Odi et amo

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1leftarrow.pngVoce principale: Liber (Catullo).

Odi et amo (lett. "Odio e amo") è il nome ed inizio del carme 85 del poeta latino Catullo. È forse l'epigramma più noto di tutto il suo Liber, che per la sua brevità (un solo distico elegiaco) merita di essere riportato integralmente.

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Odio e amo. Forse mi chiedi come io faccia.
Non lo so, ma sento che ciò accade, e ne sono tormentato.

Il contrasto di sentimenti che l'amore provoca ("Ti odio e, contemporaneamente, ti amo") è uno dei tòpoi più comuni nella letteratura mondiale di ogni tempo. Un componimento simile ma non uguale, poiché contrapponeva non amore ed odio ma amore ed assenza d'amore, lo ritroviamo in uno scritto di Anacreonte:

Ὲρέω τε δηὖτε κοὐκ ἐρέω,
καὶ μαίνομαι κοὐ μαίνομαι.
Amo e non amo,
sono pazzo e non sono pazzo.
(Frammento 46, Gentili)

Ma in Catullo c'è qualcosa di più, perché è presente la consapevolezza della difficoltà, come anche nel poeta greco, certo, ma il dramma si acuisce con la triste constatazione che tale difficoltà nasce indipendentemente dalla volontà umana. Al Poeta non resta altro che prendere atto della situazione e soffrirne terribilmente: il verbo excrucior, che letteralmente significa "sono messo in croce", rimanda con la sua pronuncia all'idea del dolore lacerante (particolarmente intenso è il modo in cui viene tradotto da Guido Ceronetti: Ma tu mi vedi qui crocifisso / Al mio odio e al mio amore).

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