Torpedo marmorata

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Torpedine marezzata
Torpedo marmorata.jpg
Torpedo marmorata
Stato di conservazione
Status none DD.svg
Dati insufficienti[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Gnathostomata
Classe Chondrichthyes
Sottoclasse Elasmobranchii
Superordine Euselachii
Ordine Torpediniformes
Famiglia Torpedinidae
Genere Torpedo
Specie T. marmorata
Nomenclatura binomiale
Torpedo marmorata
Risso, 1810
Sinonimi

Narcacion marmoratus (Risso, 1810)
Narcobatus marmoratus (Risso, 1810)
Torpedo diversicolor Davy, 1834
Torpedo galvani Risso, 1810
Torpedo immaculata Rafinesque, 1810
Torpedo picta Lowe, 1843
Torpedo punctata Rafinesque, 1810
Torpedo trepidans Valenciennes, 1843
Torpedo vulgaris Fleming, 1828

La torpedine marezzata (Torpedo marmorata) è una torpedine della famiglia Torpedinidae.

Habitat e distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Reperibile nell'Oceano Atlantico orientale, dal nord dell'Inghilterra fino al Capo di Buona Speranza in Sudafrica, e nel Mar Mediterraneo, da pochi metri di profondità fino a oltre 250, di solito a temperature inferiori ai 20 °C[2]. È una specie bentonica e notturna, che vive su fondali di sabbiosi.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Corpo di forma circolare di colore da bruno-violaceo a giallo-grigio, con chiazze scure e con la coda corta. Fino ad un metro di diametro.

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Gli organi elettrici si sviluppano negli embrioni già molto piccoli, diventando funzionali prima della nascita. I neonati sono già in grado di emettere scariche per catturare le prede. Possono produrre scariche fino a 220 volt.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Specie vivipara, i neonati misurano da 10 a 14 centimetri circa.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si nutre di pesci, catturati grazie agli organi elettrici.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Notarbartolo di Sciara, G., Serena, F.,Ungaro, N., Ferretti, F., Pheeha, S. & Human, B., Torpedo marmorata in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) Møller, P.R., Electric fishes: history and behavior, Londra, Chapman & Hall, 1995, p. 584, ISBN 0-412-37380-7.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Egidio Trainito, Atlante di flora e fauna del Mediterraneo, 2004ª ed., Milano, Il Castello, 2004, ISBN 88-8039-395-2.
  • Patrick Louisy in Trainito, Egidio (a cura di), Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 88-8039-472-X.

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