordinate: 31°44′11″N 45°52′17″E / 31.736389°N 45.871389°E31.736389; 45.871389

Umma al tempo di Lugal-Zage-Si

Zabala (o Zabalam, odierna Tell Ibzeikh) fu una città degli antichi Sumeri, situata in quello che ora è il governatorato di Dhi Qar in Iraq. Zabala si trovava sulla confluenza degli antichi canali Iturungal e Ninagina. Il dio protettore della città era Inanna di Zabala.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le prime attestazioni di Zabala si trovano nella documentazione del periodo Jemdet Nasr, tra cui una lista delle antiche città: Ur, Nippur, Larsa, Uruk, Kes e Zabalam.[1] La più antica registrazione storica, l'iscrizione su una ciotola, indica che Zabala si trovava sotto il controllo di Lugalzagesi di Lagash. Nel periodo sargonico, Shar-Kali-Sharri e Naram-Sin parlano di un tempio dedicato alla dea Inanna a Zabala,[2] mentre Rimush di Akkad afferma che Zabala tentò una rivolta nei confronti dell'impero accadico. Dopo la caduta degli Accadi, Zabala entrò nella sfera di influenza della città-stato di Isin, come citato nella cronologia di numerosi re, tra cui Itar-pisa e Ur-Ninurta. La città fu in seguito sottomessa ad Abisare di Larsa, nei cui registri si parla della costruzione del canale "Preferito di Inanna di Zabalam".[3] Durante il periodo della terza dinastia di Ur, Zabala fu controllata dal governatore di Ur a Umma, che era la capitale della provincia di Umma.[4] I testi in scrittura cuneiforme affermano che Hammurabi costruì il tempio di Zabala chiamato Ezi-Kalam-ma, dedicandolo alla dea Innana.[5] Il tempio di Inanna a Zabalam è l'oggetto dell'inno 26 di Enkheduanna.

Archeologia[modifica | modifica sorgente]

All'inizio del 1900 si svolsero numerosi scavi illegali a Zabala. Questa attività raggiunse l'apice negli anni novanta, periodo in cui l'Organizzazione Statale Irachena delle Antichità sembra avere autorizzato uno scavo ufficiale, il primo del sito archeologico. Non è chiaro se i suoi risultati siano mai stati pubblicati. Un'ulteriore opera di saccheggio si è avuta dopo la guerra irachena del 2003.[6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Green, M.W., A note on an archaic period geographical list from Warka, Journal of Near Eastern Studies, pp293-4, 1977
  2. ^ Mari A. Gough, Historical Perception in the Sargonic Literary Tradition: The Implications of Copied Texts, Rosetta, University of Birmingham
  3. ^ M. Fitzgerald, The Rulers of Larsa, Yale University Dissertation, 2002
  4. ^ J.L. Dahl, The ruling family of Ur III Umma. A Prosopographical Analysis of an Elite Family in Southern Iraq 4000 Years ago, UCLA disertation, 2003
  5. ^ Tavola MS 1876/1 della collezione Schøyen
  6. ^ Post 2003 war looting at Zabala

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Andrew George, House Most High: The Temples of Ancient Mesopotamia, (Mesopotamian Civilizations, Vol 5), Eisenbrauns, 1993, ISBN 0-931464-80-3
  • B. Alster, Geštinanna as Singer and the Chorus of Uruk and Zabalam: UET 6/1 22, JCS, vol. 37, pp. 219-28, 1985
archeologia Portale Archeologia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di archeologia