Truciolo

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Trucioli metallici ed un blocchetto di trucioli compressi
Trucioli di legno da piallatura
Trucioli di acciaio durante una foratura. Per confronto il diametro della punta è 2 mm.

Il truciolo è un residuo di metallo o legno che si ottiene durante la lavorazione di un pezzo sottoposto ad un'asportazione di materiale.

Mediante l'utilizzo di alcune macchine utensili e di attrezzi, assume il caratteristico aspetto di ricciolo (nella tornitura) o di elicoide (nella foratura). La struttura continua di questi residui è dovuta alla caratteristica della relativa tecnologia di lavorazione, creando un'asportazione ininterrotta del materiale. Il truciolo assume invece forme diverse nell'asportazione discontinua, quale ad esempio la piallatura.

Il trucioli non vanno dispersi, ma raccolti per poter essere riutilizzati:

  • se in metallo, possono essere rifusi, soprattutto se di metallo costoso (es. rame, nichel, magnesio);
  • se in legno, possono essere usati come combustibile, per la fabbricazione della cellulosa o per la realizzazione di tavole truciolari

Durante la fase di lavorazione la formazione del truciolo può costituire un problema. Infatti nel caso di elevate velocità di taglio e materiali da lavorare duttili si formerà un truciolo continuo che potrebbe costituire un ostacolo per le successive operazioni. Vengono allora introdotti particolari dispositivi rompitruciolo atti a favorire l'eliminazione di questo problema.

In tornitura si usa frapporre tra l'inserto e la staffa di serraggio una piastrina con spigolo cuneiforme. Questa costituisce un ostacolo per il truciolo che subisce un incurvamento. L'aumento delle forze di flessione favorisce la rottura e l'evacuazione del truciolo.

Essendo molto appuntiti o taglienti, i trucioli rappresentano un serio pericolo per gli operatori di macchine utensili e attrezzi, per i quali è sempre raccomandato seguire le istruzioni relative agli specifici macchinari.

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