Stefano di Pisa

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Stefano di Pisa (o Stefano d'Antiochia, Stefano il Filosofo) (...) fu un traduttore italiano dall'arabo, attivo ad Antiochia e nel Sud dell'Italia nella prima parte del XII secolo.

A lui si deve la traduzione di opere scientifiche islamiche, in particolare dei lavori di medicina di Ali ibn Abbas al-Majusi (Haly Abbas) (l'al-Kitāb al-Malikī), tradotto verso il 1127 in latino col titolo Liber regalis dispositionis.[1][2] Questa fu la prima traduzione integrale,[3] essendo la prima traduzione solo parziale, dovuta a Costantino l'Africano, sotto il titolo Liber Pantegni.

Si crede che egli sia stato anche il traduttore in quello stesso periodo dell'Almagesto di Tolomeo, dal momento che un manoscritto, che ora è conservato a Dresda, e l'autore o il traduttore del Liber Mamonis - una discussione sul sistema cosmologico tolemaico, in possesso di precise conoscenze scientifiche islamiche - lo cita per controbattere le idee in proposito di Macrobio, allora correnti nel contesto culturale dell'Europa latina.[4]

Inizialmente studiò a Pisa[5], e poi a Salerno.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jerry Bieber, Medieval translation table 2: Arabic sources
  2. ^ Timeline of the 12th century
  3. ^ Chronology of major events in Muslim Heritage, muslimheritage.com
  4. ^ Charles Burnett, "The Transmission of Arabic Astronomy via Antioch and Pisa", in J.P. Hogendijk and A.I. Sabra (eds), The Enterprise of Science in Islam: New Perspectives, MIT Press, 2003 (pp. 23-51).
  5. ^ Walter Berschin, From the Middle of the Eleven Century to the Latin Conquest of Constantinople: 2. Greek Studies North of the Alps (1980)
  6. ^ Sir Thomas Arnold (ed.), Legacy of Islam: 2. Science and Medicine (1931), islam4all.com

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]