Tavola pitagorica

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La tavola pitagorica è una matrice di numeri caratterizzata dal fatto che il valore alla colonna j-esima della riga i-esima è il prodotto di i × j.

× 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
1 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
2 2 4 6 8 10 12 14 16 18 20
3 3 6 9 12 15 18 21 24 27 30
4 4 8 12 16 20 24 28 32 36 40
5 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50
6 6 12 18 24 30 36 42 48 54 60
7 7 14 21 28 35 42 49 56 63 70
8 8 16 24 32 40 48 56 64 72 80
9 9 18 27 36 45 54 63 72 81 90
10 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100


È utilizzata per eseguire a mano qualsiasi moltiplicazione con il sistema numerico decimale. In ambito scolastico, ogni riga e/o colonna di tale riquadro è chiamata "tabellina": per esempio, la quarta riga (o colonna) è detta "tabellina del quattro".

In realtà, l'attribuzione di questa tabella a Pitagora è dovuta ad un errore compiuto da un copista che trascrisse l'Ars Geometrica di Severino Boezio. Egli realizzò una "tabella di moltiplicazione" anziché una "Mensa Pithagorica", un abaco simile, lasciando la dicitura "Tabula Pithagorica".[1] La prima tavola moltiplicativa di cui si abbia notizia fu opera Vittorio di Aquitania, il quale la realizzò intorno al 450.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La tavola pitagorica: un falso storico dimenticato
  2. ^ Maher & Makowski: Literary evidence for Roman arithmetic with fractions. Class. Philology, 96(4), 376–99.(2001)

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