Pialla

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Un pialletto a finire, in legno

La pialla è un utensile per la lavorazione del legno. Già le arti figurative egizie ci mostrano falegnami intenti a piallare. Al tempo dei romani era diventato uno strumento abbastanza evoluto. Infatti gli scavi archeologici ci hanno restituito corpi di pialle realizzate dall'unione di legno e metallo, spesso si trattava di una suola in metallo con un corpo centrale in legno.

Tipi di pialle[modifica | modifica sorgente]

Pialle manuali[modifica | modifica sorgente]

Ci sono svariati modelli di pialle manuali, tanto che è quasi impossibile elencarle tutte. Possiamo comunque suddividerle in:

  • pialle propriamente dette
  • sponderuole
  • incorsatoi.

Struttura delle pialle manuali[modifica | modifica sorgente]

Le pialle manuali possono essere realizzate in legno duro, in metallo ma anche ibride con corpo in metallo e legno.

Nella pialla in legno si riconoscono i seguenti componenti:

  • il ceppo, costituito da un parallelepipedo di legno duro (leccio, faggio, carpino) anche ebano e palissandro nelle pialle tipiche cinesi.
  • l'impugnatura, fissata al ceppo
  • la suola, ben spianata, che è la parte inferiore del ceppo;tale "suola" nell'Italia del nord è spesso costruita in legno di pero
  • la feritoia, una fessura che parte dalla suola. Nelle pialle in legno l'apertura della feritoia è fissa, e non si può cambiare
  • la buca o ganascia, che parte dalla feritoia ed attraversa il ceppo, allargandosi. Attraverso la buca si scaricano i trucioli prodotti dalla piallatura
  • il ferro o coltello, costituito da una lama affilata di acciaio o in ferro con un riporto di acciaio, che costituisce la pare tagliente dell'utensile
  • il cuneo o bietta o lardone, che blocca in posizione il ferro nella buca e nella feritoia.

Per lavorare, il ferro deve sporgere leggermente dalla feritoia. Il movimento della pialla sul pezzo in lavorazione asporta uno strato di legno di spessore costante detto truciolo. Essendo possibile regolare la sporgenza del coltello dal corpo della pialla, lo spessore del truciolo asportato sarà equivalente alla sporgenza del "filo" del coltello. Per far rientrare il ferro e sbloccare il cuneo si batte col mazzuolo sulla parte posteriore del ceppo, mentre per farlo sporgere di più si batte sul ferro e quindi sul cuneo per bloccarlo. Molto spesso la lama della pialla è fissata ad un controferro o controcoltello che ne riduce le vibrazioni e, spezzando i trucioli, permette di ottenere superfici più lisce e regolari. Il controferro è entrato in uso a partire dal XIX secolo.

Nella pialla in metallo l'apertura della feritoia e la sporgenza del coltello sono regolabili con molta precisione grazie a delle viti. La prima pialla in metallo è stata brevettata dall'americano Leonard Bailey nel 1858. Successivamente il brevetto è stato acquistato dalla ditta americana Stanley, i cui modelli rappresentano, di fatto, ancora oggi, lo standard internazionale per la classificazione delle pialle in metallo.

Per poter utilizzare una pialla in maniera soddisfacente è necessario poter disporre di un banco da falegname. Una pialla manuale ben affilata e ben regolata permette di ottenere superfici più lisce e precise di quelle lavorate con una pialla a motore. Per quanto possibile, il senso di piallatura deve concordare con la direzione delle fibre del legno.

Pialle[modifica | modifica sorgente]
Il piallone in legno e in metallo
Un pialletto a registro

Tra le pialle propriamente dette i modelli più comuni e più diffusi sono i seguenti:

  • Pialla per sgrossare, detta anche sgrossino o sbozzino. Era la prima pialla usata per sgrossare le tavole segate rozzamente. Solitamente è lunga dai 25 ai 35 cm, ha la suola piatta ma il filo tagliente è curvo (convesso) in modo da asportare forti spessori di materiale. Ha la feritoia un po' più larga delle pialle per la finitura, proprio perché produce dei trucioli più grossi. È molto faticosa da usare, tanto che in francese viene chiamata galera.
  • Pialletto a finire, utilizzato per la finitura delle superfici. Solitamente il ferro ha il filo tagliente diritto, ma gli spigoli sono smussati per non produrre delle rigature sulla superficie da piallare. Il pialletto generalmente è lungo dai 20 ai 25 cm.
  • Piallone, simile al pialletto a finire, ma molto più lungo (dai 65 ai 75 cm) permettere di eseguire fili diritti sulle assi e di rettificare grandi superfici. Il maggior peso fornisce maggiore inerzia, e quindi la piallatura risulta più scorrevole, anche su legni con venatura ritorta o con nodi. In passato il piallone veniva usato anche per rettificare il banco da falegname.
  • Pialla a lama dentata, provvista di una serie di scanalature sul coltello e utilizzata per preparare le superfici da impiallacciare o per i legni a venatura molto irregolare.
  • Pialle da bottai, caratterizzate dall'avere il corpo non diritto ma curvo. Permette di ottenere dei pezzi curvi, quali, ad esempio, le doghe utilizzate per la costruzione delle botti o dei tini in legno.
  • Pialletto a registro, un tipo particolare di pialla o pialletto a mano. La sua realizzazione in metallo (esiste anche un modello completamente in legno) prevede la presenza di viti di registro che consentono di regolare in modo semplice la sporgenza della lama in base al taglio che si vuole eseguire. A volte è presente anche la regolazione per inclinare il filo della lama a destra o a sinistra per registrare le imperfezioni di affilatura dell'utensile.
Sponderuole[modifica | modifica sorgente]

Pialla, solitamente sottile di spessore, caratterizzata dall'avere il coltello della stessa larghezza del corpo della pialla. I trucioli escono dall'apertura laterale. Sono utilizzate per eseguire incastri, battenti, o modanature. In quest'ultimo caso può essere chiamata bastone o guillaume, termine francese in uso in anche piemonte.

Incorsatoi[modifica | modifica sorgente]
Un incorsatoio per realizzare cornici

Pialla simile alla sponderuola ma caratterizzata dall'avere il coltello e il corpo sagomato in varia foggia per permettere di realizzare cornici o modanature.

Regolazione ed uso di una pialla manuale[modifica | modifica sorgente]

Normalmente una pialla appena acquistata non è ancora utilizzabile in maniera soddisfacente, perché è necessaria una accurata messa a punto e l'affilatura del ferro. Innanzitutto si deve rettificare con precisione la suola, vale a dire la superficie inferiore, nella quale è intagliata la feritoia. Poi è necessario rettificare il piano su cui appoggia il ferro: infatti il ferro deve essere bloccato perfettamente e non deve vibrare durante la piallatura. Per la stessa ragione è necessario controllare la buona tenuta del dispositivo di bloccaggio (vale a dire il cuneo per le pialle in legno, e il coperchio con leva a eccentrico per le pialle metalliche). Nel caso sia presente il controferro è necessario rettificarlo in modo che appoggi perfettamente al ferro: se infatti sotto di esso si infilano dei trucioli la pialla si intasa e non si riuscirà a lavorare. Si dovrà anche controllare che la feritoia non sia troppo larga, perché in questo caso il legno tenderà a scheggiarsi e non si potrà avere una superficie ben rettificata. Per lavori di precisione è sufficiente che la feritoia sia larga quanto basta per far passare i trucioli. Infine è necessario affilare con cura il ferro. Per piallature di precisione o su legno duro il ferro deve sporgere uno o due decimi di millimetro dalla suola, e il controferro deve essere molto avanti (circa 1 mm dal filo del tagliente). Per il legno tenero o per asportare più materiale il ferro sporgerà dalla suola 2 o 3 decimi, e il controferro sarà più indietro. Se usata correttamente la pialla manuale non è pericolosa, perché il ferro è protetto e sporge solo di pochi decimi di millimetro dalla suola. In realtà questo procedimento vale solo per le pialle di "bassa gamma". Esistono sul mercato produttori di pialle a mano di assoluta qualità già pronte per lavorare appena fuori dalla confezione.

Le pialle a motore[modifica | modifica sorgente]

Una pialla a filo

Le pialle a motore si dividono in pialle a filo, pialle a spessore e pialle combinate che effettuano le due operazioni filo e spessore. Esistono pialletti elettrici per l'uso a mano libera.

Pialla a filo[modifica | modifica sorgente]

La pialla a filo è composta da una struttura metallica, generalmente viene usata la ghisa, la quale sostiene due piani di lavoro, registrabili in altezza, chiamati piano di entrata e piano di uscita. Al centro della struttura fra i due piani si trova un cilindro metallico detto albero porta-utensile, dove sono alloggiati 2, 3 o 4 coltelli. I coltelli sono tenuti bloccati da un cuneo metallico detto lardone. L'albero porta utensile, tramite un sistema di cinghie e pulegge, è collegato ad un motore elettrico che lo fa ruotare ad una velocità di 5000 giri al minuto, con una potenza elettrica che può superare i 4 kilowatt. La larghezza della superficie piallabile è determinata dalla lunghezza dei coltelli sul cilindro, può variare da 15–20 cm fino a oltre 60 cm. Il piano di entrata viene regolato qualche millimetro più in basso rispetto al piano di uscita, tale misura vene detta profondità di taglio. La lavorazione avviene appoggiando il pezzo da piallare sul piano di entrata e spingendolo verso il piano di uscita. L'albero porta utensile ruotando, asporta dal pezzo uno spessore pari alla profondità di taglio.

Pialla a spessore[modifica | modifica sorgente]

La pialla a spessore ha una struttura similare alla pialla a filo, solamente che il piano dove scorre il pezzo è uno solo e si trova sotto l'albero porta utensile. Il piano inoltre è montato su guide scorrevoli che permettono di variare la misura tra il piano e il tamburo. Davanti e dietro al tamburo porta utensili, sono presenti dei rulli scanalati e motorizzati che spingono il pezzo da lavorare in avanti. La misura esistente tra il piano e il tamburo, determina lo spessore finale del pezzo lavorato. Viene usata per portare parallele le due facce opposte di una tavola o di un pezzo.

Pialletto elettrico[modifica | modifica sorgente]

Il pialletto elettrico è un elettroutensile costruito esattamente come una pialla a filo, solamente più piccolo e leggero tanto da essere utilizzato tenendolo in mano. Viene adoperato per adattare le travi in legno in cantiere o nei lavori di montaggio dei mobili per adattali esattamente al pavimento o alle pareti. Viene utilizzato anche nel bricolage per piccoli lavori di piallatura da fare in casa.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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