Ridván

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Riḍván, in arabo: رضوان, è una festa bahai di dodici giorni che commemora la rivelazione che Bahá'u'lláh, il fondatore della religione bahai, fece nel Giardino di Ridván di essere Colui che Dio renderà manifesto, la figura messianica il cui avvento era stato profetizzato dal Báb[1].

Inizia al tramonto di ogni 20 aprile e termina al tramonto di ogni 2 maggio.

Il primo, il nono e il dodicesimo giorno di Ridván sono per i Bahai giorni non lavorativi né scolastici[2].

Ridván, che significa paradiso, prende il nome dal Giardino di Ridván, nei dintorni di Bagdad dove Bahá'u'lláh rimase per dodici giorni prima di iniziare il viaggio di trasferimento a Costantinopoli a cui le autorità ottomane lo avevano costretto[3].

Giardino di Ridván, Baghdad

Ridván, che per i Bahai è la festa religiosa più sacra, è chiamata anche la Festa più grande.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bahá'u'lláh.

Bahá'u'lláh che nei primi giorni dell'aprile 1853 era stato confinato a Bagdad fu obbligato, per la popolarità raggiunta, a trasferirsi a Costantinopoli.

Prima di intraprendere questo viaggio e per dare alla famiglia la possibilità di raggiungerlo, Bahá'u'lláh si trasferì nel Giardino di Ridván il 22 aprile 1863 accompagnato dai figli `Abdu'l-Bahá, Mírzá Mihdí e Mírzá Muhammad `Alí, e pochi altri[3][4].

Dopo il suo arrivo nel giardino, Bahá'u'lláh rivelò di essere Colui che Dio renderà manifesto dando compimento così alla profezia del Báb[4].

Negli scritti del Báb è espresso il concetto di Colui che Dio renderà manifesto, ossia della figura messianica la cui venuta era stata annunciata da tutte le grandi religioni[5][6].

Significato[modifica | modifica sorgente]

La commemorazione di questi avvenimenti costituisce la festa di Ridván, una festa religiosa particolarmente sentita dai Bahai in quanto la rivelazione fatta da Bahá'u'lláh costituisce il punto di partenza della Fede Bahai come movimento religioso autonomo, distinto e separato dal Babismo[7].

Inoltre Bahá'u'lláh nel primo giorno passato nel giardino annunciò l'abrogazione delle guerre di religione e che non ci sarebbe stata un'altra Manifestazione di Dio per altri mille anni[4].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ J. E. Esslemont, op. cit. in bibliografia, p. 41.
  2. ^ J.E. Esslemont, Op cit., p. 182.
  3. ^ a b Adib Taherzadeh, The Revelation of Bahá'u'lláh, Volume 1, Oxford, UK, George Ronald, 1976, p. 259, ISBN 0853982708.
  4. ^ a b c John Walbridge, Sacred Acts, Sacred Space, Sacred Time, Oxford, UK, George Ronald, 2005, ISBN 0853984069.
  5. ^ Manfred Hutter, Bābīs in Ed. Lindsay Jones (a cura di), Encyclopedia of Religion, vol. 2, 2nd ed., Detroit, Macmillan Reference USA, 2005, p727-729.
  6. ^ Esslemont, J.E., Bahá'u'lláh and the New Era, 5th, Wilmette, Illinois, USA, Bahá'í Publishing Trust, 1980, ISBN 0877431604.
  7. ^ Peter Smith, Op. cit. in bibliografia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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