Pietro Chanel

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San Pietro Chanel
Immagine votiva di san Pietro Chanel
Immagine votiva di san Pietro Chanel

Sacerdote e martire

Nascita 12 luglio 1803
Morte 28 aprile 1841
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 16 novembre 1889
Canonizzazione 12 giugno 1954
Ricorrenza 28 aprile

Pietro Chanel, in francese Pierre-Louis-Marie (Couet, 12 luglio 1803Futuna, 28 aprile 1841), fu un sacerdote francese appartenente alla Società di Maria (Maristi). Ucciso dagli indigeni dell'isola di Futuna, è stato proclamato santo nel 1954 da papa Pio XII ed è venerato come protomartire e patrono dell'Oceania.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di origini umili, fu un prete zelante, M. Trompier, ad occuparsi della sua istruzione. Ordinato sacerdote nel 1827, andò a fare il curato ad Ambérieux e più tardi il parroco a Crozet.

Il suo desiderio di servire nelle missioni straniere lo portò, nel 1831, ad entrare nella neo-fondata "Società di Maria" cui venne affidata, a seguito del suo riconoscimento formale il 29 aprile 1836, l'evangelizzazione dell'Oceania Occidentale: dopo aver preso i tre voti religiosi per mano del sacerdote Colin, fondatore e padre superiore dei Maristi, Chanel si imbarcò quello stesso anno per la sua lontana missione sotto la guida del vescovo Bataillon e fu mandato sull'isola di Horn, che i geografi chiamano Allofatu ed i nativi Futuna.

Le guerre tribali e la pratica del cannibalismo avevano ridotto la popolazione a qualche migliaio di persone quando Chanel approdò alle sue coste.

Chanel si impegnò fedelmente tra grandi difficoltà, imparando la lingua dei nativi, occupandosi dei malati, battezzando i morenti e conquistandosi l'appellativo di "uomo dal cuore gentile".

Niuliki, regnante all'epoca, inizialmente ebbe un atteggiamento amichevole verso il missionario, chiamandolo persino "tabù", ovvero sacro e inviolabile, ma quando vide che i suoi sudditi venivano allontanati dai loro idoli verso la religione dell'uomo bianco, emise un editto contro di lui per scongiurare le conversioni al Cristianesimo. In quello stesso periodo suo figlio Meitala si convertì al cattolicesimo.

In seguito Musumusu, primo ministro di Niuliki e nemico implacabile della cristianità, ideò una congiura insieme ai piccoli capitribù contro i cristiani, che fu portata a termine con grande crudeltà.

Il martirio[modifica | modifica wikitesto]

All'alba del 28 aprile 1841 i cospiratori si ritrovarono insieme e, dopo aver ferito molti neofiti sorpresi nel sonno, proseguirono verso la capanna di Chanel. Uno di loro gli fece a pezzi un braccio e lo ferì alla tempia sinistra con un randello. Un altro lo buttò a terra con una baionetta. Un terzo lo picchiò pesantemente con una mazza.

Mentre il missionario pronunciava parole di gentile rassegnazione Malie fuai (vale a dire: bene per me), Musumusu stesso, adirato per la morte tardiva, spaccò il cranio del martire con un'ascia.

I resti del missionario, seppelliti frettolosamente, furono in seguito reclamati da M. Lavaux, comandante francese della stazione navale di Tahiti, e riportati in Francia con un mezzo di trasporto del governo, nel 1842.

Il culto[modifica | modifica wikitesto]

Protomartire dell'Oceania è il titolo ufficiale attribuito al Pietro Chanel dalla Congregazione dei Riti nel decreto che dichiara: tuto procedi posse ad solemnem Ven. servi Dei P. M. Chanel beatificationem.

Il processo di beatificazione di Chanel, iniziato nel 1857, si concluse il 16 novembre del 1889 col Rito Abbreviato Quemadmodum. Il rito solenne, presieduto da papa Leone XIII, ebbe luogo il giorno successivo a Roma, nella basilica di San Pietro.

Fu canonizzato il 13 giugno 1954 da papa Pio XII.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • San Pietro Chanel in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.

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