Scioglilingua

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Uno scioglilingua è una frase studiata appositamente per essere difficile da pronunciare (per esempio, "sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa"). Molti scioglilingua presentano una ripetizione di uno stesso suono o di un ristretto insieme di suoni, generando una sorta di tiritera.

Alcuni scioglilingua hanno l'intento aggiuntivo di rendere probabile uno specifico lapsus con caratteristiche umoristiche, talvolta imbarazzanti per chi lo pronuncia, e così via. Un esempio molto noto in italiano è "mazzo di carte, carte di mazzo", che genera una frase volgare quando le iniziali delle parole vengono accidentalmente invertite.

Uno scioglilingua è quello ricavabile da questa citazione dal poeta latino Quinto Ennio. È un passaggio dal frammento del primo libro degli Annales, che riguarda il ratto delle sabine durante i giochi e che recita:

" e quando, unti di olio, allertati e parati alle armi, perché ciascun dei romani le ha per sé in casa, O Tito Tazio, su te, o tiranno, tante sventure portasti!" ...

dove il passaggio, nell'originale, suona così:

"O Tite tute Tati tibi tanta tyranne tulisti" (O Tito Tazio, tiranno, tu ti attirasti disgrazie tanto grandi!)

Alcuni scioglilingua italiani[modifica | modifica sorgente]

  • Sopra il palazzo c'è un cane pazzo, date a quel pazzo cane un pezzo di pane.
  • Trentatré trentini entrarono a Trento, tutti e trentatré di tratto in tratto trotterellando.
  • Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa.
  • Una platessa lessa lesse la esse di Lessie su un calesse fesso.
  • Date del pane al pazzo cane, date del pane al cane pazzo
  • Tre tigri contro tre tigri
  • Ma fossi tu quel barbaro barbiere che barbassi quella barba così barbaramente a piazza Barberini.
  • Apelle figlio d'Apollo fece una palla di pelle di pollo, tutti i pesci vennero a galla per vedere la palla di pelle di pollo fatta da Apelle figlio d'Apollo.
  • Li vuoi quei kiwi?
  • A quest'ora il questore in questura non c'è.
  • Sereno è, sereno sarà, se non sarà sereno si rasserenerà.
  • Tito, tu m'hai ritinto il tetto, ma non t'intendi tanto di tetti ritinti.
  • Ti che te tacchet i tacc', tacchem i tacc'! Chi?! Mi, taccat' i tacc' a ti, che te tacchet i tacc'. taccheti ti i tó tacc', ti che te tacchet i tacc.'
  • Se l'arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescoviscostantinopolizzasse, tu ti disarcivescoviscostantinopolizzeresti come si è disarcivescoviscostantinopolizzato l' arcivescovo di Costantinopoli?'
  • Sono un setacciasassi, ho un setaccio di sassi setacciati e un setaccio di sassi non setacciati, perché sono un setacciasassi.
  • Sopra al terrazzo, c'è un cane pazzo, te' pazzo cane, sto pezzo di pane.
  • Una rana nera e rara sulla rena errò una sera.
  • In un coppo poco cupo, poco pepe pesto cape.
  • Oh che orrore oh che orrore, ho visto un ramarro verde su un muro marrone
  • Tre stecchi secchi in tre strette tasche stanno.
  • A che serve che la serva si conservi la conserva, se la serva quando serve non si serve di conserva?

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