Liber Pantegni

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Il Liber pantegni (παντεχνη "[racchiudimento] di tutte le arti [mediche]") è un testo medico medievale compilato da Costantino l'Africano verso il 1080. Attribuito a Isaac Israeli ben Solomon (X secolo), esso è un compendio di medicina ellenistica e medicina islamica, in larga parte costituito da una traduzione parziale del Kitāb al-malikī ("Libro regio")[1] di Ali ibn Abbas al-Majusi.

Si distingue in una sezione theorica e in practica, come era stato già fatto precedentemente nell'Isagoge Johannitii, un testo medico scritto da Hunayn ibn Ishaq (Iohannitius, o Johannitius Onan). Il "Liber pantegni" fu ampliato da Johannes Afflatius sotto il titolo di Liber aureus, e più tardi da Stefano d'Antiochia (1127) come Regalis dispositio.

Una compilazione più sintetica e pratica di tale libro è il Viaticum.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Così chiamato perché dedicato all'Emiro buwayhide ʿAḍud al-Dawla, "uomo forte" del califfato abbaside.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • "Constantine the African and Ali ibn al-Abbas al-Magusi: The Pantegni and Related Texts", The Journal of the American Oriental Society, ed. by Burnett and Jacquart, Studies in Ancient Medicine, vol. 10, Leida, E. J. Brill, 1994.
  • Moritz Steinschneider, "Constantinus Africanus und seine arabischen Quellen", in: Virchows Arch., 37 (1866), pp. 351-416;
  • Charles Singer, "A Legend of Salerno. How Constantin the Africain Brought the Art of Medicine to the Christians", in: John Hopkins Bulletin, 28 (1917), pp. 64-69;
  • Hermann Lehmann, Die Arbeitsweise des Constantinus Afrikanus und des Johannes Afflacius im Verhältnis zueinander", in: Archeion, 12 (1930), pp. 272-281.