Panno lenci

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Il panno lenci è un stoffa colorata, morbida, resistente e leggera. Non essendo tessuto non è un panno ma un tipo di feltro, viene prodotto con l'infeltrimento delle fibre.

Il materiale che lo compone tradizionalmente è la lana cardata di pecora e il pelo di capra mohair. Ha le caratteristiche di essere caldo, leggero, sottile e di non sfilare, quando viene tagliato non tende a disfarsi, non avendo trama e ordito, non ha bisogno quindi di orli o cuciture di finitura (sorfilo).

Venne inventato dalla ditta Lenci per la confezione di bambole artistiche. Le bambole, di grande pregio, erano interamente realizzate in panno, per le testine il panno era pressato in stampi sagomati, i volti dipinti, gli abitini perfettamente rifiniti, gli accessori curati nei dettagli. Per cercare di realizzare bambolotti lavabili, che veramente lavabili non furono mai, il panno veniva ricoperto con una sottile mussola, per imitare la pelle vellutata, cosparso di polvere di vellutina. L'avvento della celluloide cambiò in modo radicale la produzione di bambole, facendo diventare obsolete quelle in panno e quelle in porcellana.

[modifica] Storia della ditta Lenci

La ditta Lenci viene fondata a Torino nel 1919 da Enrico ed Elena Scavini, il suo nome deriva dal soprannome di Elena poi trasformato in acronimo Ludus est nobis costanter industria (il gioco è la nostra ricerca continua). Produceva bambole e abiti in panno e oggetti e arredi in legno per bambini. Lo studio era punto di incontro di artisti, fucina di idee, aperto alle collaborazioni di artisti del tempo.

Il marchio Lenci venne depositato nel 1922, le bambole non avevano solamente l'aspetto di bimbi, spesso imbronciati, che rappresentavano costumi regionali o scimmiottavano il mondo degli adulti, ma seguivano l'attualità del momento storico con caricature di personaggi in voga o di argomenti d'attualità. Il grande successo, che portò la ditta ad esporre da Zurigo a Parigi, da Roma a Milano, diede il via alle imitazioni, la produzione in tutta Europa, di bambole simili ad un prezzo minore provocò una crisi che culminò nel 1929, per superarla la Lenci cominciò la produzione di ceramiche artistiche, piccole statuine o gruppi, con personaggi e animali. Collaborano alla realizzazione dei modelli, artisti quali: Sandro Vacchetti, direttore artistico della Lenci dal 1922 al 1934, Lino Berzoini, Giovanni Riva, Giovanni Ronzan, Teonesto Deabate, Giovanni Pietro Spertini, Cläre Burchart, Marcello Dudovich, Gigi Chessa, Mario Pompei, Nillo Beltrami, Mario Sturani, Giulio Da Milano, Giovanni Grande, Ines Grande, Claudia Formica, Luigi Borione, Camillo Ghigo, Giuseppe Porcheddu, Gino Levi-montalcini, Abele Jacopi. Nel gennaio del 1929, Gio Ponti, sulla rivista Domus, pubblica Adolescenti e Gli sposi di Giovanni Grande. Sempre nello stesso anno Casa Bella pubblica le foto delle ceramiche: La mucca, Susanna, La merenda di Giovanni Grande, Marianna di Elena Scavini, Amor paterno di Sandro Vacchetti, corredate da un lungo redazionale. Le ceramiche ebbero grande successo, pur non riuscendo a risollevare le sorti dell'azienda, che negli anni 30' superava i seicento dipendenti. Nel 1934 Sandro Vacchetti lascia la Lenci ed apre una propria fornace che prende il nome di Essevi, dalle sue iniziali e produce figure in ceramica quali Balilla, Monello, Buona Pasqua, ed alcuni veri capolavori per ricchezza dei decori, quali Diva, Disordine della giarrettiera e Sfinge moderna, costituendo di fatto una ulteriore concorrenza per la Lenci.

Nel 1937 il cav. Pilade Garella, noto commercialista torinese che aveva affiancato la gestione Scavini fin dalla crisi del 1929, rileva l'azienda insieme al fratello Flavio. Dal 1940 la produzione Lenci, proseguì sotto la guida della famiglia Garella e sotto la direzione artistica del famoso artista Mario Sturani. Beppe Garella,il figlio di Pilade, entra in azienda nel 1942,riapre al mercato USA e diversifica la produzione della manifattura affiancando alla produzione più classica, i personaggi disneyani come Topolino e Paperino e negli anni successivi i personaggi televisivi di Topo Gigio e Calimero. Sturani lavorò per la Lenci fino al 1964 data che segna la fine della prima produzione della ceramica Lenci. La produzione di bambole e pupazzi degli anni '60 e '70, invece, proseguì con successo con le nuove bambole Lencirelle, di un tipico design di quegli anni e completamente in panno. Negli anni '80 nascono le bambole da collezione in serie limitata ( 499 - 999 - 1999 pz)che perdono l'aspetto di giocattolo e diventano oggetto da collezione, riscuotendo un grande successo negli USA. Nel 1992 muore improvvisamente Beppe Garella e la figlia Bibija prende la direzione della ditta, introducendo idee nuove pur nel rispetto della tradizione (colllezioni Res Naturae, Futura, Bambine Lenci, Ecc) e cambiando le modalità di distribuzione del prodotto che oltre ai negozi specializzati viene presentato attraverso la televisione americana. Nel 1997 ci fu la cessione del marchio da parte di Bibija Garella ad una nuova patnership e "Bambole Italiane srl" prese la concessione italiana del marchio proseguendo nella produzione di bambole, fino al 2002 quando dichiarò fallimento.

Oggi le ceramiche Lenci e le bambole Lenci sono un oggetto da collezionismo.


Il panno "lenci", slegato dalla ditta storica, continua ad essere prodotto e commercializzato per realizzare oggetti hobbystici, decorazioni, pupazzi, vestitini, patchwork e gioielli.

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