Psicotecnica

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La psicotecnica può essere definita sinteticamente come "tecnica della mente". Deriva infatti dalla somma di due parole greche antiche: psyche (ψυχή) = anima, mente; techne (τέχνη) = tecnica.

Sviluppi[modifica | modifica sorgente]

In epoca abbastanza recente, la psicotecnica è stata rinvigorita specialmente attraverso la tradizione teatrale ovvero, tra gli altri, da: Stanislavskij, Golfaden, Artaud, Moreno, Grotowski, Barba, Boal ecc. In particolare: quello che viene popolarmente indicato come metodo Stanislavskij in effetti veniva considerato dal suo presunto autore (che ha sempre negato di avere inventato un metodo) come un portato diretto degli studi psicologici, da Stanislavskij lungamente coltivati, di Ribot, di James e di Lange. Per cui, vista la derivazione diretta di quel metodo soprattutto dalla tradizione della memoria emotiva analizzata da Ribot e dalle tecniche di trance terapeutica della scuola personologica francese, pensò appunto di riferirvisi con il termine classico di "psicotecnica".

Un'importante articolazione della psicotecnica, in Italia, è legata anche alle attività del Laboratorio (poi Istituto) di Psicologia dell'Università Cattolica, dove per strutturarne formativamente la tradizione quarantennale di ricerca applicata in ambito psicotecnico nacque l'omonima scuola di specializzazione, funzionante dal 1960 al 1966: rappresentava una formazione generale in psicologia, con un riferimento tecnico agli strumenti allora in uso per la misura di alcune prestazioni mentali nei contesti di selezione, orientamento, ergonomia e psicologia del lavoro. In quanto tale, svolse un ruolo storico di rilievo nella formazione degli psicologi e delle prassi professionali psicologiche in Italia nel periodo precedente l'istituzione dei Corsi di Laurea in Psicologia (1971)[1].

Modi[modifica | modifica sorgente]

I modi della psicotecnica possono essere ritrovati in tutte le epoche della storia della performance. Attualmente sono però legati soprattutto alla formazione personale, e alla psicologia.

Tecnopsicologia[modifica | modifica sorgente]

Il termine "psicotecnica", ma più spesso nella forma di "tecnopsicologia", è stato occasionalmente utilizzato, in alcuni Paesi occidentali fra le due guerre, tra gli anni venti e gli anni quaranta del Novecento, anche per indicare la possibile applicazione della psicologia alla gestione e allo sfruttamento del lavoro industriale, in una prospettiva da scientific management di taglio tayloristico.

Tale modo di utilizzo dell'espressione è tuttavia quasi scomparso, per essere sostituito da altre espressioni, quali psicologia applicata, orientamento, ergonomia, psicometria, psicologia industriale, ecc.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giovanni Pietro Lombardo, Renato Foschi (2003). "La psicologia italiana e il novecento. Le prospettive emergenti nella prima metà del secolo". FrancoAngeli, Milano.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Stanislavskij, K.S. (1938). Rabota aktera nad soboj [Edizione italiana: Il lavoro dell'attore. Bari: Laterza, 1982].
  • Perussia, F. (2004). Regia psicotecnica. Milano: Guerini.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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