Bábismo

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Il Bábismo, il movimento religioso seguito dai Bābi (in persiano: بابی ها, Bābihā), fiorì in Persia dal 1844 al 1852, e fu fondato da Siyyid `Alí-Muhammad di Shiraz, più noto con il titolo di Báb, ossia Porta.

Diversamente da altri movimenti islamici il Babismo segnò una rottura con l'Islam per dare vita a un nuovo sistema religioso autonomo.

Il Babismo violentemente combattuto e perseguitato, fin dall'origine, dal clero islamico e dalle autorità di governo persiane fu precursore della religione bahai[1].

Mausoleo del Báb, Haifa

Precedenti[modifica | modifica sorgente]

Nell'Islam Sciita esiste un ampio gruppo di credenti, i Duodecimani, che credono nella legittima successione di dodici Imam, a partire da ʿAlī b. Abī Tālib, quarto califfo musulmano fino all'ultimo, Muhammad al-Mahdi[2]. Essi sostengono che Muhammad al-Mahdi, il dodicesimo Imam non è morto ma è rimasto nascosto dall'874, e che la comunicazione tra l'Imam nascosto e il popolo dei credenti avviene attraverso dei mediatori chiamati Báb, Porte, o Na'ib, Rappresentanti.[3]

Alla fine dei Tempi il 12° Imam, Muhammad al-Mahdi, tornerà a manifestarsi nella veste di Mahdi per ristabilire la giustizia in Terra.[3]

All'inizio del XIX secolo Siyyid Kázim fondò lo Shaykhismo, un movimento religioso che aspettava l'imminente apparizione del Mahdi.

Prima di morire, 1843, Siyyid Kázim indicò ai suoi seguaci di lasciare le proprie case e mettersi alla ricerca del Mahdi[4].

Báb[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Báb.

Uno di questi seguaci, di nome Mullá Husayn, dopo essersi ritirato in una moschea per 40 giorni fra preghiera e digiuno, si recò a Shiraz dove incontrò Siyyid `Alí-Muhammad, il Báb.

La notte del 23 maggio 1844 Mullá Husayn invitato dal Báb a casa, dopo averlo incontrato avanti il tramonto alle porte della città di Shiraz, gli comunicò che stava cercando il Promesso indicato da Siyyid Kázim, allora il Báb gli rispose di valutare se poteva essere egli stesso, il Promesso, il possessore della conoscenza divina.[5]

Dopo un'attenta riflessione e dopo che il Báb aveva risposto in modo soddisfacente a tutte le sue domande e dopo che aveva scritto in sua presenza, con estrema rapidità ed in attuazione a una sua recondita aspettativa, un lungo commento sulla sura di Giuseppe, Mullá Husayn fu il primo ad accettare la sua rivelazione di essere la Porta verso la Verità e l'iniziatore di un nuovo ciclo profetico.[6]

Dopo che Mullá Husayn accettò la sua rivelazione, il Báb gli disse di aspettare che altri 17 seguaci di Siyyid Kázim, che si erano messi in cerca del Mahdi, accettassero autonomamente la sua rivelazione prima di comunicarlo ad altri.

Nei cinque mesi successivi anche gli altri 17 accettarono autonomamente la rivelazione che il Báb fosse una Manifestazione di Dio, divenendone dei seguaci[7].

Fra questi c'era anche una donna, Zarrín Táj Baragháni, una poetessa che avrebbe ricevuto il nome di Táhirih, la Pura.

Questi 18 seguaci furono chiamati dal Báb Lettere del Vivente e si dedicarono alla diffusione della nuova fede in Iran e Iraq[8]

Dopo la sua dichiarazione, Siyyid `Alí-Muhammad assunse il titolo di Báb, Porta. In pochi anni il movimento si diffuse in tutto l'Iran, causando contrasti e polemiche[9].

Conferenza di Badasht[modifica | modifica sorgente]

La predicazione del Báb e quella delle Lettere del Vivente ebbero un grande successo presso tutte le classi sociali iraniane e moltissimi ne accettarono il messaggio e gli insegnamenti[10].

Uno dei più importanti eventi del movimento babista fu la Conferenza di Badasht, tenuta nel giugno-luglio 1848, che segnò la separazione definitiva dall'Islam e il dirtacco dalla legge islamica

I tre personaggi chiave della conferenza furono Bahá'u'lláh, il futuro fondatore della fede bahai, Quddús, e Táhirih.

Táhirih, durante la conferenza, riuscì a convincere molti degli altri partecipanti sulla giustezza della rottura con l'Islam tradizionale, essa stessa, per segnalare e rafforzare tale rottura, apparve in pubblico senza chador[4].

Subito dopo questa conferenza, Quddús e Táhirih incontrarono a Bar-Furush Subh-i-Azal, che il Báb nominerà suo successore in quello che è conosciuto come il suo Testamento.[11]

Nel mese di luglio del 1848 il Báb fu sottoposto a processo a Tabriz dove ripeté, davanti a un Principe della Corona e al clero, la sua rivelazione di essere il Mahdi[12].

Persecuzione[modifica | modifica sorgente]

Mausoleo del Báb, Haifa

Il successo che la predicazione dei primi seguaci del Báb ebbe sulla gente e la voluta rottura dall'Islam convenzionale inasprirono il clero islamico contro il Báb e i suoi seguaci che subirono, a Teheran, Mazandaran, Fars e in altre località, repressioni e persecuzioni sempre più violente, crudeli e sanguinarie.

Contro il Báb, durante il processo, fu emessa una fatwa che ne dichiarò l'apostasia, Ridda ردة, ossia apostasia dall'Islam, ma se ne rinviò l'esecuzione per "dubbio sulla sua sanità mentale"[13].

In seguito, attorno alla metà del 1850 il nuovo primo ministro, Amir Kabir,[14] ordinò l'esecuzione del Báb, probabilmente a causa di alcune rivolte di suoi fedeli, peraltro represse, anche perché la popolarità del movimento babista sembrava essere diminuita.

Le spoglie mortali del Báb furono tumulate, nel 1909, in uno speciale mausoleo sul Monte Carmelo ad Haifa in Israele, voluto da `Abdu'l-Bahá su indicazione avuta dal padre.

Bahá'u'lláh[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bahá'u'lláh.

Bahá'u'lláh, il fondatore della fede bahai, ebbe notizia del Báb attorno ai 27 anni, tramite un contatto che ebbe con un inviato di Mullá Husayn che gli consegnò uno scritto del Báb. Egli ne accettò immediatamente la rivelazione, ne divenne uno dei più influenti seguaci e lo aiutò nella diffusione del suo movimento specialmente nella sua provincia di origine[15].

Bahá'u'lláh, nell'estate del 1848, partecipò al congresso di Badasht, nella provincia di Khorasan, dove 81 eminenti seguaci del Báb si incontrarono per 22 giorni.

In quel congresso si svilupparono due correnti di pensiero: una che voleva mantenere la tradizionale legge islamica e l'altra che riteneva che con la rivelazione del Báb iniziava una nuova era, Bahá'u'lláh prese posizione per questa seconda linea che alla fine risultò vincente e segnò la rottura con l'Islam e la sua legge tradizionale[16].

Dopo la fucilazione del Báb, nel 1850, scoppiarono dei disordini che portarono a un tentativo di attentato contro lo scià Nasser-al-Din Shah[17].

Bahá'u'lláh si oppose, condannando questo piano, ma inutilmente: l'attentato ebbe luogo il 15 agosto 1852, ma senza successo[17]. Gli attentatori furono uccisi e nonostante avessero dichiarato di avere agito da soli si scatenò un pogrom contro l'intera comunità dei seguaci del Báb. Molti seguaci furono uccisi, altri, compreso Bahá'u'lláh, furono imprigionati[17].

Bahá'u'lláh dichiarò che durante questa sua prigionia ebbe diverse esperienze mistiche e una visione che gli indicò di essere il Messaggero di Dio, colui la cui venuta era stata profetizzata dal Báb[18].

Liberato dalla prigionia, anche a seguito delle pressioni dell'ambasciatore russo che ne chiedeva la liberazione, Bahá'u'lláh fu esiliato e divenne l'esponente più importante della comunità babista[17].

Il 21 aprile 1863, Bahá'u'lláh rivelò pubblicamente ad alcuni seguaci la sua missione di Messaggero di Dio e di essere la Manifestazione di Dio.

« [Rivelò] di essere Colui la cui venuta era stata predetta dal Báb: il Prescelto da Dio, il Promesso da tutti i profeti! »
([19])

Questa rivelazione fu l'inizio di una nuova fase della comunità babista e costituì il punto di partenza della Fede Bahai come movimento distinto e separato dal Babismo: nasceva, così, la religione bahai della quale il Babismo fu precursore[17].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dennis MacEoin, Babism in Encyclopædia Iranica, 1989.
  2. ^ Peter Smith, Shi'ism in A concise encyclopedia of the Bahá'í Faith, Oxford, Oneworld Publications, 2000, p. 312-313.
  3. ^ a b Nader Saiedi, Gate of the Heart, Waterloo, ON, Wilfrid Laurier University Press, 2008, p. 15, ISBN 978-1-55458-035-4.
  4. ^ a b A. Bausani, Bāb in Encyclopedia of Islam, Leiden, The Netherlands, Koninklijke Brill NV, 1999.
  5. ^ Dennis MacEoin, ibid.
  6. ^ A. Bausani, ibid.
  7. ^ The Time of the Báb, BBC.
  8. ^ Dennis MacEoin, Bāb, Sayyed `Ali Mohammad Sirazi in Encyclopædia Iranica, 1989.
  9. ^ Nader Saiedi, Gate of the Heart, Waterloo, ON, Wilfrid Laurier University Press, 2008, p. 19, ISBN 978-1-55458-035-4.
  10. ^ J. E. Esslemont, ibid., p. 23
  11. ^ "The Primal Point’s Will and Testament", scritto da Manuchihri Sipihr e pubblicato in Research Notes in Shaykhi, Babi and Baha'i Studies,2004, v. 7, n° 2.
  12. ^ Peter Smith, Báb in A concise encyclopedia of the Bahá'í Faith, Oxford, Oneworld Publications, 2000, pp. 55-59.
  13. ^ Abbas Amanat, ibid.
  14. ^ Shoghi Effendi, op. cit. in bibliografia, pp. 273–289
  15. ^ Hasan Balyuzi, opera citata in bibliografia, pp. 35-37.
  16. ^ Juan Cole, A Brief Biography of Baha'u'llah
  17. ^ a b c d e Peter Smith, opera citata in bibliografia, pp. 14-15.
  18. ^ Manfred Hutter, op. cit. in bibliografia, pp. 737-740.
  19. ^ J. E. Esslemont, op. cit., 41.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Hasan M. Balyuzi, The Báb: The Herald of the Day of Days. Oxford, George Ronald 1973. ISBN 0-85398-048-9.
  • Hasan Balyuzi, Bahá'u'lláh, King of Glory. Oxford, UK, George Ronald, 2000. ISBN 0-85398-328-3.
  • Alessandro Bausani, ‘Abd-al-Bahā’, Life and work, in Encyclopædia Iranica, 1989.
  • Shoghi Effendi, God Passes By. Wilmette, Bahá'í Publishing Trust, 1944. ISBN 0-87743-020-9.
  • John E. Esslemont, Baha'u'Llah́ e la nuova era. Roma, G. Bardi, 1954.
  • Peter Smith, The Bábí & Bahá'í Religions From Messianic Shí'ism to a World Religion. Cambridge, The University Press 1987. ISBN 0-521-30128-9.
  • Adib Taherzadeh, The Revelation of Bahá'u'lláh. Baghdad 1853-63. Oxford, George Ronald 1976. ISBN 0-85398-270-8.

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