Roman Nose

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Roman Nose a Fort Laramie nel 1868

Roman Nose noto anche come Hook Nose ("Naso arcuato") (in Cheyenne Vóhko'xénéhe, scritto anche come Woqini; 183517 settembre 1868) è stato un condottiero nativo americano della tribù dei Cheyenne Settentrionali, e probabilmente il più influente guerriero durante le Guerre Indiane delle Pianure negli anni '60 del XIX secolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato durante il solstizio d'inverno e chiamato Sautie ("pipistrello") da ragazzo, adottò in seguito il suo nome da guerriero, che i bianchi interpretavano sempre come Roman Nose.

Considerato invincibile in combattimento, si distinse in battaglia ad un livello tale da indurre l'esercito degli Stati Uniti a credere che si trattasse del Capo dell'intera nazione Cheyenne. In seguito al massacro di Sand Creek nel Novembre 1864, Roman Nose divenne una figura di primo piano conducendo azioni di rappresaglia contro gli insediamenti Euro-Americani nelle regioni di Platte Road e Powder River nel Wyoming centro-meridionale e, più tardi, nella valle di Platte nel Nebraska, nel Kansas occidentale e nei territori orientali del Colorado. Il medico ed autore nativo americano Charles A. Eastman scrisse di lui: "Forse nessun altro guerriero ha attaccato più emigranti lungo la pista dell'Oregon tra il 1860 e il 1868."

A dispetto della credenza popolare, Roman Nose non fu mai capotribù, né condottiero di alcuna delle sei società militari Cheyenne. Noto a tutti gli Indiani delle pianure come un grande guerriero, la sua fama si diffuse presto tra i bianchi, i quali lo ritenevano responsabile della maggior parte delle ostilità tra i Cheyenne e l'esercito statunitense. Membro della Crooked Lance Warrior Society (Società Guerriera della Lancia Ricurva), rifiutò più volte un posto fra i capi Cheyenne e non ricoprì mai una posizione di autorità all'interno della sua tribù.

Fisicamente imponente, esistono diverse testimonianze storiche del suo aspetto impressionante ed intimidatorio. Isaac Coates, medico del generale Winfield S. Hancock, assisté ad uno scontro verbale tra Hancock e Roman Nose fuori da Fort Larned, nell'aprile 1867. Coates scrisse:

« [...]di tutti i capi, Roman Nose era quello che più attirava l'attenzione. È uno dei migliori esemplari, fisicamente parlando, della sua razza. È alto ben due metri, formato finemente, con un corpo grande ed arti muscolosi. Il suo aspetto, decisamente marziale, lo era in particolare in questa occasione, poiché indossava l'uniforme di un generale dell'esercito. Una carabina Spencer a 7 colpi appesa al lato della sella, quattro grandi revolver Navy sistemati nella cintura ed un arco, con tanto di frecce, nella mano sinistra. Armato in tal modo, in sella ad un ottimo cavallo, era un buon rappresentante del Dio della Guerra, e i suoi modi mostravano chiaramente che per lui, che parlassimo o combattessimo, non cambiava nulla... »

Roman Nose si oppose ai trattati con il Governo Federale degli Stati Uniti, mentre gli altri leader chiedevano la pace. A seguito dell'implementazione del Trattato di Little Arkansas nel 1865, Roman Nose si spostò a sud con l'intenzione di aiutare i suoi amici (Orso Toro, Barba Grigia e i Soldati Cani Cheyenne) nella difesa degli antichi territori di caccia lungo il fiume Smoky Hill ed all'interno della Republican Valley. Fu ucciso da soldati Americani durante la Battaglia di Beecher Island il 17 settembre 1868, nel tentativo di assaltare l'isola nel fiume Arikaree, sede di comando del generale George Forsyth.

Il leggendario copricapo[modifica | modifica wikitesto]

Secondo una storia ammantata di leggenda, Roman Nose possedeva un elaborato copricapo da guerra, che egli credeva gli conferisse poteri speciali. Il copricapo era stato realizzato da un "Medicine Man" (una sorta di sciamano), Toro Bianco, il quale aveva assicurato Roman Nose che sarebbe stato immune ai proiettili dell'uomo bianco, a condizione che non utilizzasse i loro attrezzi o utensili. Pare che, prima di andare in battaglia, avesse mangiato della carne che, a sua insaputa, una donna della sua tribù aveva toccato con una forchetta di metallo. Avvertito dell'accaduto mentre stava uscendo, non aveva però il tempo necessario per una cerimonia di purificazione. Così, anziché partecipare alla battaglia, come sempre faceva, preferì assistervi da lontano, comportamento per il quale fu ripreso da un suo compagno guerriero. Pur sapendo che riaprire le ostilità prima del completamento della cerimonia di purificazione significava la morte, Roman Nose guidò il suo assalto finale a Beecher Island, durante il quale fu colpito a breve distanza dal fuoco americano, per poi morire a tarda sera quello stesso giorno.[1]
La perdita di Roman Nose ebbe un effetto devastante sugli sforzi dei Cheyenne di difendere le proprie terre, che terminarono con la sconfitta di Toro Alto e dei Soldati Cani nella battaglia di Summit Springs, vicino Sterling in Colorado, nel giugno 1869.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) John H. Monnett, The Battle of Beecher Island and the Indian War of 1867-1869, University Press of Colorado, 1992, pp. 46-53 e 147-151, ISBN 0-87081-347-1.