Tavola dei ranghi della Russia Imperiale

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Tavola dei ranghi

La Tavola dei ranghi della Russia Imperiale (Табель о рангах o Tabel o rangakh in russo) era un elenco formale delle posizioni e dei gradi nell’esercito, nel governo e nella corte Imperiale russa, introdotta da Pietro il Grande il 13 gennaio 1722.

Origine della Tavola[modifica | modifica sorgente]

Pietro I ritratto come giovanissimo zar

La Tavola stabiliva la posizione e lo status di ciascun funzionario in funzione del proprio ruolo nel servizio dello zar. Ponendo in secondo piano, così, nascita od anzianità. Essa classificava ogni posto nelle diverse amministrazioni in quattordici ranghi, numerati da uno a quattordici.
I gradi da 1 a 5 erano questione di pertinenza diretta dello zar.

Pur avendo avuto archetipi in epoca precedente, nella sua forma matura, la Tavola venne imposta dallo zar Pietro il Grande. Il quale descrisse addirittura 262 posizioni civili e militari (molte per la prima volta introdotte), nel suo titanico sforzo per 'normalizzare' l’allora esistente (e piuttosto autonoma, dunque ribelle) nobilità ereditaria dei boiardi.

I titoli ordinari: la Tavola[modifica | modifica sorgente]

A determinati livelli erano collegati specificati minimi livelli di nobiltà: cosicché i borghesi che si qualificavano per un data rango venivano automaticamente nobilitati. Ad esempio:

  • un funzionario promosso al 9° rango riceveva il titolo di dvorjanstvo (дворянство in russo), un appellativo di status, che in italiano potremmo tradurre esclusivamente come "nobile", in contrapposizione a "non nobile" o "borghese".
  • un funzionario civile promosso all’8° rango riceveva l’ereditarietà del proprio titolo.
  • un funzionario militare riceveva l’ereditarietà del proprio titolo già se promosso al 14° rango

Alla lunga, tale sistema produsse, naturalmente, una proverbiale inflazione di nobili. Tanto che Alessandro II, già nel proprio primo anno di regno, il 1856, modificò la Tavola, concedendo l’ereditarietà dal 4º grado per i funzionari civili e dal 6º grado per i funzionari militari.

Ad esempio, il padre di Lenin, funzionario civile impegnato nell'amministrazione della educazione, fece una notevole carriera, giungendo al rango di Consigliere di Stato, ciò che gli permise di ottenere il privilegio della nobilità ereditaria.

Lo stesso Lenin, comunque, si rese responsabile della definitiva abolizione della ormai arcaica tavola, con la rivoluzione del 1917.

I titoli ad personam: la Svita[modifica | modifica sorgente]

Fuori dalla Tavola restavano i titoli cosiddetti Svita, dall’acronimo di Seguito di Sua Maestà Imperiale o Seguito S.M.I. (Свита Его Императорского Величества, Е.И.В. Свита in russo).
Si trattava di un limitato gruppo di nobili di corte, al servizio personale dello zar. Essi venivano usualmente gratificati del titolo onorario di 'Aiutante'. Ma tale elevazione di rango era di esclusivo appannaggio dello zar e non faceva riferimento ad alcun rangodellaTavola.

Purtuttavia, dal momento che si trattava, normalmente, di ufficiali dell’esercito o della guardia, capitava quasi sempre che al titolo di 'Aiutante' si accoppiasse un grado regolato nella formalità della Tavola.

  • Così la zarina Anna fu la prima ad assegnare il titolo di Aiutante Generale al proprio consigliere militare, una persona già collocata nel rango formale di General-Porutchik (tenente generale) della Tavola.
  • Ugualmente, dal 1775, lo zar Paolo gratificò un gruppo degli ufficiali della propria Guardia, del titolo di Fligel Adjutant (флигель-адьютант): noi diremmo Aiutante di campo.
  • Nel 1827 lo zar Nicola I istituì formalmente la Svita (pur non inserendola nella ormai mitica Tavola) ed introdusse il titolo di Maggior generale della Svita.
  • Nel 1841, infine, lo stesso Nicola I creò lo speciale titolo di Aiutante Generale della persona dell’Imperatore.

Appellativi[modifica | modifica sorgente]

Le prime cinque classi di rango costituivano titoli illustri, che venivano anteposti al cognome (oppure al nome, al nome patronimico e al cognome) della persona di cui si parlava o che si doveva presentare in quel momento. Per tutte le altre classi, invece, ci si doveva rivolgere con diversi "titoli reverenziali" a seconda del titolo nobiliare o del grado ricoperto nella gerarchia civile e militare.

  • Ваше высоко-превосходительство (vaše vysokoprevoschodìtel'stvo) cioè "vostra alta eccellenza", per la I e la II classe di rango
  • Ваше превосходительство (vaše prevoschodìtel'stvo) ovvero "vostra eccellenza", per la III e la IV classe
  • Ваше высокородие (vaše vysokorodie), letteralmente "vostra alta-discendenza", ma tradotto in italiano con "vostra illustre nobiltà", per la V classe
  • Ваше высоко- благородие (vaše vysokoblagorodie) cioè "vostra alta nobiltà", per la VI, VII e VIII classe
  • Ваше благородие (vaše blagorodie) semplicemente "vostra nobiltà", per le classi dalla IX alla XIV

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Fonti[modifica | modifica sorgente]