Philipp Veit

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Ritratto di Philipp Veit eseguito da Joseph Binder

Philipp Veit (Berlino, 13 febbraio 1793Magonza, 18 dicembre 1877) è stato un pittore e scrittore tedesco.

Sette anni di abbondanza

Periodo italiano[modifica | modifica sorgente]

Dal 1815 Veit visse in Italia dove rimase fino al 1830. A Roma si unì a Friedrich Overbeck e Peter Cornelius, divenendo un esponente del movimento dei Nazareni. Con loro tra il 1816 e il 1817 partecipò ai lavori di affresco per la Casa Bartholdy (ora Biblioteca Hertziana): Veit vi dipinse la scena di Giuseppe e la moglie di Putifarre, e una lunetta decorativa, in cui è rappresentata l'allegoria dei Sette anni di abbondanza (ora a Berlino , Staatl. Mussen, NG). Nel 1818 Veit fu incaricato di dipingere l'affresco del Trionfo della Religione nel Museo Chiaramonti in Vaticano, che avrebbe dovuto essere il primo di una serie commissionata da Papa Pio VII. Veit concorse anche alla decorazione del Casino Massimo di Roma (1818-1824), dipingendo il soffitto della Sala Dante, in cui rappresentò I cieli del Beato e l'Empireo (in situ). In questi affreschi e nella sua Maria Immacolata in Trinità dei Monti (1829-30; in situ ) Veit si dimostrò il maggior colorista tra i Nazareni.

Durante il soggiorno romano, Veit dipinse anche alcuni eccellenti ritratti, in particolare un Autoritratto (1816); e una serie di disegni a matita dei suoi colleghi artisti tedeschi a Roma (ad esempio Mainz, Landesmus).

Germania, di Philipp Veit
Figura allegorica dell'Italia

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