Oralità

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Per oralità si intende una forma di trasmissione culturale mediante la voce, senza l'ausilio della scrittura. Poiché la scrittura è una tecnica la cui invenzione risale al 3000 a.C. circa, numerosissime culture si sono per millenni espresse solo in un contesto di oralità.

Storicamente il passaggio dall'oralità alla scrittura è stato visto in un'ottica "evoluzionista" che faceva corrispondere l'oralità alla barbarie e lo scritto alla civiltà. In questo contesto si colloca il termine auralità impiegato da alcuni studiosi per indicare una fase di tradizione letteraria orale in un contesto che già conosce lo scritto.

Tuttora esistono culture dette ad oralità diffusa, per differenziarle da culture ad oralità primaria, in cui mancava totalmente la conoscenza della scrittura.

Nelle società occidentali, i giovani stanno vivendo un regresso dell'oralità, ossia con l'avvento dell'immagine come medium primario, si è persa la percezione della forma della parola e, da una ricerca effettuata nelle scuole italiane si è scoperto che gli studenti fanno di media il quadruplo degli errori ortografici degli scolari di 50 anni fa.

Caratteristiche dell'oralità[modifica | modifica sorgente]

La trasmissione orale di conoscenze ha una maggiore forza a livello sensoriale rispetto alla parola scritta, proprio perché l'udito è un senso molto più avvolgente della vista. Malgrado questo i griot e i cantastorie hanno da sempre utilizzato il corpo e a volte anche la musica per rendere le loro narrazioni (ad esempio di miti) più calde ed emotive. Solitamente per ricordare storie che non dovevano variare nel tempo si utilizzavano formule ripetitive e mnemoniche e ci si esprimeva con scarsa velocità, inoltre le parole avevano un effetto omeostatico, ossia tutte le parole superflue venivano eliminate. La comunicazione orale avviene in un dato momento e non si mantiene come la scrittura, per consentire quindi il mantenimento della cultura, le narrazioni non possono variare e per questo motivo le società ad oralità primaria non sono molto innovative. Va inoltre analizzato il potere causativo delle parole, ossia la capacità che hanno le parole di compiere atti, nelle società ad oralità diffusa, ma anche nelle nostre questo si concretizza in formule magiche, discorsi morali e parole rituali (es. il sì al matrimonio).

Il processo, che viene definito di Oralità Secondaria o di ritorno è tipico di un periodo in cui il cittadino è concentrato in modo continuativo sull'immediato, sul presente, il tempo è mercificato e la scrittura perde importanza rispetto all'immagine.

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