Utz (romanzo)

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Utz
Titolo originale Utz
Autore Bruce Chatwin
1ª ed. originale 1988
Genere romanzo
Lingua originale inglese

Utz è un romanzo breve di Bruce Chatwin, il suo ultimo, scritto nel 1988. Utz è stato scritto un anno prima la morte dello scrittore inglese quando questi era già molto malato.

Il romanzo è stato tra i finalisti del Booker Prize del 1988, e da esso è stato tratto un film omonimo nel 1992.

Ispirazione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1967 Bruce Chatwin, in veste di esperto di Sotheby's, si recò a Praga per incontrare un grande collezionista di statuette di porcellane: Rudolph Just. L'incontro durò solo una giornata e i due non si videro mai più. Just morì a metà degli anni settanta. Quell'incontro è la base del romanzo di Chatwin.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il libro si apre con i funerali di Utz collocati il 10 marzo 1974, in una Praga oppressa dal regime comunista e descrive il protagonista attraverso lunghi flash-back per dipingere la sua passione per le statuette di Meissen. Una passione che è fuga dalla realtà grigia e decadente della capitale ceca da cui Utz non scappa solo per strappare dalle grinfie dello Stato la sua preziosissima collezione, ma anche per non abbandonare vizi, abitudini e Martha.

"Si tratta di un uomo che si è rovinato la vita aggrappandosi alla sua meravigliosa collezione di statuine di Meissen tra gli orrori della seconda guerra mondiale e i primi anni dello stalinismo", riassumeva Chatwin a un amico, mentre stava ancora scrivendo il romanzo. "È rimasto intrappolato perché non può mai lasciare la collezione che gli ha rovinato la vita." La mania del collezionismo, l'attaccamento morboso alle lucide statuette, che si associano nella mente di Utz ad un mondo ormai irreversibilmente perduto, gli permettono tuttavia di rivivere, quantomeno nella sua immaginazione, nello splendore di una corte neo-classica (ad imitazione del suo modello, incarnato da Augusto II il Forte), ergendosi contro la barbarie culturale di due regimi, quello nazista e quello sovietico, a cui il vero Utz deve sopravvivere e a cui è miseramente sottoposto.

E la sorte delle statuette è un giallo risolto in un epilogo ("Ja! Ich bin die Baronin von Utz") malinconico e inatteso che aggiunge un'altra nota agrodolce all'atmosfera del romanzo, sapientemente soffusa e costruita pagina dopo pagina.

In Utz troviamo analisi psicologica, erudizione, malinconia, ma anche una profonda riflessione sulla storia, uno scavo nell'animo umano e una malinconia quasi compassionevole e ancor più toccante se si tiene presente che viene dalla penna di un Chatwin molto malato che a 48 anni era già vicino alla morte.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

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