Ponte Vittorio Emanuele I

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Ponte Vittorio Emanuele I
Piazza vittorio veneto.jpg
Stato Italia Italia
Città Torino
Attraversa Po
Coordinate 45°03′48.6″N 7°41′54.24″E / 45.0635°N 7.6984°E45.0635; 7.6984Coordinate: 45°03′48.6″N 7°41′54.24″E / 45.0635°N 7.6984°E45.0635; 7.6984
Mappa di localizzazione: Torino
Tipo ponte ad arco
Materiale Pietra di Cumiana
Lunghezza 150 m
Luce max. 25 m
Larghezza 12 90 m
Progettista Claude-Joseph La Ramée Pertinchamp
Costruzione 1810-1813
 

Il Ponte Vittorio Emanuele I è un ponte che attraversa il fiume Po a Torino, unendo Piazza Vittorio Veneto a Piazza Gran Madre di Dio. Era popolarmente denominato "ponte di pietra".[1]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Illuminazione del ponte realizzata negli anni '60 da Guido Chiarelli.

Durante l'occupazione francese di Torino di inizio '800, su decisione diretta di Napoleone, fu deciso di edificare un ponte di pietra nella città sabauda che fino a quel momento aveva solo ponti provvisori su Po.[2] Il ponte venne eretto in sostituzione di un precedente ponte in pietra di 12 pilastri, eretto all'inizio del XV secolo, e fortemente danneggiato dalla piena del fiume del 3 novembre 1706 che ne distrusse alcuni archi, sostituiti provvisoriamente da strutture in legno.[3] La costruzione del nuovo ponte comportò l'abbattimento di un fabbricato adibito a magazzino e della chiesa dei Santi Marco e Leonardo, costruita nel 1333 e rifatta nel 1740 ad opera dell'architetto Bernardo Vittone.[4]

La posa della prima pietra avvenne nel novembre 1810 alla presenza del principe Camillo Borghese, marito di Paolina Bonaparte e allora Governatore del Piemonte: murate nel pilastro centrale del ponte furono riposte 88 fra monete e medaglie commemorative delle campagne napoleoniche ed un metro in argento.[1] I lavori procedettero sotto la direzione degli ingegneri Malet e Pellegrini e il ponte fu completato nel 1813.

Dopo la fine dell'occupazione francese, con il ritorno dei Savoia in città, fu proposto di abbattere il ponte, percepito da molti come il simbolo della passata occupazione, ma il re Vittorio Emanuele I si oppose all'idea e il ponte gli fu in seguito intitolato.

Il ponte, di una lunghezza complessiva di 150 metri per 5 arcate, non ha praticamente subito modifiche dalla sua apertura tranne i lavori per consentire il passaggio del tram effettuati nel 1876 che comportarono anche la sostituzione dei vecchi parapetti in pietra con quelli attuali di ghisa.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b così Marziano Bernardi citato in: Renzo Rossotti, Le strade di Torino, p. 665
  2. ^ Torino Dimentica-Ponte Vittorio Emanuele I
  3. ^ così Marziano Bernardi citato in: Renzo Rossotti, Le strade di Torino, pp. 664-665
  4. ^ così Marziano Bernardi citato in: Renzo Rossotti, Le strade di Torino, p. 666

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Renzo Rossotti, Le strade di Torino, Roma, Newton Compton, 1995. ISBN 88-813-113-9

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]